Mastroberardino coltiva il futuro dell’Aglianico
A Mirabella Eclano prende forma il nuovo campo di piante madri del clone VCR421 Antonio Mastroberardino, una selezione di Aglianico nata da vigne prefillossera. Un progetto che rafforza la tutela della biodiversità viticola campana e mette a disposizione delle future generazioni un patrimonio genetico di grande valore.
Non è un vigneto destinato alla produzione di vino, ma un investimento sul futuro della viticoltura. Nelle tenute Mastroberardino di Mirabella Eclano, in provincia di Avellino, è stato infatti realizzato il nuovo campo di piante madri del clone VCR421 Antonio Mastroberardino, destinato a custodire e moltiplicare nel tempo il materiale vegetale di una delle più significative selezioni di Aglianico sviluppate negli ultimi anni.
Dalle vigne storiche al Registro nazionale
Il clone nasce da un percorso di ricerca avviato nei primi anni Duemila a partire da una vigna centenaria a piede franco, sopravvissuta alla fillossera grazie ai terreni sabbiosi. Dopo un lungo processo di selezione, verifiche sanitarie e analisi genetiche, il VCR421 è stato iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2021, distinguendosi per caratteristiche agronomiche ed enologiche che ne esaltano l'identità territoriale.
Un patrimonio per le nuove generazioni
Dal nuovo impianto verrà prelevato il materiale necessario alla propagazione del clone, garantendone continuità, tracciabilità e disponibilità anche negli anni futuri. Un passaggio strategico per preservare un patrimonio genetico che rischiava di andare perduto e che oggi rappresenta una risorsa concreta per la viticoltura campana.
Come sottolinea Piero Mastroberardino, il campo di piante madri non produce soltanto nuove barbatelle, ma contribuisce a conservare la memoria viticola, proteggere la biodiversità e tramandare alle future generazioni una delle espressioni più autentiche dell'Aglianico.
Dal vigneto al calice
Il clone VCR421 Antonio Mastroberardino è già impiegato nella produzione del Redimore Irpinia Aglianico DOC, vino nato dalle prime microvinificazioni sperimentali e oggi tra le etichette simbolo del lavoro di recupero varietale dell'azienda. Un progetto che conferma come ricerca scientifica, tutela del territorio e valorizzazione dei vitigni autoctoni possano procedere nella stessa direzione.