1701 e i suoi Franciacorta Docg biodinamici
La realtà franciacortina presenta tre dei suoi Metodo Classico, ottenuti da un modello agricolo etico e rigenerativo che unisce tradizione, ricerca e rispetto della terra, passando dal Brut Nature S.A. al Saten, al Dosaggio Zero Riserva, invece millesimati.
Silvia e Federico Stefini, due fratelli da sempre appassionati di vino e del loro territorio, hanno scelto nel 2012 di fondare 1701. Così a Cazzago San Martino, tra mura risalenti all’XI secolo e vigne storiche, hanno dato nuova vita a un patrimonio antico, adottando sin da subito i principi della viticoltura biologica e biodinamica. Quattro anni dopo sono stati certificati Demeter, primi nel territorio franciacortino, oltre a fare parte da qualche tempo di due importanti realtà del vino naturale: da La Renaissance des Appellations, l’associazione fondata da Nicolas Joly che riunisce oltre 160 vignaioli da tutto il mondo, uniti da un approccio biodinamico autentico, Vi.Te – Vignaioli e Territori, rete di produttori italiani che invece condividono valori di trasparenza, individualità e rispetto del vivente.
Dalla vigna alla cantina
Le uve di 1701 provengono da 13 ettari di vigneti di cui 10 di Chardonnay e 3 di Pinot nero, suddivisi tra Cazzago San Martino, zona centrale della Franciacorta, e Gussago, estremo nord-ovest della Docg, contesti vicini ma al tempo stesso profondamente diversi per natura e carattere. A Cazzago, nel cuore della zona morenica, i suoli sono sabbiosi e limosi, ricchi di depositi glaciali, dando vita a vini più morbidi, eleganti e solari, dove la pienezza del frutto si accompagna a una fine cremosità. A Gussago, invece, le vigne si arrampicano sulle colline pedemontane, dove i terreni calcarei e marnosi, più magri e sassosi, accompagnati da forti escursioni termiche danno vini tesi, minerali, di grande verticalità.
La filosofia biodinamica, ormai ben radicata nel DNA di 1701, porta in cantina a fare fermentare tutte le basi spumante spontaneamente con lieviti indigeni, a conservare una parte del mosto per essere riutilizzata nelle rifermentazioni. L’intero processo di vinificazione dei loro Franciacorta privilegia interventi minimi, bassissimi livelli di solforosa totale, nessuna chiarifica, nessuna filtrazione. Inoltre tutte le etichette della gamma sono di fatto dei Dosaggio Zero dato che in fase di sboccatura non viene aggiunto ne zucchero ne liqueur. Un ulteriore dettaglio è il riposo di un anno dopo la sboccatura di tutti i Franciacorta millesimati, di solo 4 mesi il Brut Nature.
Gli assaggi di tre Franciacorta in compagnia di Silvia Stefini
Brut Nature Franciacorta Docg S. A.
Ottenuto da 85% Chardonnay, 15% Pinot Nero, provenienti da tutte le vigne, unisce nella cuvée un 20% vini di riserva (chiamata perpetuelle). Dopo la prima fermentazione con lieviti indigeni, tra vasche d'acciaio e cemento, la malolattica svolta completamente, non è chiarificato, non è filtrato. Trascorsi 6 mesi in acciaio e cemento per la base d’annata, in barriques la parte perpetuelle, viene assemblata la cuvée, fatta la presa di spuma, per poi restare sui lieviti sino a 24 mesi. Dopo un colore giallo paglierino tenue, un perlage sottile e continuo, ha un naso di frutta gialla tra cui la mela gialla, il floreale della camomilla, seguiti da crosta di pane. Al palato è fresco, cremoso, equilibrato, piacevole e persistente.
Satèn Franciacorta Docg 2021
Ottenuto da sole uve Chardonnay, provenienti dal vigneto Sabbioni a Cazzago San Martino, viene inteso da l team di 1701 come un Blanc de Blancs. In cantina fa la prima fermentazione con lieviti indigeni, ⅓ in vasche d'acciaio, ⅓ vasche di cemento e ⅓ in barriques. Svolge completamente la malolattica, non è chiarificato, non è filtrato, rimanendo sui lieviti per 36 mesi. Dopo un colore giallo paglierino, un perlage sottile e delicato, ha un naso sfaccettato con note di crosta di pane, biscotto, poi mela cotogna, pera, seguiti da sentori di mandorla e nocciola. Al palato è ricco, fresco, cremoso, sapido, di decisa eleganza e piacevolezza, persistente.
Dosaggio Zero Franciacorta Docg 2019
Ottenuto da 90% Chardonnay, 10% Pinot Nero, viene realizzato solo con le uve migliori del vigneto Brolo a Cazzago San Martino, solo nelle annate ritenute ideali come la 2019, in quanto ritenuto espressione massima dell’annata. In cantina effettua la prima fermentazione con lieviti indigeni, all’80% in vasche d'acciaio, al 20% in barriques di rovere francese. Rimane sui lieviti minimo per 72 mesi con la seconda fermentazione. Dopo un colore giallo paglierino, con un perlage fine e persistente nel calice, ha un naso complesso tra il fruttato della pesca, il tropicale dell’ananas, seguiti da note delicate di vaniglia, di crosta di pane, poi a chiudere di nocciola e mandorla. Al palato ha struttura, è fresco, cremoso, sapido, di grande eleganza e decisa persistenza.