Golfo dei Poeti: da Lerici a San Terenzo sino a Portovenere, come gustare un incantevole angolo di Liguria
A Lerici la luce non è mai la stessa due volte. Cambia con le correnti, con l’umore del mare, con il vento che arriva da Portovenere. Qui, nel Golfo dei Poeti - lo chiamò così, nel 1910, il drammaturgo Sem Benelli: il battesimo ebbe successo -, la poesia non è una targa commemorativa: è un ingrediente.
In realtà parliamo del Golfo della Spezia, un’ampia insenatura del Mar Ligure orientale. Uno dei set geografici più suggestivi del Mediterraneo: si estende da Portovenere, la sua estremità occidentale (con le isole di Palmaria, Tino e Tinetto), a Lerici, abbracciando Tellaro, San Terenzo e i borghi silenziosi tra le colline e la costa. È un luogo che conserva l’eleganza sobria della Liguria più autentica, fatta di case dai colori ossidati dal sale, di acciughe ben preparate, di gatti sonnecchiosi.
Da vivere: la Walk of Poetry, il mercato e la villa di Shelley
Lerici sorge sull’estremità orientale del Golfo, una piacevole passeggiata lungo la costa (circa 30 minuti) la collega a San Terenzo, passando tra scenari suggestivi, dove si snoda il "Walk of Poetry", inaugurato nel 2019 per rendere omaggio a Sem Benelli. Altri nomi illustri che hanno conosciuto e descritto questi luoghi includono George Sand, D. H. Lawrence, Virginia Woolf, Byron, per non parlare di Eugenio Montale e, andando indietro nei secoli, Dante.
Shelley veniva qui per scrivere e ascoltare il silenzio. E in questo mare, davanti a Viareggio, fece naufragio e morì. Il Golfo dei Poeti ha attratto da sempre chi con la parola costruisce mondi. Al Mercato del lunedì, a Lerici, il banco del pesce è una tavolozza che varia ogni volta: moscardini, gallinelle, sciabole. Le bancarelle fitte occupano il lungomare, offrendo vestiti, oggetti di vita quotidiana, cibo. Per chi ama le spezie, c’è un banco storico dove trovare origano selvatico raccolto a mano, polveri mediorientali, curry che sanno di viaggi e paprica affumicata che ti guarda come avesse una storia da raccontare.
La romantica Villa Magni, affacciata sul mare a San Terenzo, sul promontorio di Marigola, fu dimora, nella primavera-estate del 1822, di Percy Bysshe Shelley e sua moglie Mary (la quale scrisse “Frankenstein”) e fu teatro di incontri letterari e ispirazione profonda.
Dormire e gustare: dove i versi si mangiano
La Marinella, a San Terenzo, è un ristorante che sembra disegnato da un poeta botanico: tavoli tra i lecci, vista in prima fila sul mare. In carta, crudi di pesce essenziali, ravioli di pescatrice con bottarga, e una selezione di bianchi locali, dal Vermentino al Pigato.
Località spiaggia della Marinella
San Terenzo, Lerici (SP)
Il Doria Park Hotel di Lerici è la prova che le stelle ingannano: ne ha tre, ma ne vale molte di più. Camere luminose, vista che ipnotizza sul Golfo, accoglienza che non si misura in brochure ma in gesti concreti.
E poi il ristorante I Doria che alza decisamente l’asticella: Il pesce del Tirreno arriva in tavola rispettato, con cotture precise e leggerezza che non rinuncia al gusto. La carta dei vini, costruita con criterio, accompagna senza invadenze. La colazione è quella che non ti aspetti: abbondante, curata, più da boutique hotel che da tre stelle. Merito della visione di Valerio Beghè, che ha capito che il lusso non si misura in categorie, ma in sostanza.
Via Carpanini 9
Lerici (SP)
Ottavio Muzi Falconi, con Margot Jacini, guida l’azienda Pian della Chiesa, con accoglienza agrituristica, arroccata sul Monte Marcello tra mare e querce. Small-scale hospitality (poche camere), mentre i vigneti - Syrah, Merlot, Massaretta e Cabernet Franc - adagiati su terrazze tra boschi di lecci, respirano brezza marina e profumo di sottobosco, generando vini organici dal 2020. Tra le pratiche più poetiche ci sono l’agricoltura rigenerativa, la fermentazione spontanea e l’assenza di solfiti in alcuni bianchi. Il risultato è un IGT Liguria di Levante: appena 3.000 bottiglie l’anno, un vino onesto e silenziosamente eroico. Nel bicchiere racconta tutto: la pendenza delle vigne, il vento, la pazienza.
Località Zanego
Lerici (SP)
Osteria di Redarca, con piatti classici e locali del primo entroterra, nei boschi della Rocchetta, sopra Lerici. Perfetto per i ravioli di magro, il testarolo al pesto e il coniglio alla ligure. Unica pecca (veniale): talvolta il servizio non è esattamente sollecito.
Località Redarca 6
Lerici (SP)
A Portovenere, scegliamo i due ristoranti di Antonella Cheli: Il Timone e Antica Osteria del Carugio. Il primo per il pesce del Golfo, sempre freschissimo, la seconda per un piatto di “mesciua”, zuppa con farro, ceci e fagioli, amatissima a Spezia e dintorni. Aggiungete un filo d’olio extravergine di oliva, prodotto da Antonella in un fazzoletto di terreno Portovenere e premiato tra i migliori di Liguria, lo trovate insieme agli altri prodotti locali a Gli Orti del Timone
Il Timone
Via Olivo 29
Portovenere (SP)
Antica Osteria del Carugio
Via Capellini 66
Portovenere (SP)