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© Carola Merello

Il desiderio di vivere all'aria aperta (parte 1)

Design
All'aria aperta
Mobili

La bella stagione è finalmente arrivata, portando con sé il desiderio irresistibile di vivere all’aria aperta. Così terrazze, giardini e balconi si trasformano in un naturale prolungamento della casa: luoghi accoglienti e curati, dove il comfort degli arredi incontra la magia di un’illuminazione studiata per valorizzare ogni momento.

La connessione con la natura ha talmente tanti effetti benefici per la mente e il corpo che passare più tempo possibile all’aria aperta è ormai una pratica comune o meglio un bisogno consolidato.
Una tendenza che la cultura norvegese traduce nel concetto di Friluftsliv, composto dalle tre parole libero, aria e vita, che è stato inventato nel 1850 dal poeta Henrik Ibsen. Un vero e proprio stile di vita che implica l’impegno a trascorrere il tempo all’aria aperta, indipendentemente dall’età, dalle condizioni fisiche o climatiche, dedicandosi ad attività di vario genere, ma soprattutto connettendosi alla natura nella consapevolezza di farne parte.
Una pratica che non implica solo uscire fuori città per godere di spazi naturali spesso incontaminati ma che, a seconda delle passioni, delle abitudini personali, usufruire degli spazi esterni di casa facendo giardinaggio o semplicemente leggendo e prendendo il sole in situazioni di comodità. I benefici sono molteplici: riduzione dello stress, miglioramento dell’umore, aumento della creatività e della concentrazione, rilassamento fisico e mentale, sviluppo delle capacità sensoriali grazie alla connessione con l’ambiente naturale.

Casa Versilia, arch. Saverino Vudafieri Partners
© Paolo Valentini
Casa Versilia, arch. Saverino Vudafieri Partners

Living outdoor senza soluzione di continuità

Affacciarsi dal proprio balcone di casa verso l’esterno, ancora meglio se verso una via alberata o un parco, è il modo più immediato per connettersi con l’ambiente circostante che diventa costante se si usufruisce di uno spazio esterno di maggiore dimensione quale un giardino, una terrazza o il dehors non necessariamente della casa di vacanza.
L’outdoor viene vissuto alla stessa stregua del living domestico con tutte le sue attività per cui il progetto che lo prende in considerazione assume la connotazione di estensione naturale dell’ambiente privato, senza soluzione di continuità tra interno ed esterno.
Il piacere di stare all’aria aperta implica la scelta di arredi appropriati a prolungarne la permanenza. Non più solo elementi funzionali di modesta fattura ma arredi di design come ampi divani e poltrone, tavoli da pranzo dalle dimensioni e forme importanti, sedie e poltroncine imbottite e colorate che valorizzano le aree più conviviali.

Villa S, Alvisi Kirimoto
© Marco Cappelletti
Villa S, Alvisi Kirimoto

Arredare gli spazi esterni come un salotto

Sempre di più negli ultimi anni il progetto delle zone domestiche comuni coinvolge interno ed esterno come se fosse un ambiente unico per cui risulta fondamentale stabilire una continuità visiva e fisica eliminando barriere quali pareti murarie, cambi di livello e scale per lasciare posto a grandi porzioni trasparenti apribili, livellamenti e rampe.
Fondamentale anche l’utilizzo di materiali tecnici resistenti alle intemperie, texture e colori che riprendono le atmosfere dell’interior. Pranzare o cenare all’aria aperta sono fra le attività preferite per questo l’area dedicata alla condivisione del cibo diventa più che mai accogliente e funzionale non solo per i materiali resistenti, ma anche per le forme affusolate, gli intrecci, le trame aperte ed elastiche che rendono la struttura leggera e invitano a rilassarsi.
In presenza di piscina o di solarium le sedute assumono forme vocate al massimo comfort come lettini e chaise longue eleganti, ergonomiche ma sempre più modulari e con materiali spesso naturali, riciclabili, impermeabili e facilmente lavabili. Parimenti sono anche dotate di sistema di ombreggiamento inclinabile per seguire il percorso del sole.

Villa Portopiccolo, arch. Egidio Panzera
© Beppe Brancato
Villa Portopiccolo, arch. Egidio Panzera

Illuminazione da esterno oltre la luce solare

Per gli spazi outdoor la luce artificiale è altrettanto importante di quella solare per definire volumi, percorsi, creare atmosfere conviviali, aumentare la sicurezza oltre a permettere di sfruttare al massimo le ore serali e di stimolare i sensi di chi li abita.
I sistemi di illuminazione vengono scelti e posizionati in modo da valorizzare le varie aree in base all’utilizzo:

  • luci da parete, meglio con sensori di movimento, per ingressi, porticati e terrazzi.
  • faretti da terra con luce puntuale e discreta per vialetti e percorsi.
  • lampioni o pali luminosi con luce diffusa per giardini e cortili più ampi.
  • strisce led per illuminare gradini, parapetti e bordi di piscine.
  • illuminazione a energia solare per aiuole e vialetti.

Per ottenere il massimo risultato dalla combinazione di luci diffuse e punti luce, sia per quanto concerne l’efficienza energetica e la resa scenografica, è importante che il colore e l’emissione luminosa vengano coordinati e controllati tramite sistemi domotici o app.

 

PARTE 2


 

Margherita Toffolon
Margherita Toffolon
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