Brindisi da campioni: quando sport, vino e spirits giocano la stessa partita
Dalla Formula 1 al tennis, dal calcio alle Olimpiadi, le alleanze tra brand sportivi e nomi eccellenti del vino e degli spirits raccontano una nuova idea di lifestyle: fatta di performance e piacere, di branding e storytelling.
Nel mondo dello sport, dove la performance agonistica si fonde con il linguaggio del lifestyle, vino e spirits non stanno più ai margini del campo ma ci entrano “a gamba tesa”.
Così, come un orologio di lusso o un capo d’alta moda, anche una bottiglia è oggi simbolo di status e riconoscibilità. Il vino, come gli spirits, diventano parte integrante dell’evento sportivo: come pubblicità sugli schermi di bordocampo, negli Sky Box fra tifosi VIP o direttamente sul podio, con i campioni.
Dalla sponsorship all’esperienza: l’ingresso trionfale del vino nel racconto sportivo
In Italia, a fare scuola, è Ferrari Trento, brand pioniere nel portare le sue “bollicine” ai vertici dello sport internazionale. Già sponsor ufficiale della Formula 1, quest’anno è protagonista di celebrazioni sulle piste da sci con Lindsey Vonn, la leggendaria sciatrice statunitense che lo scorso 12 dicembre ha vinto una gara di discesa libera a St.Moritz, spostando all’infinito il concetto di campionessa senza tempo. La sua 83° vittoria in Coppa del Mondo, è stata festeggiata con i formati speciali - magnum e jeroboam - del Trento DOC Ferrari. Un connubio tra heritage, eleganza e spirito competitivo, che rinnova il rapporto fra sport e art de vivre.
Nel calcio, invece, la veneta Santa Margherita ha rinnovato la sua partnership con FC Internazionale Milano, diventando official wine supplier e realizzando per l’occasione delle bottiglie in edizione limitata, dedicate ai trionfi nerazzurri. Un esempio di come un vino possa diventare narrazione condivisa, oggetto da collezione e “ponte emotivo” tra club e community.
Valdo Spumanti ha invece affiancato il proprio nome a quello della Roma FC, avviando nel 2022 una partnership che lo ha reso fornitore ufficiale della squadra capitolina. Conseguentemente, sono state realizzate produzioni limitate dedicate ai tifosi giallorossi, come la linea “Valdo per AS Roma”.
Quando i brand tifano per lo stesso territorio: collaborazioni di prossimità e valori condivisi
Altri marchi seguono lo stesso filone, offrendo l’assist alle squadre del territorio. Ne sono un esempio i franciacortini de La Montina con il Milan o Gusalli-Beretta e Specogna al fianco dell’Udinese e la F1, ma anche collaborazioni territoriali come quelle tra Castelfeder, Peter Zemmer, Cantina di Caldaro e FC Alto Adige.
E anche a Genova si gioca in casa, con il nuovo store del Genoa Cricket and Football Club in Piazza Banchi, realizzato in partnership con Velier – importatore genovese e di rilievo internazionale nell’ambito dei distillati, ma anche antesignana del movimento dei vini naturali, con il lancio nel 2003 del protocollo Triple A. Così il concetto di merchandising viene superato per diventare uno spazio ibrido di aggregazione ed eventi: il punto vendita come piazza contemporanea, dove l’esperienza sportiva si innesta nella vita della città e la convivialità assume il ruolo di “collante sociale”.
Tutti esempi di alleanze che rafforzano il senso di appartenenza e radicamento al territorio, inserendo il prodotto enologico in una dimensione di racconto e visibilità. In queste sinergie, il vino non è un semplice sponsor, ma diventa vettore di valori condivisi, capaci di intrecciare l’impegno quotidiano degli atleti con il lavoro meticoloso dei viticoltori.
Olimpiadi e Motorsport: l’esperienza continua oltre il match day
Nel mondo del Motorsport e delle Olimpiadi, invece, il Prosecco DOC fa squadra con il Moto GP e con i Giochi Invernali di Milano-Cortina, consolidando il ruolo dello spumante più famoso d’Italia come linguaggio universale della festa. La partnership con Dorna Sports, organizzatore di MotoGP, ha fatto sì che il Prosecco DOC diventasse, a partire dal 2019, il fornitore ufficiale delle celebrazioni post-gara, oltre a entrare nei MotoGP VIP Village e a lanciare numerose iniziative e contest in occasione delle competizioni.
