Vini e territorio al Vigiljoch: il Weinfest 2025 celebra i vignaioli ai piedi della montagna
Non una gara, ma un momento di confronto e racconto condiviso. La terza edizione del Vigiljocher Weinfest, ospitata al vigilius mountain resort, ha riportato sotto i riflettori una storica area viticola dell’Alto Adige, unendo produttori, professionisti e appassionati attorno a vini rari, vecchie annate e nuove visioni.
Ai piedi del Vigiljoch, tra Marlengo, Cermes e Lana, si estende un’area che per secoli ha avuto un ruolo chiave nella viticoltura altoatesina. Oggi sono soprattutto piccole aziende familiari e vignaioli indipendenti a custodirne il patrimonio. Il Vigiljocher Weinfest, giunto alla terza edizione, nasce proprio con l’obiettivo di restituire voce e visibilità a questo mosaico produttivo, senza classifiche né competizioni.
Un format lontano dalle logiche di gara
Ideato da Ulrich Ladurner, l’evento mette al centro le persone prima delle etichette. «Un’area viticola vive attraverso il carattere dei suoi vignaioli», ha sottolineato Ladurner, ribadendo la volontà di rafforzare l’identità del territorio attraverso il dialogo e il racconto diretto. Un approccio che distingue il Weinfest da molte rassegne tradizionali.
Tra architettura, degustazioni e riflessione
La serata si è aperta sulla piazza del vigilius mountain resort, struttura firmata da Matteo Thun, con l’intervento dell’esperto di vino Christoph Gufler. Il suo spunto, “Vinum – quo vadis?”, ha inquadrato il vino come bene culturale, prodotto di lusso e oggetto di consumo quotidiano, offrendo una chiave di lettura contemporanea al pubblico.
A seguire, una degustazione alla cieca di annate storiche, rarità ed esperimenti di cantina ha mostrato il potenziale evolutivo e la libertà espressiva dei produttori della zona.
Nel ristorante 1500, i vignaioli hanno poi presentato le etichette in commercio, accompagnate da un flying dinner firmato dallo chef Daniel Sanin, che ha interpretato ingredienti locali con leggerezza e precisione, lasciando spazio al dialogo tra calice e piatto.
I vignaioli protagonisti del 2025
Un gruppo eterogeneo per storia, stile e visione, ma unito dalla stessa area di origine:
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Pardellerhof (Marlengo)
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Weingut Oberstein (Cermes)
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Hartmann Donà (Lana)
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Popphof (Marlengo)
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Haidenhof (Cermes)
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Kränzelhof (Cermes)
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Weingut Geier (Marlengo)
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Hännsl am Ort (Lana)
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Hillepranter (Marlengo)
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Greiterhof (Cermes)
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Kellerei Meran (Marlengo)
Ognuno con una firma riconoscibile, frutto di paesaggio, esperienza e scelte agronomiche consapevoli.
Un segnale per il futuro del Vigiljoch
La risposta positiva di produttori, operatori e pubblico conferma il valore di un evento che punta sulla rete territoriale e sul confronto diretto. Complice anche l’atmosfera del Vigiljoch autofreie Zone, il Weinfest si consolida come appuntamento capace di generare continuità.
La riuscita dell’edizione 2025 lascia intravedere una nuova edizione, con l’ambizione di continuare a raccontare, calice dopo calice, l’identità viticola di questa montagna.