Cantina Kurtatsch: la forza della cooperazione che disegna il vino
Tra i pendii dell’Alto Adige, Cantina Kurtatsch interpreta la viticoltura di montagna con uno sguardo collettivo: 190 famiglie, un’unica visione e vini che riflettono con precisione il carattere del territorio.
Fondata nel 1900 per tutelare le piccole realtà agricole locali, Cantina Kurtatsch è oggi tra le cooperative più antiche dell’Alto Adige. Riunisce 190 famiglie, su 190 ettari di superficie coltivata e produce sedici varietà tra bianchi e rossi che rispecchiano pienamente il carattere del luogo d’origine. Un modello che, nel tempo, ha consolidato un legame stretto tra viticoltori e cantina, favorendo la qualità dei prodotti e la capacità di adattamento alle condizioni climatiche più variabili, e che si esprime oggi anche in un ruolo pionieristico nella valorizzazione delle Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), interpretate come espressione autentica dei singoli terroir e della loro identità unica.
La cooperazione come motore
Il cuore del progetto è la struttura cooperativa, espressa nel motto “con forze unite”. La condivisione di competenze ed esperienze ha permesso alla cantina di superare le difficoltà del primo e secondo dopoguerra e orientarsi verso una scelta chiara: privilegiare la qualità grazie alla coltivazione del vitigno giusto nella zona giusta. Un obiettivo che unisce tre valori fondamentali: profonda conoscenza del territorio, collaborazione di un team giovane e dinamico e supporto alle realtà a conduzione familiare. Questo spirito è stato celebrato il 13 maggio 2025, in occasione del 125° anniversario, con un evento partecipato dalla comunità locale.
L’attenzione alla qualità
La qualità nasce da una lettura precisa del territorio: altitudine, esposizione, escursioni termiche e precipitazioni guidano la scelta dei vitigni lungo un dislivello di 700 metri. Pianificazione e flessibilità diventano strumenti indispensabili per valorizzare ogni parcella, con l’obiettivo di esprimere al meglio le caratteristiche di ciascun sito “zona per zona, vino per vino”. Per questo motivo ad alte altitudini si coltivano i bianchi – freschi, aromatici e dal carattere alpino –, mentre le zone più basse, con terreni argillosi e calcarei, sono dedicate ai rossi. La presenza dei bordolesi è un’ulteriore caratteristica della peculiarità di Cantina Kurtatsch, che ha saputo individuare l’occasione perfetta per inserirsi nel mercato del rosso.
Dal 2024 l’attenzione al territorio si riflette anche in etichetta: nove vini riportano la denominazione UGA (Unità Geografica Aggiuntiva), a garanzia della provenienza del 100% delle uve dalla zona indicata.
Le UGA: un’iniziativa pioneristica
Proprio dalla consapevolezza che la qualità del vino sia determinata soprattutto dal territorio, dal 2024 è nata una nuova denominazione per l’Alto Adige Doc: l’UGA (Unità Geografica Aggiuntiva), che in etichetta garantisce la provenienza del 100% delle uve dalla zona indicata. Con ben 9 vini provenienti da otto diverse UGA, la cooperativa si distingue come una delle realtà altoatesine pioneristiche di tale denominazione, confermando ancora una volta l’impegno pluriennale di Cantina Kurtatsch nel produrre vini dal forte carattere territoriale.
La strada intrapresa da Cantina Kurtatsch è chiara: elevare sempre di più la qualità, lasciando parlare l’uva e riducendo al minimo gli interventi in cantina, e rafforzare la visibilità internazionale di questi vini dal carattere unico. Un obiettivo esplicitato alla perfezione da Andreas Kofler, Presidente della cooperazione, e Erwin Carli, enologo, durante l’intervista a Falstaff: