Agli italiani piace 100% agave
Secondo gli ultimi dati del Consejo Regulador de Tequila, nel 2025 l'Italia ha importato quasi il 19% in più di Tequila 100% agave.
È un amore che cresce, quello degli italiani per l'agave, a giudicare dai dati più recenti del Consejo Regulador del Tequila (CRT), che nel 2025 ha registrato un cospicuo aumento dell'export di Tequila 100% agave verso il nostro paese.
Secondo le stime - i dati non sono ancora completi per gli ultimi mesi dello scorso anno - nel 2025 l'export totale di Tequila verso l'Italia è cresciuto del 9.1% tra gennaio e novembre e quello del Tequila da solo agave è cresciuto del 18,9%, raggiungendo quasi i 3 milioni di litri, contro i 2,4 del 2024 (dati elaborati da Falstaff Italia).
Il dato più interessante però riguarda la composizione delle esportazioni verso l'Italia. Il distillato 100% agave risulta infatti essere di gran lunga preponderante, l'84.2% del totale delle esportazioni (nel 2024 era il 78,6%), contro una percentuale di semplice Tequila che è scesa al 15,5%.
Un risultato che deve molto a un'appassionata community di importatori, agenti, brand ambassador e bartender, che negli ultimi dieci anni hanno investito nella ricerca e nella conoscenza approfondita dei distillati messicani.
Tequila e Tequila 100% agave, le differenze
Secondo il disciplinare di produzione della Denominación de Origen Tequila, il distillato può essere prodotto sia da una fermentazione di sola agave, che da una fermentazione di agave unita ad altre fonti di zuccheri. Nel primo caso la bevanda, una volta imbottigliata, potrà riportare la dicitura "100% agave", mentre nel secondo caso riporterà semplicemente l'indicazione "Tequila".
La dicitura, che di per sé non si presenta come una garanzia qualitativa, serve solo a identificare la tipologia della materia prima che, nel caso degli italiani, sembra essere un imprescindibile criterio di scelta.
A livello internazionale tuttavia, questo non è il solo criterio. Secondo i dati raccolti dal portale Agave Matchmaker tra i suoi utenti, il pubblico più informato sembra premiare sempre più i piccoli produttori di Tequila rispetto ai brand con produzioni di larga scala, con circa 360 nuovi marchi entrati nelle classifiche di fine 2025.
Tequila 100% agave in Italia, un successo guidato da importatori e bartender
L'appeal dei distillati messicani non è certo un fenomeno nuovo, né in Italia né altrove, come dimostrano i trend di mercato da prima della pandemia fino a oggi. Tuttavia, la passione per gli spiriti - non solo il Tequila - prodotti unicamente da agave non è innata, bensì è stata coltivata con grande dedizione da una gremita community di esperti, che negli ultimi anni ha intensificato i voli verso il Messico, approfondendo le conoscenze e diffondendole per tutto lo Stivale.
Se Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta - Expendio de Agave di Roma, hanno spianato la strada al mezcal, tanto da guadagnare l'attenzione del rispettivo Consejo Regulador, un'intensa e parallela opera di profetizzazione è stata portata avanti da diverse aziende di importazione e distribuzione di spirits. Negli anni, reti di agenti appassionati e competenti hanno portato nuovi distillati di agave in tutta Italia. Così, tra masterclass, degustazioni e viaggi organizzati, centinaia di bartender e ristoratori sono stati formati e affascinati - è il caso di dirlo - dalle strepitose qualità dell'agave e oggi raccontano e sensibilizzano un pubblico che sceglie bene per cosa spendere.
E chissà, forse, se il Tequila 100% agave sta andando così forte, lo deve pure un po', di sponda, al fratello mezcal.