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Navata, colonne e archi della Cattedrale di Norwich

Navata, colonne e archi della Cattedrale di Norwich
© Memory Catcher (Pixabay)

Norwich, una chiesa a settimana e un pub al giorno

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Tra sacro e profano, ecco cosa fare nel capoluogo di Norfolk: storia, assaggi, shopping e ottime pinte.

C’è un detto molto curioso secondo cui Norwich ha “una chiesa per ogni settimana e un pub per ogni giorno” e in parte è vero, anzi, lo è stato. Nel Medioevo i campanili erano effettivamente arrivati a 57, mentre pare che nel 1870 le licenze registrate per i pub fossero arrivate a 670. Stando ai dati storici quindi, c’era anche più di un bancone al giorno.

Sebbene oggi i numeri si siano decisamente ridimensionati, il capoluogo della contea di Norfolk resta uno dei centri a più alta concentrazione di chiese in tutta la Gran Bretagna. E i pub non sono affatto da meno, ma a Norwich c’è molto di più. Seconda nel Medioevo soltanto a Londra, oggi possiede il centro medievale meglio conservato del Paese e si è evoluta nei secoli con una forte impronta culturale. È qui, infatti, che ha vissuto Julian of Norwich, la prima donna ad aver pubblicato i suoi scritti in inglese e qui sono passati molti importanti intellettuali, finché non è divenuta la prima Città della Letteratura UNESCO d’Inghilterra nel 2012.

Ma Norwich ha anche uno dei più ampli mercati all’aperto della Gran Bretagna, non è lontana dal mare ed è l’unica città inglese collocata in un parco nazionale, The Broads National Park.

Sarà quindi il caso di studiare il percorso giusto per scoprirla – e anche gustarla – come si deve.

A passeggio attraverso la storia di Norwich

Ripercorrere la storia dall’Età del Ferro fino all’epoca contemporanea? Proviamo a farlo passeggiando per le vie del centro e scegliendo alcune tappe dove cui soffermarsi con più attenzione.

Si parte dal Norwich Castle Museum & Art Gallery, situato nell’antico castello di origine normanna. Qui è possibile ripercorrere tutta la storia della città, le sue radici celtiche, la storica ribellione ai Romani, il periodo dei Normanni, sotto cui il centro crebbe, sviluppando ricchezze e architettura, fino alla storia più recente e all’arte contemporanea. Stanno inoltre giungendo a conclusione i lavori di ripristino della fortezza medievale del Castello, che riapre il prossimo 7 agosto.
Una curiosità: Boudicca, la regina celtica che si ribellò ai Romani resta un simbolo di indipendenza per la città e le è stato intitolato un percorso, il Boudicca Way. Sono circa 36 miglia che seguono l’antica strada romana tra Norwich e Diss, verso sudovest, per chi volesse avesse voglia di scoprire i dintorni.

Il passo successivo del nostro tour storico è ovviamente una visita alla Cattedrale di Norwich, maestoso edificio, anch’esso di origine normanna, con la sua guglia alta 96 metri che domina tutto il quartiere circostante. A pochi passi, si trova anche il Great Hospital, costruito attorno al 1200.

Restando nel Medioevo, un passaggio tra il Guildhall, il Dragon Hall – uno dei più famosi edifici medievali della città, oggi sede del National Centre for Writing – lo Stranger’s Hall e il St. Andrew’s Hall, sono d’obbligo, così come percorrere Elm Hill, la via più famosa, sul cui ciottolato si affacciano negozi e cafè. Dormire al Maids Head Hotel è un’esperienza che porta indietro nel tempo, in un edificio in attività dal 1090, ritenuto il più antico hotel del Paese.

Un tuffo nell’epoca georgiana e vittoriana ci chiama invece al lussuoso Marble Hall o alla Royal Arcade, una via commerciale coperta progettata alla fine dell’800, che apre il periodo Art Nouveau di Norwich.

Il Sainsbury Centre ci riporta invece agli anni ’70 con la firma dell’architetto Norman Foster. Oggi ospita un vivace museo d’arte con mostre, esibizioni, un parco con sculture ed eventi. Poi c’è il Forum, edificio moderno costruito dopo l’incendio della biblioteca storica. Oggi ospita la Millennium Library, spazi per eventi e cafè e si tengono qui molti festival cittadini.

Tra street food, shopping e cafè

È cultura anche quella che soddisfa il palato e in questo senso Norwich ha molto da offrire, attraverso le sue tante insegne, sia storiche che moderne. Si parte dallo street food al Norwich Market, dove si potrà agguantare un ricco sandwich, curiosando tra gli stand. Tra i più apprezzati c’è The Cheese Man, con oltre cento varietà di formaggi, tra internazionali, nazionali e locali.

