La Liguria meno battuta (parte 1): un itinerario nell'entroterra di Savona
Da Sassello a Bardineto, tra Moonshine, agrigelaterie, birre agricole, prodotti del bosco e splendidi panorami.
Da Dolceacqua a Castelnuovo Magra, estremi di Liguria, il contachilometri segna 290 km. Un tragitto che permette a questa regione di scorrere in tutta la sua bellezza, confermando un dato sorprendente: la Liguria è la regione più boschiva d'italia (73% di superficie forestale).
Da Ponente a Levante, è sufficiente dirigersi verso nord, nella verticalità di una terra che dai 0 ai 1000 metri d'altitudine fa in fretta ad elevarsi, per trovare un borgo da scoprire, e un piatto o prodotto da assaggiare. Magari a passo lento, percorrendo quell'Alta Via dei Monti Liguri che in 43 tappe e 440 km di sentieri percorre tutto l'arco della Liguria, senza mai toccare il mare, ma spesso avendolo all'orizzonte. In questo itinerario, la nostra bussola punta verso un'area meno battuta, in provincia di Savona: da Sassello, ci inoltreremo nel cuore dell'Alta Val Bormida.
Sassello: tra Moonshine, amaretti e luppoli
L'11 novembre 1999 Sassello ha ricevuto la prima Bandiera Arancione d'Italia. E il motivo è presto detto: fu proprio il sindaco di allora, Paolo Badano, uno degli ideatori di questo riconoscimento che premia i borghi più belli d'Italia. Sassello è il classico borgo di villeggiatura, punto di passaggio per gli alessandrini che scendono al mare attraverso il colle del Giovo.
Dopo aver gironzolato tra le vie del paese, e fatto un'escursione nella Foresta della Deiva, la prima sosta è alla scoperta della gloria locale: gli amaretti morbidi e saporiti, il cui impasto prevede zucchero, armelline (mandorle di albicocca), mandorle e albume d'uovo. L'indirizzo è quello del Bar Gina (via G.B. Badano, 38), proprio all'ingresso del paese, dove li troverete in diverse versioni, assieme a un ottimo gelato.
Per chi apprezza i sapori autentici, la Macelleria Giacobbe (piazza Rolla, 7) offre una straordinaria testa in cassetta – tipico salume ligure – anche nella versione aromatizzata con il Chinotto di Savona.
Duecento metri a piedi e si raggiunge il Mulino di Sassello, uno dei pochi mulini ad acqua – con macina in pietra – ancora funzionanti in Italia. Attivo dal 1830 e gestito dalla stessa famiglia da cinque generazioni, il mulino ha recentemente intrapreso una nuova avventura: da tre anni, infatti, utilizzando il mais di propria coltivazione, produce il Moonshine "il Signor Camillo", che omaggia la tradizione d'oltreoceano e anticipa un'altra novità, il primo Whisky dei Monti Liguri, atteso per il 2026. Si possono effettuare visite guidate.
A Sassello prosperano anche i campi di luppolo e di cereali coltivati dal Birrificio agricolo Altavia, che ha uno spaccio in paese, in frazione Badani: è uno dei migliori birrifici d'Italia, e la Badani (Pils) e la Contamusse (American IPA) sono lì a dimostrarlo. Da assaggiare anche le birre di El Issor, tra cui l'ottima Citrus, una saison con bucce di Chinotto.
Val Bormida inattesa
La Val Bormida si svela discreta, lontana dalle rotte più battute, eppure crocevia strategico tra la Pianura Padana e il mare. Un'importanza che non sfuggì a Napoleone Bonaparte, protagonista qui di aspre battaglie durante la campagna d'Italia del 1796. Gli amanti della storia possono ripercorre i toponimi in cerca di queste tracce, ma in Val Bormida non mancano occasioni di sosta.
Arrivando da Sassello lungo la Statale 542, Pontinvrea ci accoglie con il profumo del Forno 4P (via Giovo, 83): imperdibili il pane a lievitazione naturale, la focaccia e le tipiche Gallette di Pontinvrea, semplici ma gustosi biscotti dolci, da inzuppo, che trovate anche dal Forno Fratelli Falco, sempre in paese.
Da Pontinvrea si può prendere la SP 12, fino ad Altare dove – dopo aver scoperto come la storia di questa cittadina sia legata all'arte vetraria, visitando il Museo del Vetro - una vera chicca, custodita in una villa Liberty – bisogna godersi la cucina di Quintilio, nato nel 1869 come stazione di posta con abbeveratoio per le cilindrate di allora, i cavalli. Oggi Luca Bazzano e Lorena Germano proseguono la tradizione familiare, con una cucina che si poggia su tre T: terra, territorio e tradizioni. I loro plin al sugo di carne, la terrina artigianale di foie gras con pan brioche e fichi caramellati nella grappa e la generosa coscia d'oca confit sono tre ottimi motivi per fermarsi.
Risalendo la Val Bormida verso nord, s'incontra Cairo Montenotte, vivace cittadina medievale, dove apre le porte il Ferrania Film Museum, che racconta la produzione di pellicole cinematografiche dell'industria Ferrania, oggi dismessa.
Si fa tappa a Millesimo, borgo bandiera arancione, per attraversare il Bormida sul Ponte fortificato della Gaietta, di origine medievale. Mentre nel borgo di Cengio Alta c'è Origine Green Spirits: la Vodka 01 bio, il Gin Gino, il bitter BIT e i diversi liquori sono un racconto liquido della loro passione.
I tesori di Calizzano
Giungiamo in Alta Val Bormida: la grande faggeta della Barbottina regala squarci di pura meraviglia. Il Colle del Melogno, con la sua fortificazione, è l'accesso verso il mare e Finale Ligure. Il Bosco delle Streghe, con i suoi spazi attrezzati e gli spazi didattici, è perfetto per le famiglie. Qui l'acqua buona non manca, come dimostra lo stabilimento che prende il nome dal paese, e le fontane che abbelliscono le vie di Calizzano.
In paese bisogna cercare qualcuno che racconti ancora la tradizione dei tecci, le piccole costruzioni in pietra utilizzate per essiccare le castagne, prima di assaggiare il gelato del Bar Pinotto (piazza San Rocco, 16) che propone, tra i vari gusti, proprio il gelato alle castagne essiccate. Della ricchezza di questi boschi è testimone anche Federico Santamaria che nel punto vendita propone funghi porcini (ma anche chiodini, cicalotti, galletti) sott'olio e secchi, oltre a creme e confetture.
Da Mse Tutta Trattoria (via Garibaldi, 7), il menu è fisso e si muove tra Liguria - le erbe aromatiche sono un contrappunto perfetto - ed echi classici francesi, con risultati sorprendenti.
L'agrigelateria di Bardineto
Il nostro itinerario si chiude a Bardineto, che si erge su un altipiano boschivo formato da pini, abeti, faggi e betulle. La chiesa di San Nicolò, in stile romanico, custodisce affreschi del Quattrocento.
La sosta golosa è all'Azienda agricola Brignè, dove allevano una trentina di mucche, dal cui latte ricavano formaggi (primo sale, toma paglierina), ricotta, yogurt e soprattutto un ottimo gelato “agricolo”, fatto con il latte che 24 ore prima era erba.
Merenda perfetta prima di tornare verso il mare, scendendo fino a Toirano, per visitare le sue famose grotte che custodiscono, tra stalattiti e stalagmiti, straordinari resti archeologici di orsi delle caverne e homo sapiens.