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© Leo Torri

NIÒBĒ, un dialogo con il Lago di Como

Nuova apertura
Lago di Como
Ristorante
Architettura

Sul lungolago di Lecco apre un nuovo indirizzo che intreccia alta cucina, architettura e paesaggio in un unico progetto. Un luogo in cui ogni dettaglio, dagli spazi ai materiali, è pensato per trasformare il lago in un'esperienza da vivere, prima ancora che da osservare.

A Lecco, sulle rive del Lago di Como, apre NIÒBĒ, nuovo progetto che riunisce un ristorante fine dining, un bistrot e una cantina in un'unica destinazione dedicata all'alta gastronomia. Nato dall'iniziativa di Domenico Todeschini insieme ai figli Davide e Matteo, il locale affida la cucina allo chef Franco Caffara, già insignito di una stella Michelin ai tempi de I Tigli al Lago di Como, mentre l'architettura porta la firma dello studio Flaviano Capriotti Architetti. Il risultato è uno spazio in cui cucina, vino e design dialogano con il paesaggio lacustre.

L'architettura secondo il lago

Il progetto nasce dalla trasformazione di una villa privata di circa 430 metri quadrati, inserita in un giardino con accesso diretto all'acqua. L'intervento ridisegna gli spazi per creare un rapporto costante tra interno ed esterno, interpretando gli elementi identitari del territorio – acqua, montagne e vegetazione – attraverso il linguaggio dell'architettura.

Il progetto nasce dalla volontà di costruire un dialogo autentico con il lago. NIÒBĒ non racconta il lago attraverso immagini, ma attraverso proporzioni, luce e relazioni spaziali.

spiega Flaviano Capriotti.

© Leo Torri

Interni fluidi e senza confini

Gli ambienti si sviluppano secondo una sequenza continua di spazi aperti, scanditi da geometrie morbide, grandi superfici vetrate e collegamenti visivi che accompagnano lo sguardo fino al lago. Al piano terra trova posto il bistrot NIÒBĒ Garden, mentre il piano superiore ospita il ristorante fine dining, con una cantina a vista e una Wine Room circolare dedicata alle degustazioni, affiancata da una sala privata per eventi riservati. Le opere di Tullio Pericoli completano un progetto in cui arte e ospitalità convivono naturalmente.

Materiali che parlano del territorio

La scelta dei materiali rafforza il legame con il contesto. Il rivestimento esterno in limestone richiama il carattere minerale delle montagne, mentre all'interno l'olmo diventa protagonista di boiserie e arredi su misura. Completano il progetto l'intonaco a base di lolla di riso, una palette ispirata ai riflessi dell'acqua tra verdi, grigi e azzurri e un disegno illuminotecnico che riproduce il gioco di trasparenze del lago.

© Leo Torri

Un giardino da vivere

Anche gli spazi esterni sono parte integrante del progetto. Una terrazza in bambù, una pergola tessile e tre aree immerse nel verde accompagnano gli ospiti verso il lago in un percorso progettato da Hortensia – Vittorio Peretto. Il giardino valorizza la vegetazione esistente e ospita anche essenze aromatiche e piante eduli utilizzate in cucina, rafforzando il dialogo tra natura, architettura e gastronomia.

La cucina tra territorio e contemporaneità

La proposta gastronomica interpreta il patrimonio lariano con uno sguardo attuale, attraverso un menu à la carte e due percorsi degustazione. Tra i piatti simbolo figurano l'Uovo di selva a 63° con spuma di patate, tartufo nero e fiori dell'orto, il Crudo di capasanta con caviale e stracchino, i Ravioli in assoluto di gamberi con consommé di gambero rosso di Mazara e la Pappardella ripiena di vicciola con zucca, miso di pomodoro e fonduta di provola. Ad accompagnare l'esperienza, una cantina con oltre 600 etichette, affiancata da una proposta più informale nel bistrot, dedicata a business lunch, aperitivi e cocktail d'autore.



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