Dal canto suo, Asti Spumante ha scelto il tennis come terreno di gioco, in un momento storico in cui il successo di Jannik Sinner catalizza l’interesse globale per questo sport. Per il terzo anno consecutivo, in maggio le bollicine astigiane sono state il partner enoico degli Internazionali BNL d’Italia a Roma, mentre in novembre e per il quinto anno di fila lo sono state l’official sparkling wine e silver partner delle Nitto ATP Finals di Torino.
A dimostrazione di quanto il confine tra sport, lusso e cultura del bere si stia facendo sempre più poroso, vale poi la pena soffermarsi su un progetto che ambisce a ridefinire gli standard dell’hospitality sportiva contemporanea. Si tratta del recente accordo siglato tra il Real Madrid e The Golden Vines – impresa globale del fine wine – per la creazione del Bernabéu 1947 Private Members Club, destinato ad aprire al pubblico per la stagione 2026–2027.
Nato per celebrare l’eredità dello stadio e incarnare i valori fondanti del club – ambizione, eccellenza, tradizione – questo nuovo spazio sarà molto più di una tribuna d’onore: diventerà un epicentro permanente di cultura, gastronomia ed esperienze immersive, in cui il vino rappresenta il perno simbolico e narrativo attorno a cui ruota l’intero impianto sensoriale e identitario.
Brand personality e affinità elettive, così gli spirits raccontano lo sport
Anche il mondo degli spirits cavalca questa onda.
Camatti, amaro ligure centenario, ha trovato nel grande Adriano Panatta il volto perfetto per la sua campagna. Non solo per la storia sportiva ma per l’attitudine ironica. I "Giochi Camatti", con briscola, freccette e bocce, sono l’antitesi del professionismo esasperato: sono socialità, convivialità, leggerezza. E Panatta è, ancora una volta, l’uomo giusto al momento giusto.
Sul fronte più internazionale, Glenfiddich - storico produttore di whisky single malt a Dufftown, in Scozia - ha stretto una prestigiosa partnership con Aston Martin Formula One, celebrata con un’edizione limitata del Glenfiddich 16 anni, lanciata al Gran Premio di Monza.
Brand, pubblico e appartenenza: il bisogno di riconoscersi
Ma cosa c’è dietro questo proliferare di collaborazioni?
Il mondo del vino e degli spirits ha compreso che l’alleanza con lo sport non è solo questione di maggiore visibilità ma di affinità valoriale e, soprattutto, di target. Il pubblico che gravita attorno ai grandi eventi sportivi internazionali, non è solo numeroso ma anche altamente profilato: cosmopolita ed esigente, con un’attenzione consolidata verso l’esperienza più che verso il semplice consumo.
Un pubblico che ama riconoscersi in segni e simboli distintivi, che considera l’atto del brindare – a una vittoria, a una serata, a un ricordo – parte integrante del proprio stile di vita.
Dall’altro canto, per i brand sportivi, allearsi con una cantina prestigiosa o con un distillatore rinomato non è un’operazione secondaria ma un’azione di posizionamento strategico. Ogni bottiglia prolunga l’esperienza dell’evento, consolida l’identità del marchio, coinvolge il pubblico in una relazione emotiva. È un’estensione sensoriale e simbolica del brand, capace di vivere oltre il momento sportivo, alimentando così senso di desiderabilità e riconoscimento sociale.
La convergenza tra sport e mondo beverage disegna quindi un nuovo paradigma, quello di un lusso esperienziale. Il marketing di oggi non si accontenta più di “apparire” ma cerca di “appartenere”, di stabilire un legame duraturo con il proprio pubblico. E vino e spirits, con la loro capacità di evocare territorio, tempo, cultura e piacere, diventano strumenti ideali per sugellare questa alleanza.
Ecco perché oggi, nelle tribune d’onore e nei podi, tra una volée e un sorpasso, tra un rigore e una curva, c’è sempre più spazio per un brindisi. Ma non un brindisi qualunque: un brindisi pensato, scelto e raccontato.