La Chica Y El Caballo: il Tocai Friulano dalla “doppia cittadinanza”
Tra il Collio e la Valle de Uco (Argentina) c’è di mezzo un oceano, l’Atlantico. Una distanza che non ha fermato le giovani viticoltrici Marta Venica e Paula Michelini che, con La Chica Y El Caballo, hanno dato vita al primo Tocai Friulano capace di mettere a confronto due zone vinicole situate in Paesi ed emisferi diversi.
Gioca un ruolo da protagonista, il vino, quando si tratta di agevolare “connessioni” e alcune volte può addirittura unire due Paesi, lontani non solo dal punto di vista geografico ma anche culturale, creando ponti lunghi oltre 12.000 chilometri.
È questa, grosso modo, la distanza che divide il Friuli-Venezia Giulia dall’Argentina; una distanza che, a quanto pare, non è mai stata un problema – almeno per il popolo friulano, che lì diede inizio alle prime “migrazioni” già a fine ‘800, generando una delle comunità di expat più attive e numerose al mondo.
Una terra indomita e selvaggia, che evoca paesaggi mozzafiato, dalle grandi distese della Pampa agli azzurri ghiacciai di Perito Moreno, fino agli antichi vigneti della Valle de Uco, ai piedi della Cordigliera delle Ande.
Ed è proprio questa regione vinicola, situata a nord di Mendoza, ad aver “rapito” l’attenzione della giovane viticoltrice Marta Venica, che nel Collio attualmente gestisce 5 ettari di vigneto.
Lei, soprannominata dagli amici Martissima per l’esuberante energia che la anima fin da bambina, non è di certo nuova ai viaggi a lungo raggio e tantomeno alle partenze last minute: una curiosità che l’ha portata a collezionare esperienze e vendemmie un po’ in tutto il mondo con la volontà di rompere quella routine che le sta sempre troppo stretta, per ottenere qualcosa di più - da sé stessa e dalla vita.
E quel qualcosa di più - stavolta è proprio il caso di dirlo - l’ha ottenuto.
Mentre si trovava in Argentina, infatti, presso l’Azienda Vinicola Sitio La Estocada, conosce la coetanea italo-argentina Paula Michelini, con cui nasce da subito uno spontaneo rapporto d’amicizia, che si fortifica rapidamente - traducendosi in intesa – quando, grazie ad una “soffiata”, scoprono l’esistenza di alcune vecchie viti di Tocai Friulano, arrivate inizialmente nella Valle de Uco come barbatelle di Riesling e successivamente rivelate dall’analisi genetica.
È bastato uno scambio di sguardi, per mettere in ordine le idee ed arrivare alla stessa conclusione: creare un vino assieme, partendo dallo stesso vitigno, coltivato e vinificato in due luoghi (completamente) diversi.
Si chiama la Chica Y El Caballo ed è stato presentato per la prima volta nella variopinta Buenos Aires lo scorso novembre. Un vino che consente, di fatto, di valutare la diversa espressione organolettica di un vitigno rustico come il Tocai Friulano, coltivato e vinificato in emisferi opposti.
Il Tocai Friulano è senz’altro la varietà più rappresentativa del Friuli-Venezia Giulia. Un vitigno fedele alla sua terra, che si esprime in modo diverso a seconda del luogo d’impianto, già entro i confini regionali: un Tocai Friulano del Collio, ad esempio, avrà delle caratteristiche diverse rispetto ad un Tocai Friulano coltivato in zona Isonzo. E provate ad immaginare come cambia, a livello sensoriale, quando raccolto e vinificato a migliaia di chilometri di distanza, in condizioni ambientali non abituali. Un vitigno camaleontico, dalla spiccata capacità di adattamento, capace di leggere e tradurre diversi terroirs
Marta Venica
Sia in Friuli che in Argentina, le viti hanno – curiosamente – la stessa età, sui 55 anni. A cambiare, invece, sono altitudine ed esposizione dei vigneti, oltre che la composizione dei suoli: nel Collio, le viti si trovano in collina a circa 130 m.sl.m. e sono rivolte ad Est, con le radici ancorate alla rinomata ponca, che alterna strati di marne ed arenarie. Nella Valle de Uco, invece, il vigneto è situato in pianura ma a 1100 m.sl.m., alle pendici delle Ande e con esposizione a Sud, “accolto” da terreni di matrice argillosa.
In entrambi i casi, la gestione segue i principi dell’agricoltura biologica e il processo di vinificazione si attiene alla tradizione enologica friulana: il mosto fermenta in acciaio per qualche giorno a contatto con le bucce, fino alla cosiddetta “alzata di cappello”, a cui seguiranno la svinatura ed una leggera torchiatura, per infine trasferire il vino fiore in barriques di rovere francese (in Friuli) e in anfore di terracotta (in Argentina).
La maturazione del vino in contenitori diversi è una scelta solo temporanea che già dal prossimo anno vedrà un cambio di rotta, con l’obiettivo di rendere il processo produttivo sempre più uniforme, facilitando così – e ancor di più - la comparazione delle due zone vinicole.
Nonostante si tratti della prima produzione, le annate attualmente in commercio de la Chica Y El Caballo sono già due, la 2022 (Collio) e la 2023 (Valle de Uco). La vendemmia, infatti, avviene in due momenti distinti: a settembre nel Collio e a febbraio nella Valle de Uco, a pochi mesi l’una dall’altra ma a “cavallo” fra due annate.
I vini vengono sempre venduti “in coppia” per agevolarne il confronto: dal Friuli-Venezia Giulia ampiezza, sfericità e un profilo aromatico mediterraneo, dove si rincorrono note di pera, fiori di limone e rosmarino ed un finale tipicamente ammandorlato; dall’Argentina, invece, slancio, verticalità e una mineralità granulare, piacevolissima, controbilanciata da una freschezza viva che si avverte già all’olfatto, trovando poi conferma al gusto, con richiami alla salvia, al cumino e alle mele selvatiche ma anche al pepe bianco e alla grafite, senza rinunciare a quella mandorla dolce che rende il vitigno riconoscibile, nonostante un oceano di mezzo.
Un Tocai Friulano di collina ed uno di montagna che escono sotto un’unica etichetta, disegnata dall’artista spagnola Lily Brick e raffigurante una ragazza con il suo cavallo; un cavallo da tiro pesante, di razza Percheron, che sia Marta che Paula – entrambe appassionate di equitazione – inizieranno ad impiegare nelle prossime lavorazioni in vigna, per un ritorno consapevole alla “trazione animale”.
«Dare vita alla Chica Y El Caballo significa dare continuità ad un’amicizia così forte da legare non solo due persone ma anche due Paesi. Il percorso che ha portato alla nascita di questo vino è stato semplicemente meraviglioso, una (ri)scoperta delle nostre origini e culture. Con i nostri vini vorremmo regalare l’emozione di un volo, immaginario e libero, fra due continenti; vorremmo raccontare i diversi luoghi in cui pratichiamo la viticoltura, lontani ma anche vicini, grazie ad un vitigno in comune». – conclude Paula Michelini.
Martissima Wine Farm
Az. Agricola Marta Venica, Via San Giovanni 1, 34071 Cormons (GO)
https://www.martissimawinefarm.com | [email protected]
Sitio La Estocada
Los Europeos & Ruta 89, M5561 Tupungato, Mendoza, Argentina
https://sitiolaestocada.com | [email protected]