Addio ad Ampelio Bucci, maestro del Verdicchio
Il mondo del vino saluta Ampelio Bucci, figura carismatica e visionaria del panorama enologico marchigiano, scomparso nelle scorse ore.
Uomo di rara eleganza e visione, Ampelio Bucci ha segnato in maniera indelebile la storia del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Con la sua Villa Bucci, ha saputo dimostrare che un bianco marchigiano poteva ambire alle stesse vette qualitative dei grandi vini europei, regalando bottiglie di straordinaria longevità e finezza.
Grafico e docente universitario, Bucci ha sempre unito arte, cultura e agricoltura, diventando un vero ambasciatore del suo territorio. Negli anni ’80 e ’90 ha contribuito a riscrivere la percezione del Verdicchio, sottraendolo a un destino di vino semplice da consumo quotidiano per restituirgli dignità e grandezza. Affiancato dal leggendario enologo altoatesino Giorgio Grai, ha imbottigliato tra i vini bianchi più grandi italiani. Pietre miliari come il Villa Bucci Riserva restano tutt’oggi un punto di riferimento assoluto.
Gentiluomo schivo ma carismatico, ha incarnato un modo di fare vino che era insieme rigoroso e poetico, capace di parlare ai mercati internazionali senza mai perdere radici autentiche. Nel luglio 2024, Bucci ha ceduto la cantina che porta il suo nome alla famiglia Veronesi, a capo del Gruppo Oniverse (ex Calzedonia, proprietario della catena Signorvino).
60010 Ostra Vetere
Italia