Best of Palermo: i cocktail bar che stanno cambiando la città
Non si beve più Campari annacquato in questa città. Da dieci anni a questa parte, Palermo ha imparato cosa significa cocktail bar. E ora la scena si è moltiplicata: tra speakeasy nascosti in finti minimarket, terrazze Liberty sul mare e bartender che vincono premi nazionali, il capoluogo siciliano ha finalmente una nightlife degna di questo nome.
C’è una Palermo che di notte cambia pelle e smette di raccontarsi per cliché. Una città che ha archiviato i bicchieri svogliati e le miscele approssimative per abbracciare una cultura del bere consapevole, curiosa, ambiziosa. Negli ultimi dieci anni la scena dei cocktail bar ha riscritto la geografia del gusto urbano: tra insegne discrete e terrazze monumentali, tra storytelling liquido e ricerca tecnica, il capoluogo siciliano ha costruito un’identità notturna solida, riconoscibile, finalmente adulta. E oggi bere bene, qui, non è più un’eccezione: è una dichiarazione di stile.
Sabir: il locale che ha cambiato tutto
Bisogna partire da qui. Prima del 2016, a Palermo l'aperitivo era un Campari annacquato con due olive tristi. Poi sono arrivati Sergio Mannino — laureato in lettere con sindrome da storytelling trasformata in arte liquida — e Piera Cannatella, pioniera della shisha "slow". Hanno aperto Sabir, il primo vero cocktail bar della città, e da lì niente è stato più lo stesso. Il nome viene dall'antica lingua franca dei porti mediterranei: una dichiarazione di intenti. Qui si parla con gli ingredienti.
Dieci anni dopo, Sabir festeggia con Scirocco, la nuova drink list: otto mesi di lavoro, ogni cocktail ispirato a una danza mediterranea con abbinamento musicale pensato per quel sorso. Il Morso — vodka Altamura, pomodoro Regina, basilico — ti dà un morso vero con il fiore di acmella che intorpidisce la lingua prima della trance. Asmar arriva con caffettiera ottomana, omaggio ai dervisci: brandy Ararat, datteri, caffè armeno. Kaimos ("nostalgia" in greco) usa Metaxa, Otto's vermouth, dikamo, olio d'oliva, servito con frutta secca. Zahara evoca il Nord Africa senza distillati africani: pepe rosa, ibisco, zenzero, cumino, mandorle siciliane. Collaborazioni con Paesano, distilleria siciliana bio (l'Amaro al Carciofo di Niscemi è superbo). Narghilè di qualità, tapas mediterranee — il cuscus al pesto genovese funziona. Sabir non è nato per servire gin tonic. È nato per educare. E ci è riuscito.
Villa Igiea – Igiea Terrazza Bar: il lusso che sa di storia
Splendido palazzo Liberty affacciato sul Golfo, parte della collezione Rocco Forte Hotels. Costruito alla fine dell'Ottocento dalla famiglia Florio, inaugurato nel 1900, ha ospitato re, aristocratici, star di Hollywood — Claudia Cardinale, Sophia Loren, Burt Lancaster, Alain Delon durante le riprese de Il Gattopardo.
Salvatore Calabrese e Nicola Loiacono hanno costruito "Sicily Around the World", drink list che fonde migrazione ed eleganza. Villa Calia gioca con agrumi ed erbe mediterranee, Perpetuo fa incontrare Benriach The Twenty One e Marsala Florio Aegusa 2001. Scozia più Sicilia: cocktail che valgono il prezzo della camera.
Minimarket Club: lo speakeasy fatto bene
Dietro una porta-scaffale in Piazza Rivoluzione si nasconde il primo secret listening bar del Sud Italia, progetto dei fratelli Bellavista. Minimarket guarda ai jazz kissa giapponesi: impianto hi-fi di altissima qualità (Klipsch Heresy IV, McIntosh MC152, Technics SL-1200), acustica progettata, vinili come protagonisti. La musica è l'esperienza principale.
La drink list — Francesco Di Verde e Umberto Cangelosi — è un volantino di supermercato: ogni cocktail prende il nome da un prodotto. Olio nuovo (vodka, olive, vermut), Lime&Pepe Rosa (tequila, pepe rosa, lime), Biscotti (rum, vaniglia, cioccolato).
Cucina di Lorenzo Muratore e Alberto Ferrara: barbecue Yakitori, pan brioche Katsu Sandu. Il signature Gelo — ispirato al gelo di anguria palermitano — è pop, emotivo, fresco.
Alcoleria Popolare: Sofia Mammana e il suo premio
Progetto di Sofia Mammana, bartender che nel 2025 ha conquistato il Premio Ratafià Fabbri alla finalissima di Lady Amarena Italia con Message in a Bottle. Alcoleria Popolare è miscelazione accessibile e identitaria, con un liquore al caffè fatto in casa come marchio del locale. Cocktail creativi e bilanciati, selezione di vini da assaggiare prima di ordinare (cortesia rara), porzioni generose. Il drink che vale il viaggio: Euterpe va in Messico — Gin Siciliano Euterpe al mango, Mezcal, lime, Karkadè, cannella, peperoncino, sal de gusano sul bordo. Un cocktail che attraversa il Mediterraneo, arriva in Messico e torna con qualcosa da raccontare. Atmosfera calda, musica live, clientela che torna.