The Chedi Hegra, lusso nel deserto
Nel sito UNESCO di Hegra, ad AlUla in Arabia Saudita, cresce un nuovo modello di ospitalità immersiva: The Chedi Hegra. Il progetto di Giò Forma e Black Engineering intreccia memoria nabatea e design italiano, con le superfici Ideal Work tra interni e patii.
Nel cuore del primo sito saudita riconosciuto Patrimonio dell’Umanità, The Chedi Hegra costruisce un’esperienza in cui soggiorno e territorio diventano un’unica narrazione. Tra canyon, tracce archeologiche e silenzi desertici, l’ospitalità assume una dimensione immersiva, pensata per favorire relazione e contemplazione.
Il progetto porta la firma dello studio milanese Giò Forma con Black Engineering, già protagonisti della Maraya Concert Hall. L’intervento si fonda su un principio di essenzialità misurata: volumi sobri, palette terrose e continuità materiche che dialogano con il paesaggio senza sovrapporsi, ma integrandosi con discrezione.
Spazi, luce e narrazione artistica
Le 35 camere e ville sono concepite come rifugi intimi, orientati verso le formazioni rocciose e il deserto aperto. Gli interni alternano pieni e vuoti, superfici materiche e aperture calibrate, lasciando che la luce naturale scandisca il ritmo delle giornate. L’arte non è elemento decorativo, ma struttura narrativa: la grande copertura Lamellae (Shadow Canopy), lunga circa 700 metri, connette 15 edifici e trasforma il percorso degli ospiti in un attraversamento scenico, dove luce e ombra mutano continuamente. Nel ristorante Prima Classe, la presenza di una locomotiva del 1906 restaurata diventa fulcro simbolico, richiamo diretto alla storia ferroviaria di Hegra e alla stratificazione culturale del territorio.
Materia e superfici: il ruolo di Ideal Work
In questo equilibrio tra architettura e paesaggio si inseriscono le superfici Ideal Work®, scelte per accompagnare il progetto con continuità discreta e precisione tecnica. Microtopping® definisce gli interni di alcune camere e del ristorante, offrendo una superficie continua, sottile e materica che amplifica la percezione dello spazio e valorizza la luce naturale. La sua neutralità cromatica dialoga con arredi su misura, metalli, legni e texture ispirate alla tradizione locale. All’esterno, Rasico® costruisce la relazione con i patii e le soglie, modulando il passaggio tra ambienti protetti e paesaggio aperto attraverso una superficie dinamica, capace di restituire la vibrazione del deserto.
Tutela e reversibilità
L’intervento si sviluppa in stretta collaborazione con l’UNESCO, seguendo criteri rigorosi di tutela e rispetto del sito archeologico. Le strutture esistenti sono preservate, i materiali originari catalogati e reimpiegati, mentre ogni nuova aggiunta è progettata secondo il principio della reversibilità, così da garantire la possibilità di un futuro ripristino dello stato originario. Anche il paesaggio circostante viene trattato come elemento attivo del progetto, attraverso l’inserimento di specie autoctone e materiali locali che rafforzano la continuità visiva e culturale tra architettura e deserto. In questa prospettiva, The Chedi Hegra si configura come un modello di lusso consapevole, dove innovazione e conservazione trovano un punto di equilibrio raro e misurato.