Per chi, quando arriva in UK, deve assolutamente mangiare fish & chips, il Grosvenor Fish Bar è una tappa mirata con molte opzioni da cui farsi tentare per soddisfare la voglia, prima di testare il piatto tra i vari pub cittadini.

Un giro tra le vie di Norwich offre anche interessanti opportunità di shopping. Tra le insegne di valore storico, c’è Bowhill & Elliott, che lo scorso anno ha celebrato 150 anni. Da sempre specializzata nella manifattura artigianale e nella riparazione di calzature, oggi prosegue la tradizione in London Street. Sulla stessa via, il business di Jarrolds è cambiato nel tempo, ma il brand è storico e risale al 1770, quando il settore era quello della stampa e dell’editoria.

Tra le passioni della città c’è anche quella per l’antiquariato, che è protagonista di una fiera autunnale, la Norwich Antiques Fair, quest’anno in programma il 18 e 19 ottobre. Durante il resto dell’anno i negozi sbucano in diversi indirizzi, ma il luogo più insolito e affascinante in cui curiosare sono probabilmente le chiese. Sì, le chiese. Due di esse sono state convertite in negozi di antiquariato, il St Gregory's Antiques and Collectables e l’All Saints Antiques Centre. Un’esperienza.

Tè pomeridiano? Facciamo anche qualcosa di più. Gli amanti dello specialty coffee si danno appuntamento al St. Giles Pantry. Questo grazioso cafè in Upper St. Giles ha un’invitante scelta di miscele e non poche opzioni di abbinamento, tra paste dolci e golose torte, ben esposte in vetrina. Non mancano spuntini salati e, ovviamente, il tè.

La Norwich dei pub

Dopo una sosta pomeridiana, eccoci dunque al pezzo forte: i pub. Non ve ne consigliamo uno al giorno, ma certamente una ben assortita selezione di insegne tra cui scegliere.

The Garnet è il giusto trait-d’union tra lo shopping pomeridiano e la birra in compagnia. Il pub, insegna storica affacciata direttamente sulla piazza del mercato, si è evoluto durante la pandemia, aggiungendo uno negozio di articoli per la casa e la persona di produzione locale. Così, dopo gli acquisti, ci si può sedere a uno dei tavolini all’aperto e godersi una birra craft o anche un vino, da un’accurata selezione di piccoli produttori (The Garnet è anche enoteca).

Un tour tra i pub storici di Norwich non può non passare dal più antico, l’Adam and Eve, in piedi dal XIII secolo, quando serviva da bere agli operai che lavoravano alla costruzione della Cattedrale. Caminetto in ingresso, pavimento in cotto, travi in legno e atmosfera unica.

Tra le insegne preferite dai local, però ce ne sono anche un altro paio che non vanno assolutamente perse. The King’s Head, con i suoi 300 anni di esercizio, è la tipica Ale House all’inglese, in cui godere di atmosfera allegra e soddisfacenti pinte di Real Ale, non filtrata, non pastorizzata e, rigorosamente, senza CO2 aggiunta. Se cercate un luogo altrettanto autentico, ma un’atmosfera più contemporanea, The Leopard è il posto ideale. Nove spine, tante proposte in lattina e, per accompagnare la bevuta ci sono i “Leopard Bites”, pizzette, burger, piadine con falafel, pasta e bowl creative di ispirazione internazionale.

Si cambia ambientazione al The Gardeners Arms, che però è conosciuto da tutti come “The Murderers” per una storiaccia di cronaca nera avvenuta a fine Ottocento. Qui non si perde una partita e ci si riunisce per tifare di fronte ad abbondanti pinte di Real Ale.

Sempre in centro, va considerato un passaggio al The Belgian Monk, specializzato in birre e cucina belghe. Nonostante l’insegna sia stata aperta solo nel 2000, permette di considerare il legame storico che unisce Norwich al Belgio. Non solo, anche con i Paesi Bassi gli scambi sono sempre stati molto importanti, tanto che la città ha ospitato gran parte degli emigrati protestanti del XVI secolo.

Il giro si chiude con un’insegna relativamente nuova, ma in cui godere di una serata davvero piacevole, oltre che di un’ottima cucina inglese e internazionale. Si tratta della Georgian Townhouse, struttura con camere, bar-ristorante e ampia area all’aperto, arredata in un impeccabile stile vintage. Qui si sta bene dal brunch fino alla cena, con una proposta più moderna tra cocktail, birre, sidro e un’atmosfera da vero relax.


 

Eugenia Torelli
Caporedattrice Falstaff Italia
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