L’anima dell’Andalusia nel tapeo malagueño
Viaggio a Malaga, capitale gastronomica dell'Andalusia, tra tradizione e nuovi stimoli. Nonostante il rischio di overtourism, è ancora possibile godere del ritmo pacato tra le calli scegliendo una birra o un Pedro Ximénez accompagnati dalle tapas. E non mancano le proposte di fine dining
C’è stato un tempo in cui Malaga veniva considerata una città da evitare. La capitale della Costa del Sol, infatti, si era abbandonata per anni all’incuria e il centro storico era una costellazione di negozi sfitti, vecchi edifici in decadenza e parchi popolati di gang che rendevano tutt’altro che appetibile la visita.
Negli ultimi anni invece, in seguito a una spinta di rinnovamento e riqualificazione urbana accelerata dopo il covid, la città sta vivendo una trasformazione culturale e gastronomica che l'ha proiettata tra le destinazioni più interessanti del sud della Spagna. Oltre alle spiagge e al clima mite, Malaga offre oggi una scena culinaria in rapida evoluzione, quartieri storici recuperati e una vita notturna che intreccia tradizione andalusa e modernità europea.
Il tutto è così piacevole - peraltro con voli low cost e prezzi abbordabili tra bar, taverne, ristoranti e street food - da attrarre sempre più visitatori dall’Europa e da oltreoceano, iniziando a far percepire i sintomi evidenti di un fenomeno di overtourism.
IL TURISMO DELL’AUTENTICITÀ
Eppure Malaga riesce ad esprimere il suo fascino proprio valorizzando i quartieri storici, trasformandoli in destinazioni culturali e gastronomiche.
Il quartiere Soho, situato tra il centro storico e il porto, è diventato il cuore della scena artistica cittadina, grazie a un progetto di riqualificazione urbana attraverso la street art. Murales di artisti internazionali ricoprono le facciate, mentre gallerie d'arte, caffè letterari e bistrot hanno colonizzato spazi industriali dismessi.
Sulla costa orientale della città, i quartieri marinari di Pedregalejo ed El Palo conservano l’atmosfera dei vecchi borghi di pescatori. Le spiagge sassose sono costellate di chiringuitos di legno, dove si servono espetos de sardinas (sardine infilzate su canne e arrostite sulla brace), boquerones fritti (acciughe) e pesce appena pescato. Passeggiare sul lungomare al tramonto, fermandosi per una cerveza e qualche tapa di pesce, rappresenta un’esperienza allo stesso tempo turistica e autentica, perché è un modello di flânerie che appartiene a chi vive in Andalusia.
Un punto di riferimento è poi il Mercado Central de Atarazanas, con la sua struttura moresca e coperto, dove acquistare pesce fresco del Mediterraneo, ortaggi, olive e salumi della regione, ma anche il mollete – ovvero il panino simbolo di Malaga, morbido e caldo, perfetto per esser spalmato d’olio di oliva.
TRE STELLE MICHELIN E SAPORI POPOLARI
Negli ultimi tre anni, Malaga ha consolidato la propria reputazione di meta gastronomica grazie alla presenza in città di tre stelle Michelin, ottenute da altrettanti ristoranti, che fanno sintesi di tradizione andalusa e contaminazioni internazionali.
Se José Carlos García Restaurant mantiene il macaron dal 2013, proponendo una vivace cucina mediterranea contemporanea nel suo locale con vista sul porto, nel 2022 ha ottenuto la stella anche Kaleja, dove lo chef Dani Carnero interpreta una cucina radicata nei sapori tradizionali di territorio, valorizzando i prodotti locali e le tecniche della cucina andalusa, e nel 2023 è arrivato il riconoscimento per Blossom dello chef argentino Emi Schobert, che porta influenze sudamericane su un sostrato mediterraneo.
Se però si esce dall’ottica del fine dining e si guarda alle espressioni della cucina popolare, il centro di Malaga è una vera miniera. Per comprendere l'anima gastronomica profonda della città basta varcare la soglia dell’Antigua Casa de Guardia, la taverna che sembra essere la più antica della città, essendo stata fondata nel 1840. A pochi passi da Calle Larios, questo locale rappresenta un pezzo di storia vitivinicola andalusa: le botti allineate lungo le pareti, ciascuna con la propria targa identificativa, dispensano vini dolci di Malaga, Pedro Ximénez, Moscatel, Pajarete e il tradizionale Malaga Cream, oltre a vermouth artigianali e Sherry. La tradizione prevede che si beva in piedi al bancone, dove il cameriere segna con il gesso direttamente sul legno i bicchieri consumati da ciascun cliente. L’abbinamento gastronomico è volutamente essenziale: banderillas (sottaceti su stuzzicadenti), cozze al vapore, navajas (cannolicchi), salumi locali e formaggi, che esaltano i vini fortificati della regione, in un’atmosfera densa di profumi senza tempo.
