Salta al contenuto

Lambrusco: troppo famoso per conoscerlo davvero

Vino
Lambrusco
Degustazione
Emilia-Romagna

Dall'iniziativa di ventisette produttori, nasce l'associazione dei Custodi del Lambrusco, che invita a conoscere questo celebre vino da un punto di vista diverso.

Quante volte abbiamo parlato di Lambrusco pensando di conoscerne la storia, le caratteristiche, credendo di sapere tutto ciò che rappresenta?
Ma certo: iconico, intenso e avvolgente, allegro, bevuto abbastanza volte, seppur comunque troppo poche, per saperlo riservare alla sua situazione ideale. Situazione che, però, non si presenta mai.

Ciò che molti sanno - fondamento imprescindibile del sapere comune - è che il Lambrusco ha un’identità profondamente radicata in Emilia. Ma poi? Spumante o frizzante? Secco o amabile?  Solo o accompagnato dalla gastronomia locale? E tutti quei colori? Un ragionamento che porta con sé più domande che risposte.
Cosa si nasconde davvero dietro quel vino spesso venduto a poco prezzo negli scaffali dei supermercati?

La necessità di approfondire arriva subito dopo la presa di coscienza. La cosa migliore da fare è andare sul territorio, dove il Lambrusco nasce e si racconta, a cercare risposte tra le vigne e le persone che lo vivono.

© Custodi del Lambrusco

CI VUOLE PAZIENZA PER COMPRENDERE LE BOLLICINE ROSSE

Quando, per caso o per scelta, ci si trova ad assaggiare più di un Lambrusco, diversi stili e metodi di produzione, diverse varietà e denominazioni, diversi territori e produttori, diventa impossibile sottrarsi alla realtà: di quel famoso sconosciuto, si sa davvero poco.

Vini diversi raccontano storie diverse. Ma di cosa parlano? Partecipando a Terre di Vite lo scorso 25 e 26 ottobre, a Villa Cavazza di Bomporto, è arrivata un po’ di chiarezza.
I Custodi del Lambrusco hanno preso parola per raccontare un’altra visione, quella di chi crede che questo vino unico meriti di essere valorizzato, considerato più di un cliché da scaffale economico.

I sospetti diventano certezze. Il Lambrusco non è una semplice bollicina rossa da qualche euro a bottiglia. Non è una singola entità, ma un mosaico. Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa, Lambrusco Salamino e varietà meno note, denominazioni e stili differenti che convivono sullo stesso territorio. È uno di quei mosaici complessi che si colgono solo con un po’ di pazienza, osservando. Ripartendo da zero, se necessario, accantonando ciò che si pensa di sapere.

Nel modenese, il fermento si avverte dentro e fuori le bottiglie. I produttori che raccontano il Lambrusco come il vino “di casa”, ora guardano avanti, senza mai rinnegare la tradizione.

I CUSTODI DEL LAMBRUSCO, ALTERNATIVA AL DESTINO DI UN VINO

Da un anno a questa parte, ventisette produttori hanno deciso di unirsi per restituire al Lambrusco il valore che merita.
Con dignità e determinazione, hanno dato vita all’associazione Custodi del Lambrusco, scegliendo di intraprendere un percorso autonomo rispetto al Consorzio di Tutela, per difendere l’autenticità di un vino troppo spesso semplificato.

I Custodi del Lambrusco vogliono costruire un percorso alternativo, riportare ordine nel racconto. La loro visione mette al centro il territorio e la filiera, la vigna e la bottiglia. Tuttavia, quella che sembra essere la più grande forza di questa associazione è la cooperazione. Insieme, da diversi territori, con diverse storie, le aziende condividono una causa comune: ridare al Lambrusco il posto che merita tra i grandi vini italiani.

Un obiettivo come questo non può essere privo di sfide. Cambiare la percezione commerciale del consumatore, dialogare con le istituzioni, combattere la flavescenza dorata che colpisce il territorio, tutelare il patrimonio vitivinicolo e valorizzare il territorio attraverso l’enoturismo sono solo alcuni esempi.

Ci sono traguardi concreti che testimoniano la forza di questo impegno collettivo. L’introduzione della sottozona Montebarello nella denominazione Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, frutto di anni di lavoro e confronto, segna un passo importante nel nuovo percorso del Lambrusco.

Il cammino è già iniziato, e ora è chiaro di cosa parlano tutti questi vini così diversi tra loro. Raccontano storie diverse ma parlano tutti dello stesso territorio. C’è molto oltre il vetro scuro che ci separa dal suo mondo. Basta un viaggio, un calice alla volta, per riscoprire il Lambrusco con occhi nuovi.


Di più sull'argomento
1 / 12