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Panettone: amore vero o ossessione natalizia?

Panettone
Natale
Natale 2024

Lo compriamo tutti, ma sappiamo perché lo facciamo? La psicologia del consumo, le tradizioni familiari, il marketing e il bisogno di eccedere ce lo spiegano.

Dicembre è arrivato e di conseguenza, sempre più in anticipo, anche il dolce più iconico del Natale: il panettone. Ma siamo sul serio così appassionati? 

Ci piace davvero?

Nonostante sia molto più che un dolce, non è detto che piaccia davvero a tutti. Vi sarà capitato di essere a tavola con qualcuno che storce il naso davanti ai canditi, scarta la ghiaccia mandorlata o lo trova troppo pesante. La realtà è che molti lo mangiano perché "fa Natale". Insomma, non sempre lo scegliamo per il gusto, ma più per quello che rappresenta.

L’evoluzione del gusto: il panettone moderno

Negli ultimi anni il panettone sta vivendo un’età dell’oro, complici il lavoro e la creatività dei maestri pasticceri, custodi dei segreti della perfetta lievitazione e alveolatura, tant’è che è nata anche l’Accademia Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano. Da prodotto industriale proposto massivamente tra le corsie dei supermercati il panettone è diventato un articolo da boutique, un lusso da esibire nelle vetrine delle migliori pasticcerie e che in alcuni casi in pochi possono permettersi, con prezzi al kg che toccano cifre astronomiche. Comunque, questo hype ha contribuito a riaccendere l’entusiasmo anche tra i più scettici.

© Canva

Un’ossessione collettiva fatta di marketing e competizione

Il boom del panettone non sarebbe lo stesso senza il martellante marketing che lo circonda. Ogni anno assistiamo a vere e proprie gare, contest tra professionisti e addirittura Coppe del Mondo: quale sarà il miglior panettone artigianale? Quale pasticcere offrirà la versione più innovativa? In più, le confezioni lussuose e curate, soprattutto per i panettoni di fascia alta, accrescono l’anticipazione del piacere, trasformando l’assaggio in un’esperienza desiderabile ben prima che una burrosa fetta raggiunga la prossimità delle nostre fauci. 

Psicologia del panettone: perché non riusciamo a dire di no

Anche il potere sensoriale gioca un ruolo fondamentale. La dolcezza stimola il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere, e i profumi penetrano nel sistema limbico, la parte del cervello associata alle emozioni e alla memoria, facendoci rivivere dolci ricordi festivi e familiari.

Ma il panettone è anche associato al permesso di esagerare. Durante le Feste le regole alimentari si allentano e il panettone diventa l’alibi perfetto per indulgere senza sensi di colpa. Questo comportamento è amplificato dalla FOMO (Fear of Missing Out): il panettone è limitato nel tempo, e crea in noi il bisogno e l’urgenza di mangiarlo.

Il piacere della condivisione 

Forse, però, il segreto del panettone non sta nel gusto, ma nel suo valore simbolico. La sua presenza sulle tavole natalizie richiama alla mente immagini di festività trascorse in famiglia, suscitando un forte senso di appartenenza e calore. La ritualità del taglio e della condivisione del panettone diventa un momento di aggregazione che soddisfa il bisogno umano di connessione sociale e rafforza i legami affettivi. 

Dunque, siamo davvero ossessionati dal panettone o è semplicemente un’abitudine natalizia che non vogliamo abbandonare? Probabilmente entrambe. Alcuni lo amano, altri lo tollerano e altri non lo sopportano, ma tutti lo rispettano. E, che ci piaccia o meno, non possiamo farne a meno.

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Alessia Manoli
Alessia Manoli
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