Montalcino verso un turismo “rigenerativo”
Il Consorzio annuncia un progetto per promuovere e armonizzare la proposta di accoglienza sul territorio.
Se il vino per Montalcino è la risorsa più celebre, va detto che anche il territorio esercita da solo una forza attrattiva importante, che affascina tanto gli stranieri quanto gli italiani, tra scorci indimenticabili, paesaggi e un ambiente naturale che alterna boschi e prati, nell’abbondante gran parte del comune toscano.
Non è un caso quindi se nel 2024 il turismo nel comune di Montalcino è tornato a crescere, segnando un nuovo incremento rispetto al 2023 (+6,3%) con 233mila presenze, quasi il 30% in più rispetto al periodo precedente la pandemia.
A confermare la tentenza, ci sono anche le stime provvisorie del 2025: nei primi otto mesi si registra infatti un ulteriore +0,6%, con circa 130 mila presenze solo nel periodo maggio-agosto.
Le nazionalità che crescono di più tra gli arrivi sono quelle di Francia, Est Europa, Cina e Regno Unito.
Una tendenza che richiede attenzione, perché di questi tempi è sempre più importante.
Ogni bottiglia di Brunello stappata è valore per il territorio
In quanto frutto liquido di Montalcino, il Brunello, rappresenta un valore per tutta la sua terra di origine e questo valore è stato quantificato. Secondo le stime realizzate dall’Osservatorio UIV-Vinitaly, ogni volta che a Montalcino viene stappato un Brunello si genera un impatto positivo sul territorio di 117 euro, il quadruplo rispetto al valore di una bottiglia di vino.
Ecco perché l’enoturismo rappresenta una risorsa fondamentale anche per i produttori di vino, che possono far scoprire ai visitatori la bellezza dei prodotti e l’unicità di questi luoghi attraverso l’esperienza diretta, rendendoli essi stessi ambasciatori, una volta rientrati a casa.
Il ruolo dell'enoturismo si fa poi particolarmente importante in questo preciso periodo storico. Secondo il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei, l’enoturismo è infatti «un moltiplicatore di ricchezza, che influisce positivamente sulle imprese vitivinicole, alle prese con un’agenda difficile tra dazi Usa e calo dei consumi, ma anche sull’intera economia del territorio di Montalcino, per un beneficio diretto e indiretto da oltre 150 milioni di euro».
Brunello Welcome, un progetto di turismo rigenerativo
Tuttavia, proprio sul fronte dell’accoglienza, a Montalcino c’è ancora molta strada da fare per integrare proposta di alloggi, ristorazione, mobilità, accoglienza in cantina e altre esperienze in un unico sistema. A volte infatti, l'impressione è che queste parti non dialoghino ancora sufficientemente tra loro, offrendo una risposta poco omogenea alla domanda di servizi del turista contemporaneo.
A offrire una prospettiva di miglioramento ed evoluzione armonica del settore, potrebbe essere proprio un nuovo progetto, anticipato dal Consorzio in occasione di Benvenuto Brunello.
Si chiama Brunello Welcome ed è coordinato da Violante Gardini Cinelli Colombini, consigliera dell’ente di tutela e presidente nazionale del Movimento Turismo Vino (MTV), con l’obiettivo di sviluppare un turismo di tipo “rigenerativo”. Il significato l’ha spiegato proprio la presidente di MTV.
Tra gli obiettivi ci saranno destagionalizzare, decentrare, qualificare la domanda e l’offerta e anche salvaguardare l’identità locale, per portare un turismo che goda del territorio ma in grado di generare reali benefici per tutti.
Un lavoro che ci auguriamo inizi presto per portare un esempio anche a molte altre zone vinicole italiane.