Arriva da Caserta il primo rum invecchiato cento per cento italiano
Berolà, la piccola distilleria che produce rum dalla propria canna in Campania ha lanciato il suo primo rum maturato in botte, ex Pallagrello ed ex grappa.
È una piccola, prima release di 500 bottiglie da 0,50 litri ciascuna, ma è un grande passo per la nascente produzione del rum italiano, che per la prima volta vede in bottiglia un rum invecchiato interamente prodotto in Italia, dalla canna fino al bicchiere. La novità è di Berolà, piccola distilleria artigianale di Antonio di Mattia e Sarah Liberti, che già da qualche anno a Portico di Caserta, in Campania, coltivano la propria canna da zucchero per produrre rum.
Berolà, i distillati e la canna da zucchero
Finora la produzione aveva portato in bottiglia un distillato da puro succo di due diverse varietà di canna, Baltazia e una piccola percentuale di Cristalline, coltivate in 4mila metri quadrati sui terreni dell’azienda, assieme alle piante da frutto, anch’esse utilizzate per la distilleria.
Berolà – che è l’anagramma di “albero” – nasce infatti a partire da un azienda agricola e produce distillati di frutta, grappe dalle vinacce del territorio, gin e un amaro, ma il progetto più ambizioso è fin dall’inizio stato quello del rum. Negli ultimi anni la distilleria ha portato in bottiglia un rum bianco molto delicato a 51 gradi alcol, chiamato B-Rum, che in breve tempo ha iniziato a farsi conoscere tra gli appassionati di tutta la penisola. Berolà è infatti una di quelle aziende che negli ultimi anni hanno iniziato a riportare, dopo oltre un secolo di assenza, la produzione di canna da zucchero nel sud Italia, partendo proprio dall’obiettivo del rum.
Bottarum, il primo rum italiano invecchiato
Il nome è dedicato ai “bottari”, tradizionali suonatori di botti che a Portico di Caserta, sfilano su grandi carri simili a galeoni, durante le celebrazioni per Sant’Antonio Abate, percuotendo i legni.
Sebbene lo scenario un po’ piratesco potrebbe alla lunga ricordare il mondo dei Caraibi, il Bottarum non sembra caraibico per niente, anzi, è qualcosa di totalmente nuovo, ancorato al proprio territorio grazie alla maturazione in legni locali. I “colori” su cui gioca Berolà sono infatti rappresentati da botti ex-Pallagrello nero – vino rosso ottenuto dall’omonima varietà di uva autoctona campana – in cui ha fatto un primo passaggio la grappa da vinacce della stessa uva. Il distillato da puro succo di canna da zucchero viene imbottato a 60 gradi per maturare un paio d’anni, mentre la gradazione scelta per l’imbottigliamento è del 45% vol, più contenuta rispetto alla versione bianca. Il risultato è un rum molto equilibrato, che conserva sia al naso che al palato tutte le caratteristiche della materia prima. Naso tra la frutta tropicale, la ciliegia e il toffee, con qualche accenno erbaceo e un palato dalla texture vellutata. L’impatto alcolico è educato, ben integrato, tra aromi di caramello salato e quei ritorni erbacei che chiamano la canna da zucchero, affatto disturbati dall’influenza del legno, seguiti da un finale saporito e lungo. E trattandosi del primo esperimento, va detto è che buono davvero.
«Si tratta del primo rum che sbottiamo e vorremmo capire in che modo la maturazione in botti ex vino di Pallagrello nero ed ex grappa di Pallagrello Nero è recepita dal pubblico – dice Antonio Di Mattia - Dal prossimo sbottamento l'idea è di mantenere una continuità ogni anno».
Il prossimo rum da invecchiare andrà in botte a breve. «Viste le sole cinquecento bottiglie da 0,5 litri, visto che è il primo rum invecchiato totalmente italiano a uscire sul mercato e vista la forte impronta territoriale, ci aspetteremmo un mercato fatto di cultori e collezionisti di questa tipologia di distillato. Persone che sappiano comunicare il territorio e professionisti di settore che possano apprezzare il nostro lavoro».
A breve Bottarum sarà in vendita diretta attraverso lo shop del sito, ma è già disponibile per professionisti di settore contattando l’azienda.