Cosa si beve a Taormina
Low alcohol sì, ma anche Dirty Martini e la necessità di ingredienti riconoscibili. Attraverso i bar la Perla dello Ionio soddisfa le richieste di una clientela, in larga parte internazionale, che disegna le tendenze estive.
Tra terrazze affacciate sul Mediterraneo, giardini illuminati di rosso e boutique che si trasformano in bar panoramici, Taormina racconta la propria identità anche attraverso i cocktail. A goderne, è soprattutto la variegata platea di visitatori, in gran parte internazionali, che sosta qui durante un tour siciliano o che decide di fermarsi per un'intera vacanza, lasciandosi affascinare dall'aura eterea di questa cittadina. Un insieme di storia, mondanità, arte, buona cucina e vivacità.
In questo contesto, tre voci diverse — Stefano Giummarra, Francesco Trullio e Marcello Crisafulli — guidano i banconi di altrettanti indirizzi, tra i più conosciuti in città, come Morgana, Le Bar Louis Vuitton e il ristorante Nunziatina, all’interno del gruppo Bella Repertoire. Le loro testimonianze disegnano due filoni complementari: da un lato la centralità dei cocktail signature, firmati e pensati su misura per ogni location; dall'altro un gusto sempre più orientato verso la bevuta leggera e la convivialità, capace però di convivere con i grandi classici a gradazione più sostenuta.
Signature e identità: un cocktail per ogni luogo
Al Morgana la carta segue le mode del momento restando fedele a un'identità precisa. Stefano Giummarra, bar manager del locale, racconta come nascano alcune delle proposte più richieste: «certi drink funzionano perché caratterizzati da un ingrediente, come il Cocorita, preparato con anguria».
Chi legge il menù cerca spesso un ingrediente che ama, quindi abbiamo cercato di valorizzare alcuni ingredienti in particolare.
Ne sono un esempio i twist su Bellini e Rossini, preparati con granita alla pesca e alla fragola, a cui si unisce lo Champagne. Un vero simbolo per questo lounge bar nel cuore storico di Taormina, che rinnova completamente il proprio look ogni anno, attraverso una ristrutturazione che ha luogo tra gennaio e aprile. Per il 2026 si gioca sui toni del rosso, la geometria sacra dell'ottagono e il tema della passione. Parola d’ordine: stupire il cliente.
Pochi passi più in là, all'ingresso del ristorante Nunziatina, che dal 2022 reinterpreta la cucina siciliana in chiave contemporanea e internazionale, la drink list nasce dall’esigenza di accompagnare i piatti, assecondando i gusti della clientela.
A guidare il bancone è Marcello Crisafulli, che sottolinea la forte impronta culturale della proposta di mixology. «Quest'anno la nuova drink list parla molto d'Italia, perché già dai nomi, i prodotti e i profumi che compaiono tra le ricette emerge chiaro il nostro Paese». Tra i drink più ordinati c’è il Mediterraneo, «una via di mezzo fra un Dirty Martini e un Bloody Mary, quindi non per tutti, ma chi lo sceglie lo adora».
Sulla terrazza panoramica di Le Bar Louis Vuitton, affacciata sul golfo di Naxos all'ultimo piano dello storico palazzo di Corso Umberto, l'identità del brand attraversa spazi, piatti e calici, tra giochi di design e decorazioni. Francesco Trullio, bar manager del locale, racconta il cocktail più richiesto della carta "Le Voyage". «Il Dolce Vita in Taormina va sicuramente per la maggiore ed è anche quello che ci rappresenta maggiormente: agrumato, con Aperol, succo di mandarino, e una presentazione scenografica». Accanto a questo, anche un nuovo drink, più indicato per il dopo cena, ma legato a un anniversario molto importante:
il LV130 è nuovo sul menù ed è dedicato all’anniversario dei 130 anni della Maison, che Vuitton festeggia quest'anno.
Leggerezza, freschezza e classici senza tempo
Se i signature raccontano l'identità di ogni locale, è sul fronte del gusto che emerge il filo conduttore più forte: la ricerca di bevute fresche, leggere e poco alcoliche, capaci di accompagnare il caldo estivo siciliano senza appesantire la serata e magari concedendosi un secondo drink per provare una ricetta diversa.
Al Morgana, Giummarra osserva un'evoluzione precisa nei consumi: «Si va un po' più verso i sour e i più dolci. Il Morgana è festa e gioia, qui il cliente viene per lasciarsi trasportare e godersi il momento, quella dell’ospite non è necessariamente una concentrazione tecnica su quello che sta bevendo, ma ci si focalizza molto più sul gusto». Da qui la motivazione alla scelta.
I nostri drink hanno un tenore alcolico più basso, perché gli ospiti chiedono una bevuta semplice e leggera.
Lo stesso principio guida le scelte di Trullio a Le Bar Louis Vuitton, dove la terrazza all'aperto impone un equilibrio preciso tra gusto e gradazione: «La base alcolica non è molto alta in tutti i nostri cocktail perché siamo anche una terrazza all'aperto, c'è caldo, quindi deve essere qualcosa che rinfreschi, che permetta anche di poter provare un altro cocktail se lo si desidera, soffermandosi più a lungo».
Accanto alla leggerezza, resiste però la domanda di grandi classici, filtrata da abitudini molto diverse a seconda della provenienza degli ospiti. Trullio nota come «gli australiani hanno una passione per il Martini», mentre «gli inglesi sembrano prediligere i drink senza ghiaccio, serviti in coppetta».
Da Nunziatina, Crisafulli conferma il peso della clientela internazionale – in particolare americana, australiana e, in alcuni periodi, brasiliana – e identifica nel Dirty Martini il classico più richiesto: «se parliamo di classici, è quello che va più forte». Una tendenza che convive con una crescente curiosità da parte della clientela italiana, sempre più propensa ad abbinare cocktail al pasto.
Oggi anche gli italiani si stanno avvicinando molto alla mixology: durante il pasto da noi bevono soprattutto cocktail.
Infine, un capitolo a parte merita la bevuta no-alcohol, trattata con la stessa cura riservata ai drink alcolici. «Non dimentichiamoci gli analcolici, che oggi sono veramente fondamentali», spiega Crisafulli.
Vogliamo che l'esperienza della mixology sia accessibile anche a chi non beve o a chi magari quella sera deve guidare, ma vuole ordinare un drink che gli restituisca la stessa sensazione.
E in carta non mancano signature mocktail dalle ricette creative, che seguono l’ispirazione della drink list. Una regola che vale sempre, anche per le altre insegne di Belle Repertoire.