Casa Perbellini 12 Apostoli entra tra i Dépositaires Dom Pérignon
Il ristorante veronese di Giancarlo Perbellini è tra le pochissime insegne italiane scelte dalla Maison come custodi della sua identità. Per celebrare il riconoscimento nasce il Dom Pérignon Vintage Lunch, un percorso in tre atti tra piatti iconici e Millesimati d’autore.
Casa Perbellini 12 Apostoli entra ufficialmente nel circuito dei Dépositaires Dom Pérignon, realtà che dal 2001 riunisce una selezione ristretta di ristoranti italiani ritenuti interpreti autentici dello stile della Maison. Non un semplice titolo, ma l’assunzione di una responsabilità: raccontare Dom Pérignon attraverso esperienze gastronomiche capaci di tradurre nel piatto la sua visione creativa.
La nomina arriva dopo anni di collaborazione e affinità, suggellando un dialogo costruito su una comune tensione verso l’eccellenza e sull’idea che il tempo sia ingrediente imprescindibile.
Classicismo contemporaneo
La cucina di Giancarlo Perbellini si muove in un territorio di classicismo contemporaneo, dove memoria e futuro convivono con naturalezza. Una filosofia che incontra quella della Maison francese, da sempre legata al concetto di Millesimato e alla scelta radicale dell’annata unica, anche quando significa rinunciare a dichiararla.
Come ogni Vintage attende il proprio momento ideale, così ogni ricetta dello chef viene cesellata fino a raggiungere un equilibrio destinato a durare nel tempo.
Nasce il Dom Pérignon Vintage Lunch
Per celebrare l’ingresso nel circuito, il ristorante veronese lancia il Dom Pérignon Vintage Lunch, format disponibile a pranzo dal martedì al venerdì, con un solo tavolo dedicato al giorno.
Il percorso, proposto a 270 euro a persona, si sviluppa in tre portate che mettono in dialogo due piatti iconici con due etichette simbolo della Maison:
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Dom Pérignon Vintage 2017, Champagne dal profilo sfaccettato, tra tensione e rotondità
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Dom Pérignon Rosé Vintage 2009, interpretazione intensa e magnetica del Pinot Noir
In tavola arrivano il risotto mantecato al Monte Orsaro con origano, acciughe e foglie di cappero, la faraona al sottobosco con hibiscus e asparagi glassati, e un dessert al litchi, rosa e lamponi. Abbinamenti studiati come capitoli di un racconto coerente, dove vino e cucina si sostengono senza sovrastarsi.
37121 Verona
Italia