100 anni rivolti al futuro: Villa di Capezzana
Un secolo di storia racchiuso in una bottiglia. Villa di Capezzana, il vino simbolo dell’azienda toscana - guidata oggi dalla new generation nella persona di Ettore Contini Bonacossi - celebra i suoi “primi” 100 anni con una degustazione verticale che ha riunito annate leggendarie. Dal 2021 al 1925, un vero viaggio nel tempo attraverso Carmignano e le sue radici.
La storia di Capezzana si intreccia indissolubilmente con quella della famiglia Contini Bonacossi, originaria di Mantova. Ugo Bonacossi fu generale dell’esercito pontificio; la casata, attiva tra Roma e Firenze, intrecciò il proprio destino con l’arte attraverso collezioni straordinarie, tanto che il bisnonno lasciò agli Uffizi ben 144 capolavori.
Negli anni Venti, la bisnonna scelse di allontanare la famiglia dalla capitale, dalle sue tensioni politiche e dal peso del regime, rifugiandosi a Carmignano. Qui, dove già dal Settecento il vino Carmignano godeva di grande fama, la famiglia riportò in vita vigne storiche e conoscenze antiche.
Carmignano, un vino con secoli di tutela
Il Carmignano vanta una tradizione nobile: fu tra i primi vini al mondo a essere regolato da una legge di protezione, già nel 1716 insieme al Chianti Classico. La sua identità è legata da sempre a un assemblaggio di sole uve rosse. Già nel XVI secolo Caterina de’ Medici introdusse in Toscana i vitigni “francesi”, ovvero il Cabernet, dando origine a quello che può essere considerato il primo “Supertuscan ante litteram”.
1925: un’epoca che segna un destino
Il 1925 non rappresenta soltanto l’inizio della storia di Villa di Capezzana, ma anche un’epoca cruciale a livello mondiale: in Inghilterra si sperimentava la televisione, in Italia si celebrava l’Anno Santo, a Milano veniva installato il primo semaforo, mentre sullo scenario politico Stalin muoveva i primi passi dopo la morte di Lenin. Un tempo che pare lontanissimo, eppure ancora vivo in una bottiglia che ha attraversato un secolo.
La vendemmia 2025
Quest’anno il clima ci ha sorpreso. Dopo una primavera insolitamente fresca, anche luglio è stato il più freddo degli ultimi vent’anni, mentre agosto ha portato un’improvvisa ondata di calore. La vendemmia è iniziata con 7-10 giorni di anticipo rispetto alla media storica. L’assenza di piogge fino a metà settembre ci ha fatto temere scottature, ma le piogge di fine stagione hanno ridato freschezza ai grappoli.
racconta con soddisfazione Ettore Contini Bonacossi.
Degustazione verticale di Villa di Capezzana
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2021 (80% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon)
Annata segnata da una gelata l’8 aprile. Colore rubino cupo. Naso ferroso, con note di sangue, spezie e piccoli frutti dolci di bosco. In bocca è terroso, cremoso, con tannino fitto ed elegante, succoso e armonico. Solo 30.000 bottiglie prodotte, la metà rispetto alla media.
93/94 Punti -
2015 (80% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon)
Profumi discreti e riservati, con tocchi di cioccolato al latte, grafite e frutti di bosco. Palato serrato, timidamente cremoso e ancora chiuso, ma con potenziale evolutivo.
92 Punti -
2005 (80% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon)
Apertura generosa di prugna, ciliegia e spezie verdi. Bocca strutturata, con tannino deciso e leggermente asciugante sul finale.
93/94 Punti -
1995 (80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon, 5% Canaiolo)
Profumi eleganti di mirtillo rosso, pepe, erbe aromatiche e pomodoro secco. Palato armonico, minerale, con tannino fine e una fresca nota di menta.
94/95 Punti -
1983 (70% Sangiovese, 10% Cabernet Sauvignon, 10% Canaiolo, 10% Colorino e Mammolo)
Sentori tipici dei Sangiovese anni ’80: gomma bruciata, fumo, acciughe. Sorprende però per freschezza e integrità.
90 Punti -
1979 (70% Sangiovese, 10% Cabernet Sauvignon, 10% Canaiolo, 10% Colorino e Mammolo)
Luminoso e trasparente. Profumi di caffelatte, fico secco e cannella. Palato fresco e integro, con note di fragola e arancia rossa. Un vino vitale e sorprendente.
94/95 Punti -
1925 (uvaggio storico, ritappata nel 2012, solo 8 bottiglie rimaste in tenuta)
Colore ambrato-ramato. Profumi di noci, prugna secca, grafite e sottobosco. In bocca cremosa dolcezza, con lampone, arancia rossa e rosa canina. Non del tutto secco, con leggero residuo zuccherino, ma sorprendente integrità e freschezza per un secolo di vita. Un’emozione unica.
Alcune annate storiche, come 1925, 1983 e 1995, sono state ritappate negli ultimi anni per garantire longevità e integrità: un patrimonio unico che testimonia la visione lungimirante della famiglia.
Capezzana oggi
Capezzana rappresenta oggi il punto di riferimento del Carmignano, storica denominazione a pochi chilometri da Firenze. L’azienda dispone di circa 80 ettari vitati e produce vini che coniugano eredità storica e interpretazioni contemporanee.
Il cuore pulsante resta la Villa di Capezzana, mentre accanto al vino spicca una prestigiosa produzione di olio extravergine d’oliva. Con i suoi 100 anni di Villa di Capezzana, la tenuta si conferma una delle interpreti più autentiche e coerenti della Toscana del vino.