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© Marais

Cinque cocktail bar per bere bene a Mestre

Cocktail
Venezia
Consigli da insider

Lontano dall'overtourism lagunare, l’entroterra veneziano offre insegne in cui gustare drink e spirits di alto livello.

Dalle insegne indipendenti ai banconi dei grandi hotel di lusso, la mixology a Venezia ha davvero tanto da offrire, grazie a professionisti che da anni lavorano per garantire un’esperienza di qualità, tanto in termini di prodotto quanto di accoglienza.
Tuttavia, sebbene la bellezza del centro storico sia impareggiabile, vale la pena allontanarsi da calli e canali, per prendere una strada diversa, spostandosi in terraferma. Negli ultimi anni il centro di Mestre ha conosciuto una profonda evoluzione della propria offerta di locali e i cocktail bar non fanno eccezione.
Ecco dunque una serie di consigli, con cinque insegne (più una) da tenere d’occhio per tutti gli amanti della mixology e degli spirits.

Hanky Panky

Quando si entra nel piccolo locale di Luca Rossetto, la prima cosa che si nota è la selezione di etichette che affollano gli scaffali. Dai whisky ai rum, di cui il bar manager è appassionato, con tanto di release limitate, poi clairin, tequila, mezcal e altri distillati messicani, poi gin, amari, liquori, bitter. Qui la miscelazione non segue esattamente una drink list, ma vale la regola per cui ci si affida a chi sta dietro al bancone, che difficilmente manca un colpo, twistando ricette e ideandone di volta in volta delle nuove, senza paura di impiegare distillati di pregio anche in miscelazione.
Tra l’abituale clientela dell’Hanky Panky, non di rado si trovano bartender di altre insegne, mestrine e veneziane, ma anche appassionati di distillati, che sanno di poter trovare sempre qualcosa di ricercato o di nuovo da assaggiare. Luca sarà ben felice di incuriosirvi con uno dei suoi ultimi acquisti.

Nudi e Crudi Cocktail Club

L’apertura è relativamente recente, ma l’esperienza dietro il bancone di Nudi e Crudi è di lunga data. Edoardo Facchini ha lavorato dietro il bancone dell’Hilton Molino Stucky di Venezia, per poi condensare la sua idea di miscelazione nell’insegna Nudi e Crudi, in via Daniele Manin.
Un cocktail bar dall’atmosfera intima e il look elegante, con un’ottima bottigliera e un importante focus sull’orario dell’aperitivo, con tutti i grandi classici del caso. Tra questi spopola l’Americano preparato con Bitter Nardini, ma anche il Bloody Mary è da provare. La drink list comprende inoltre 34 signature, pensati per soddisfare i diversi gusti della clientela.
Tra i best seller, l’Amalfi con gin al pompelmo, bitter Nardini, Triple Sec, succo di limone, sciroppo di zucchero, spremuta di pompelmo rosa e basilico fresco; oppure, per il dopo cena, lo Shiva: grappa bianca Nardini Extrafina, Acqua di Cedro, succo di lime, infuso di Indian Chai Tea e scorza d'arancia.

Marais – Sip, relax, repeat

A pochi passi, sempre in zona pedonale, il Marais si apre sulla via con ampie vetrate. L’alta bottigliera dietro il bancone domina la scena, lasciando intendere il buon gusto dei titolari in fatto di distillati e l’atmosfera disinvolta fa sì che ci si senta bene, coccolati da un servizio educato e sorridente.
La drink list è agile e riferisce con efficace sintesi nomi, ingredienti, recipiente e gradazione alcolica dei sedici signature, in gran parte costruiti su ispirazione delle grandi ricette storiche della mixology. Per gli amanti dei distillati messicani, Tommy Times è un’idea piccante e rinfrescante, con mezcal, sciroppo d’agave, Ancho Reyes verde e succo di lime, mentre si sale di grado con un Amaro Manhattan: rye whiskey Ezra Brooks, rum giamaicano overproof, Amaro Lucano, Sherry PX, Angostura e Maraschino.
Per chi preferisse il vino, il locale ha anche una carta con una selezione di etichette da diverse regioni italiane.

L’altro Verdi

Stessa proprietà, ma mood differente, L’Altro Verdi si trova – giustamente - in via Verdi e l’insegna è storica, presente a Mestre dagli anni Sessanta. Il classico locale che in orario aperitivo si anima con partecipazione vivace di habitué, pronti a chiedere il proprio cocktail preferito.
Tra i classici del pre-cena torna l’Americano, ma anche la drink list va forte. Oltre alle ricette cult, ci sono dodici signature tutti da provare. invitante il Fake Apple con Calvados, cordiale alla fragola, liquore al pompelmo rosa, succo di limone e bitter al pompelmo, ma anche un Hidden Garden a base di gin infuso al lemongrass, bitter al cardamomo, assenzio, zenzero, succo di lime e sciroppo di salvia.
Come da buona tradizione veneta, il vino non manca mai.

Ca’ di Mat e La Corte dei Matti

M9 è il museo sulla storia del ‘900 che si colloca nel cuore di Mestre, portando con sé il progetto di rivalorizzazione di uno dei quartieri del centro, il cui rinnovamento è stato assegnato nel 2010 allo studio tedesco Sauerbruch Hutton. Ne è nato un distretto moderno che raccoglie parte della movida cittadina, al cui interno si trovano due locali da provare.
Diurno e vivace, Ca’ di Mat ha tavoli all’interno in una sala ampia e luminosa oppure all’esterno, perfetti per la bella stagione. Dai cocktail classici alle birre artigianali, qui ci si può fermare per uno spuntino in attesa dell’ingresso al museo.
In orario serale, invece, ci si sposta a La Corte dei Matti, dove il drink è servito dallo Spritz alla drink list. A proposito, ne è appena arrivata una nuova: chiedete del Menù dei Matti.


 

Eugenia Torelli
Caporedattrice Falstaff Italia
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