FOOD&SPA - Bulgari Hotel Roma, il gioiello più riuscito della maison (e non si indossa)
A due passi dall’Ara Pacis, il Bulgari Hotel Roma è il ritorno a casa della maison: un luogo dove architettura razionalista, lusso discreto e arte dell’accoglienza si fondono in un racconto elegante, sensoriale e profondamente romano.
Il Bulgari Hotel Roma è uno di quei rari luoghi dove l’eleganza è una questione di densità culturale, più che di metri quadri in marmo. Vicinissimo dall’Ara Pacis, con affaccio su Piazza Augusto Imperatore, occupa un palazzo razionalista degli anni Trenta che oggi, grazie a un radicale restauro, brilla come un anello d’oro inciso con geroglifici metropolitani. Questo capolavoro dell’ospitalità firmato ACPV Architects - Antonio Citterio Patricia Viel, nato nel 2023, è un hotel-mondo, dove Roma si guarda dall’alto (dal rooftop con 200 vasi ispirati ai giardini di Livia) e si tocca dal basso (nella piscina della spa tra colonne di marmo). Ogni dettaglio è Bulgari: dal legno di mogano delle suite, alle opere d’arte, fino alle praline gioiello firmate da Gianluca Fusto.
Liz Taylor diceva che i gioielli Bulgari «sono l’unica ragione per andare a Roma»: ne possedeva una collezione invidiata da tutta Hollywood (a ogni litigio con Richard Burton si faceva regalare una parure).
Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Monica Vitti: tutte hanno indossato Bulgari. L’hotel è il ritorno a casa di un nome prezioso che ha attraversato le epoche e i continenti.
Novità del 2025, ogni hotel della collezione Bulgari presenta una Serpenti Suite. A Roma è un omaggio lussuoso e teatrale al motivo più iconico della maison: tra moquette nera, pelle amaranto e dettagli d’arte, sembra di dormire dentro un gioiello che respira. A guidare con misura questo mondo c’è il direttore Vincenzo Falcone, presenza elegante e mai invasiva. E poi c’è il sorriso - diplomatico, chirurgico, perfettamente gestito - di Angelica Carrara, che cura con grazia millimetrica le relazioni pubbliche dei Bulgari Roma e Milano.
FOOD - Roma a tavola, senza teatralità
Qui Niko Romito è molto più di una consulenza: è una dichiarazione di intenti. Si cena al quinto piano, circondati da porcellane GioPonti per Ginori, con vista sul Mausoleo di Augusto. In cucina, lo chef Claudio Catino, pugliese, traduce la visione di Romito con una precisione che evita qualsiasi manierismo. È l’executive dell’intera struttura, responsabile della supervisione generale di tutte le cucine e della qualità complessiva. Mentre Gabriele Gervasi, siciliano, è lo Chef de Cuisine, responsabile della gestione quotidiana delle cucine.
Il signature dish:
La Trota, mandorla, fichi e alloro. Nasce in occasione dell’apertura del Bulgari, ed è un omaggio culinario all’Imperatore Augusto. La scelta della trota, pesce d’acqua dolce molto amato nell’antica Roma, si combina con la dolcezza dei fichi, il gusto fruttato delle mandorle crude e l’amaro dell’estratto di alloro, evocando i contrasti sensoriali tipici della tavola imperiale. Il piatto unisce storia gastronomica e struttura contemporanea, senza didascalie.
Impossibile ignorare gli Spaghetti e Pomodoro: con la “e” che tiene tutto in piedi, perché l’equilibrio tra pasta e salsa è da trattato linguistico. Il pomodoro viene essiccato lentamente in forno per concentrare l’umami.
Chi non vuole il rituale serale può rifugiarsi al Bulgari Caffè, punto d’incontro tra romani, ospiti celebri e la Roma del cinema e della televisione, in cerca di grazia quotidiana. La mattina si apre con colazioni continentali, cinesi o arabe. Le viennoiserie, ça va sans dire, portano la firma Romito.
La domenica, il brunch è un evento da calendario: buffet sontuoso, crudi di mare, carrello dei formaggi da Nord a Sud, e una stanza dedicata a oltre 20 dessert. Il tutto a 120 euro con calice di Champagne. Il Bulgari Bar è un capolavoro scenografico: bancone in marmo nero, 110 torciglioni in vetro di Murano, soffiati e lavorati a mano con polvere d’oro. La carta cocktail cambia con le stagioni, ispirata al Mediterraneo, con creazioni come il Pinea, infuso al pino, o il Cleopatra, con cognac e mela chiarificata al latte d’asina: nomi suggestivi, esecuzioni precise.
SPA - Si fa il bagno nella bellezza, letteralmente
Se la bellezza è una religione, la Bulgari Spa Roma è la sua cattedrale. Spalmata su 1500 mq, evoca le antiche terme imperiali con una piscina lunga 20 metri, sale in marmo, luce filtrata come in una basilica pagana. Abbiamo provato il Signature Bulgari Facial, 90 minuti tra Gua Sha ancestrale e biotecnologia contemporanea, abbinati a tecniche manuali che migliorano microcircolo, texture, e umore. Aperta dalle 7 alle 21.
Una delle nove cabine è destinata all’ hair styling firmato Roberto D’Antonio e riservata agli ospiti dell’hotel: nulla è lasciato al caso, nemmeno l’uscita di scena.
Il trattamento signature:
Il Rasa, Lymphatic Drainage: 90 minuti di tecnica ayurvedica autentica firmata Mauli, ideato esclusivamente per la Bulgari Spa Roma. L’esperienza inizia con il classico rituale dei piedi ayurvedico, seguito da un massaggio linfatico profondo. Il tutto avviene in un silenzio calibrato, interrotto solo dal suono ancestrale delle campane tibetane, che accompagnano la fase finale del trattamento con un bagno sonoro a frequenza piena.