Finalmente Heidi Bjerkan ha aperto il suo ristorante all'interno della Biblioteca Nazionale di Oslo. Atteso da tempo, il ritorno non delude.
Credo segna un momento di svolta. Accanto alla panetteria, al ristorante per il pranzo, al bistrot e al bar che si trovano nello stesso edificio, questa ultima aggiunta ha il sapore di un ritorno a casa. L'alta ristorazione trova ancora una volta la sua espressione più pura e la Bjerkan dimostra di non essersene mai allontanata. La sua cucina è basata sugli ingredienti, sicura ed elegantemente sobria. I produttori sono al centro dell'attenzione, le verdure sono trattate con riverenza e i sapori si sviluppano con equilibrio e sicurezza. Ogni piatto sembra composto piuttosto che costruito, guidato dalla stagione e dall'integrità piuttosto che dalla spettacolarità. Lavorando a stretto contatto con storici e ricercatori della Biblioteca Nazionale, Bjerkan si è anche immersa nel passato culinario della Norvegia, dalla cucina medievale alle tradizioni borghesi. Colpita dalla generosità con cui le spezie venivano usate un tempo nelle cucine nordiche, in Credo fa un cenno a questa storia, ma con discrezione. Se presente, appare solo come un sussurro: un sottile calore, una spinta appena percettibile che approfondisce piuttosto che definire il piatto.
L'umiltà definisce sia la cucina che l'atmosfera. La sostenibilità è un filo rosso, non come retorica, ma come pratica quotidiana.
In un'epoca in cui l'approvvigionamento responsabile è sempre più complesso, l'impegno di Bjerkan brilla ancora di più. Ambientato all'interno di una delle più importanti istituzioni culturali norvegesi, Credo ha un'aria decisa e sicura. Non è tanto un ritorno quanto una riaffermazione: dei valori, dell'artigianato e di una cucina radicata nel rispetto.