Chronicon: Zaccagnini racconta l’Abruzzo vitigno per vitigno
Tra identità territoriale e lavorazioni essenziali, Cantina Zaccagnini presenta un progetto che unisce memoria storica e approccio contemporaneo al vino.
C’è un filo sottile che lega storia e vino che in Chronicon diventa racconto concreto. La nuova linea di Cantina Zaccagnini – realtà abruzzese fondata nel 1978 e oggi parte del gruppo Argea – prende il nome dal Chronicon Casauriense, antico manoscritto medievale da cui derivano anche le etichette. Un richiamo che non è semplice citazione, ma chiave di lettura: qui il vino diventa espressione culturale, oltre che territoriale.
L’essenzialità della lavorazione in sottrazione
Il progetto nasce nella Valle Casauria, dove suoli argillosi, ventilazione costante ed escursioni termiche disegnano vini tesi e definiti. In cantina, la scelta è quella della lavorazione in sottrazione: fermentazioni in acciaio e affinamenti mirati a preservare pulizia espressiva e integrità del frutto. Un approccio che punta all’essenziale, lasciando emergere con chiarezza il carattere aromatico.
Un racconto dei vitigni autoctoni
Chronicon nasce come una mappa essenziale dei vitigni autoctoni abruzzesi. Montepulciano, Pecorino e Passerina, affiancati dal Cerasuolo, diventano interpreti di una visione che privilegia leggibilità e coerenza. L’obiettivo è restituire vini immediati, coerenti e capaci di raccontare l’Abruzzo tra mare e montagne senza filtri stilistici superflui.
I vini della linea
La proposta si articola in quattro etichette che offrono interpretazioni complementari del territorio:
Chronicon si inserisce così nel panorama abruzzese come un progetto che guarda avanti senza perdere le proprie radici, restituendo una lettura contemporanea dei vitigni storici e confermando il ruolo di Zaccagnini nella valorizzazione del territorio.