Giorgio Locatelli e la cucina italiana nel nuovo ristorante alla National Gallery di Londra
Uno degli chef italiani più conosciuti a livello internazionale, Giorgio Locatelli, inaugura il suo nuovo ristorante dopo vent'anni di successi in territorio londinese e dopo la recente chiusura di Locanda Locatelli.
Chef Giorgio Locatelli ha scelto di continuare i suoi progetti gastronomici immerso nell’arte, insieme alla moglie Plaxy Exton, con cui ha costruito una solida carriera nella città londinese. Il nuovo progetto aprirà ufficialmente le sue porte il 10 maggio 2025 chiamandosi semplicemente Locatelli e si svilupperà all'interno della storica National Gallery di Londra, a Trafalgar Square.
Il cuoco italiano, celebre non solo per il suo ristorante stellato Locanda Locatelli, ma anche per la sua presenza in televisione con Masterchef Italia, ora promette di offrire un'esperienza che combina alta cucina e arte. A differenza della Locanda, che ha chiuso a fine 2024, questo nuovo spazio avrà un impatto diverso sul panorama gastronomico londinese.
Il ristorante si troverà nella Sainsbury Wing della National Gallery, dove il restyling durato due anni ha creato un ambiente che fonde elementi classici e moderni. Gli ospiti potranno immergersi nei celebri chiaroscuri di Caravaggio, che saranno visibili anche dai tavoli del ristorante, con 80/90 posti a sedere in totale. Il progetto si avvale della collaborazione con Searcys, una rinomata azienda britannica nel settore dell'hospitality.
Falstaff: Dopo la chiusura di Locanda Locatelli, cos'è cambiato?
Giorgio Locatelli: La decisione di chiudere la Locanda è arrivata in un momento in cui pensavamo di prenderci una pausa, il famoso anno sabbatico. Tuttavia, il progetto della National Gallery è inaspettatamente arrivato e, parlando con Gabriele Finaldi (direttore italiano del museo), ci ha subito entusiasmato come possibilità. Nel frattempo, la chiusura nel nostro storico ristorante ha suscitato una reazione incredibile, con 170.000 e-mail di saluti. Un posto che ha dato evidentemente emozioni forti ai suoi avventori, ma personalmente sentivo che il mio percorso in quel ristorante fosse giunto al termine. Avevo bisogno di nuovi stimoli.
F: In che modo il nuovo ristorante alla National Gallery sarà diverso dal precedente?
GL: Locanda Locatelli era un destination restaurant, con un'esperienza gastronomica che durava circa due ore e mezza. Qui, invece, il nostro focus è sull'esperienza del museo e il turnover sarà molto più alto. Al museo, grazie all’arte, è la vista il senso più stimolato, il nostro obiettivo è attivare tutti gli altri: l’olfatto e il gusto su tutti. Inoltre, la cucina italiana qui sarà in grado di raggiungere un pubblico ancora più ampio, vogliamo sfruttare questa occasione in sinergia con tante eccellenze italiane.
F: La National Gallery di Londra attira milioni di visitatori ogni anno. Questo è uno stimolo, ma vi preoccupa il fatto che non tutti capiscano quello che viene proposto dall’alta cucina?
GL: Senza dubbio il pubblico che frequentava Locanda Locatelli aveva già aspettative chiare. Ora, invece, ci troviamo con una whiteboard vera e propria. La cucina italiana però è un valore universale ed è per questo che non sono preoccupato. Il nostro obiettivo è far conoscere l'alta cucina italiana in modo accessibile.
F: La vicinanza ad alcune delle opere più iconiche della storia dell'arte influenzerà i vostri piatti?
GL: Litighiamo sempre con mia moglie perché dopo ore e ore di meeting mi trattengo e, invece che tornare a casa, passeggio tra le opere della National Gallery. Ho sempre avuto un legame speciale con questo museo, a fine anni Ottanta era la mia pausa preferita quando lavoravo al Savoy Hotel. Mi è sempre piaciuta la democraticità di questo posto, accessibile a tutti gratuitamente. L'arte è fonte d’ispirazione, e vedo chiaramente come un Caravaggio possa influenzare l’ideazione di un piatto. Ad esempio, uno dei suoi quadri mi ha raccontato come presentare il pane, ma non voglio anticipare troppo. Penso che l'arte e la cucina siano due forme di espressione che possono integrarsi perfettamente.
F: Dopo tanti anni di carriera, quanto è importante ispirare i giovani chef e fare consulenza?
GL: L'insegnamento è una delle cose che mi dà più soddisfazione. Abbiamo iniziato a lavorare con giovani chef più di 25 anni fa. Ora abbiamo contratti di consulenza in Paesi come le Bahamas e Cipro, e ci piacerebbe portare questa esperienza anche in Italia.
F: Durante la carriera nel mondo della ristorazione c’è sempre stato spazio per attività solidali, fanno ancora parte della quotidianità?
GL: Credo che sia chi lavora in un ristorante stellato sia chi cucina per gli anziani in una casa di riposo faccia parte dello stesso mondo. Per questo la nostra collaborazione con la Refugee Community Kitchen (associazione che serve pasti caldi e nutrienti agli sfollati nel Regno Unito) continua da tempo. Ogni giovedì partecipo personalmente, mentre alcuni ragazzi della nostra squadra si dedicano alla community il venerdì. Inoltre, continuiamo a supportare Felix Project e a lavorare su iniziative di economia circolare.
F: Qual è il bilancio di Giorgio Locatelli del percorso intrapreso fino ad oggi nell’alta cucina?
GL: Mi sento in un momento molto positivo della mia carriera, in cui non devo fare compromessi. Ma penso che sia un buon momento per la cucina in generale, ci sono grandi opportunità per tutti gli chef. È meraviglioso vedere quanto questo mondo sia diventato accessibile a tutti, indipendentemente dal background sociale. Voglio rendere merito per questo alla nostra generazione e al racconto fatto in televisione nell’ultimo decennio.
Non perderti niente!
Iscriviti ora alla nostra newsletter.