World Lambrusco Day 2025: identità, leggerezza e modernità in quota
Dal Monte Bianco un messaggio al mondo: il Lambrusco è leggerezza, identità e modernità. Un vino pop e sorprendente, protagonista di un evento che guarda al futuro e parla al cuore.
C’è un punto, tra le Alpi, dove la leggerezza dell’aria incontra quella di un vino che ha saputo reinventarsi, sorprendere e — oggi più che mai — conquistare. Il World Lambrusco Day 2025, celebrato il 20 e 21 giugno tra Courmayeur e lo Skyway Monte Bianco, è stato più di un evento: è stato una dichiarazione di intenti, una celebrazione identitaria del vino emiliano per eccellenza.
Un inizio tra Fontina e stelle della ristorazione
La serata inaugurale si è svolta il 20 giugno, sulla terrazza dell’Hotel Gran Baita di Courmayeur. Giornalisti e operatori hanno brindato con alcune etichette selezionate dei produttori del Consorzio Tutela Lambrusco, abbinate a due varietà di formaggio Fontina della Valle d’Aosta. Il percorso gastronomico è poi proseguito al ristorante gourmet Pierre Alexis 1877, occasione in cui una selezione di vini valdostani si sono armonizzati ai piatti dello chef Stefano Alessandro Marchetto dimostrando che ogni territorio può brillare di luce propria e incontrarsi con eleganza a tavola.
L’incontenibile leggerezza del Lambrusco
Il giorno successivo, la Sala dei Trofei del Castello reale di Sarre ha accolto i partecipanti per una masterclass condotta da Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano. Tredici Lambruschi, tredici interpretazioni del territorio, della tecnica e del carattere: dal Sorbara delicato e nervoso al Grasparossa intenso e fruttato, passando per il Salamino, versatile e capace di andare in più direzioni.
Il filo conduttore? La leggerezza — mai intesa come banalità, ma come complessità ben portata, digeribilità organolettica, freschezza stilistica e bevibilità contemporanea.
“Puro” 2017, Lambrusco di Sorbara, vsq – Francesco Bellei & C.
“Grosso”, Lambrusco di Sorbara DOC – Paltrinieri
“Omaggio a Gino Friedmann” 2024, Lambrusco di Sorbara DOC – Cantina di Carpi e Sorbara
“Vigna del Cristo”, Lambrusco di Sorbara DOC – Umberto Cavicchioli e F.
“La Vie”, Lambrusco di Modena DOC – Cantina Ventiventi
“Rio”, Lambrusco di Sorbara DOC – Cantina sociale di San Martino in Rio
“Vigne Vecchie”, Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC – Cantina di S. Croce
“Amarcord”, Colli di Scandiano e Canosa DOC – Cantina Puianello
“Pra di Bosso” secco, Reggiano DOP – Casali Viticultori
“Lambrusco Brut”, Lambrusco reggiano DOC spumante – Cantine Lombardini
“Concerto”, Reggiano DOC – Medici Ermete
“For.Mo.Sa” Rosé, Lambrusco Modena DOC – Cantina sociale Formigine Pedemontana
“Vini del re”, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP – Cantina Settecani
Il vino che incontra le vette valdostane
Il pomeriggio si è spostato letteralmente in quota: il programma ha previsto la salita sullo Skyway Monte Bianco per una tavola rotonda all'interno del cinema della stazione intermedia “Pavillon”, momento in cui chef stellati come Heinz Beck e Paolo Griffa, produttori (Cecilia Lombardini e Alessandro Medici) e sommelier (Gabriele Gorelli e Pascal Tinari) si sono confrontati sul tema della “leggerezza”, il tutto moderato da Luciano Pignataro.
Si è partiti dal concetto di leggerezza che, come sottolineato da Beck, va ben oltre la cucina:
La cena finisce il mattino seguente, quando ti svegli leggero e pieno di energia.
Il Lambrusco, in tal senso, è un vino sorprendentemente moderno: bassa gradazione alcolica, acidità spiccata, capacità di adattarsi ai gusti contemporanei senza dover fare compromessi.
Nello sviluppo della discussione si sono toccati temi come la ricerca e lo studio, sia in ambito culinario che enologico, e problematiche legate alla comunicazione dei prodotti sia nel settore della ristorazione ma anche nel confrontarsi direttamente il consumatore finale.
Parmigiano, orizzonti e prospettive internazionali
Terminata la tavola rotonda, presso la stazione di Punta Helbronner (3.466 mslm) si è tenuto un brindisi simbolico con l’apertura di una forma di Parmigiano Reggiano dedicata alla prossima edizione del World Lambrusco Day che si terrà a New York nel 2026. Un gesto che unisce due prodotti ambasciatori del made in Italy nel mondo, con un messaggio chiaro: il Lambrusco è pronto per giocare una partita internazionale.
Il Lambrusco non deve inseguire la moda del vino leggero. Lo è per natura, con un’identità già pronta per i mercati di domani
ha dichiarato Giacomo Savorini, direttore del Consorzio Tutela Lambrusco.
Cena a quattro mani: l’esperienza di Heinz Beck e l’innovazione di Paolo Griffa
Il ritorno al Pavillon ha riservato ulteriori emozioni: un aperitivo in terrazza e, a seguire, una cena d’autore firmata Heinz Beck e Paolo Griffa presso il Ristorante Alpino. Due visioni creative che si sono incontrate, dimostrando anche come il Lambrusco possa accompagnare — anzi, esaltarsi — nell’alta cucina dei due rinomati chef.
Un vino pop ma non popolare
La giornata si è conclusa con una riflessione corale: il Lambrusco è finalmente libero dal peso del passato. Non più semplicemente un vino da osteria o da nostalgia, ma un’espressione autentica del presente enologico italiano.
È il vino più gastronomico che abbiamo - ha affermato Pascal Tinari, sommelier e maître di Villa Maiella - perché sa sorprendere e accompagnare senza mai imporsi.
L’incontenibile leggerezza del Lambrusco, oggi, è il suo punto di forza. Ed è forse proprio questo il suo segreto: essere fedele a se stesso, in un mondo che cerca sempre qualcosa di nuovo.