I TOUR GASTRONOMICI DI SPAIN FOOD SHERPAS
Inseguendo l’anima della città andalusa, è sicuramente interessante farsi guidare dai Spain Food Sherpas, che dal 2013 organizzano tour enogastronomici che vantano la reputazione di migliori esperienze culinarie del sud della Spagna. Il loro approccio si distingue per l'autenticità: nessuna trappola per turisti, solo locali frequentati dai malagueñi, selezionati personalmente dalle guide che sono residenti e conoscono la cultura gastronomica locale.
Il tour Malaga Wine & Tapas, ad esempio, è un tour serale che dura circa tre ore e mezzo, toccando quattro tappe gastronomiche diverse lungo un percorso di 1,3 chilometri nel centro storico. L’esperienza inizia all’Antigua Casa de Guardia per proseguire in un ultramarinos a conduzione familiare, specializzato in salumi iberici e formaggi artigianali. Durante il tour si assaggiano i vini locali accompagnati da tapas tradizionali che includono pesce fresco, salumi iberici e specialità stagionali. Le guide introducono anche giovani chef che stanno reinterpretando la cucina malagueña tradizionale con approcci creativi.
IL TAPEO MALAGUEÑO TRA BAR E TAVERNE
La scena dei bar malagueñi offre oggi una varietà che spazia dalle taverne storiche ai locali contemporanei. Per vivere appieno la cultura del tapeo malagueño occorre però adattarsi ai ritmi locali e dunque dedicarsi all’aperitivo dalle 19 per arrivare a cena verso le 21.
Il quartiere intorno a Plaza de la Merced, dove nacque Picasso, concentra numerosi bar che si vivacizzano nelle ore serali quando i tavolini all’aperto si riempiono per le birre, i vermouth e le tapas classiche come il salmorejo (gazpacho denso con prosciutto e uovo), le berenjenas con miel (melanzane fritte con miele) e il porra antequerana (simile al salmorejo ma più denso).
Sempre in centro, una tappa affascinante è la Bodegas El Pimpi, in Calle Granada, dove l’allestimento ben curato per attrarre i turisti non deve ingannare: sedersi al bancone, giocarsi l’ordine nell’idioma locale per suscitare empatia, sorseggiare una cerveza mentre arrivano le deliziose alici fritte è una di quelle cose che ti riconcilia pure con gli avventori vicini che parlano inglese o slovacco.
PROGETTI CULTURALI E OSPITALITÀ IN EVOLUZIONE
Malaga sta investendo nella proposta culturale. Il nuovo Espacio Sohrlín, inaugurato di recente, si aggiunge agli spazi per le arti performative. Il MuCAC (Museum and Contemporary Art Centre of Málaga) ha aperto nel sito de La Coracha e nel 2026 vedrà concentrate nell’ex Mercado Mayorista (nel distretto Soho), le attività e le esposizioni del Centro de Arte Contemporáneo Málaga, del MUPAM e de La Coracha in un polo culturale ampliato.
Sul fronte dell'ospitalità, non sono poche le novità alberghiere, con aperture che innalzano l’offerta e vedono l’investimento anche di catene internazionali: i recenti Cristine Bedfor Málaga, Hotel Catalonia Puerta del Mar e Sonder in zona la Plaza de Toros Vieja sono 4 stelle di ottimo livello, mentre presto apriranno due 5 stelle: il ME by Meliá in Calle Victoria e l’Áurea Palacio de la Tinta.
Negli ultimi anni hanno già aperto l’H10 Croma Málaga, progettato dall’architetto Rafael Moneo con terrazza panoramica e 138 camere, l’Hampton by Hilton Málaga (primo della catena in Andalusia con 208 camere), lo Staybridge Suites (primo in Spagna con 105 suite), il Catalonia Málaga vicino alla spiaggia di Huelin, e il boutique Hotel Well and Come Málaga nel centro storico con rooftop pool e spa.