Santa Spina: il primo distillato siciliano dalle pale di fico d’India
Un'innovativa creazione ispirata alla tequila e al mezcal, nata dall'intuizione di tre giovani siciliani.
Sulle pendici dell'Etna, di prima mattina, l'aria sferza ancora il viso in queste giornate di marzo, ma porta con sé un annuncio di primavera. Alcuni uomini sono intenti a incidere le pale dei fichi d’India, raccogliendole quando la rugiada è ancora posata sulle minuscole spine, che altrimenti volerebbero nell’aria come nuvole impazzite. In Sicilia, questa pianta è comune ma straordinaria, capace di crescere sia nella polvere che nel suolo lavico del vulcano.
L'idea di un distillato tutto siciliano
Dalle pale di fico d’India nasce un distillato unico, un fratello minore – almeno per età – di tequila e mezcal. Un’idea 100% siciliana, frutto dell’ingegno di tre giovani isolani: Giuseppe La Fauci, erede della storica distilleria Giovi, Bruno Patanè e Guido Vinciguerra.
«L'idea è nata nel 2022, le prime prove l'anno successivo» racconta Giuseppe La Fauci. Il suo viaggio in Messico nel 2023 ha consolidato la convinzione di creare un distillato dalle pale di fico d’India. Con il supporto del padre Giovanni, ha costruito un alambicco dedicato, affrontando le sfide di una nuova distillazione. La prima bottiglia di Santa Spina è stata distillata nel febbraio 2023 e commercializzata a settembre dello stesso anno.
Un terroir che fa la differenza
Non tutte le pale di fico d’India sono uguali. La raccolta avviene in diverse aree della Sicilia, principalmente nel Catanese e nell'entroterra palermitano. «Le pale dell’Etna donano un distillato più energico e vegetale, mentre quelle del Palermitano hanno maggiore concentrazione» spiega La Fauci.
Una fermentazione complessa e un processo di distillazione artigianale
In distilleria, le pale subiscono un processo di fermentazione complesso, dovuto al basso contenuto zuccherino. Dopo il taglio e la diraspatura, si ottiene una macerazione gelatinosa. Per la versione affumicata, le pale vengono sottoposte a un’affumicatura con legna di faggio per 10 ore prima della fermentazione, che può durare fino a 28 giorni. La distillazione avviene in un alambicco di rame a fuoco diretto, alimentato da tre tipi di legna:
- Faggio, per l’intensità iniziale
- Radice di ulivo, per un fuoco costante
- Quercia, per la stabilità
Tre versioni, tre anime diverse
L’obiettivo era ottenere un distillato che mantenesse le caratteristiche della materia prima, sia nella versione naturale che in quelle affumicate o invecchiate. Sono così nate tre referenze:
- La Cruda, dal profilo verde e vegetale, con note di clorofilla, peperone e pelle di pomodoro, e un finale speziato.
- La Fumigata, che richiama il mezcal, con una fumosità complessa ma equilibrata, senza coprire la parte vegetale.
- La Riposata, affinata due mesi in botti di rovere austriaco da 100 litri, con leggere note di vaniglia e un tannino delicato.
Santa Spina si presta sia alla degustazione liscia che alla miscelazione, sostituendo tequila e mezcal in vari cocktail. «Gli appassionati di grappa apprezzeranno La Cruda e La Riposata, mentre gli amanti dell’agave ameranno La Fumigata» conclude Giuseppe La Fauci, consapevole di aver dato vita a un sogno siciliano.