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FOOD&SPA - Chalet al Foss Alp Resort, un “lunapark romantico” in Trentino

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Perfetto per una fuga a due, un rifugio che si distingue con tre differenti proposte di ristorazione, esperienze gastronomiche creative e la prima music spa delle Alpi.

Cosa fare di un hotel lontano dalle piste, lontano dal paese, privo di quelle attrattive che, in montagna, si considerano rassicuranti? È la domanda che si è trovata davanti Carlotta Menon quando ha ereditato, insieme al marito Alberto Pangrazzi, una struttura affacciata su uno dei panorami più solenni delle Alpi: il ghiacciaio della Presanella, a Vermiglio, in Val di Sole, a pochi minuti dal Passo del Tonale, che porta in Lombardia.

La risposta è stata radicale. Trasformare quel limite in un’idea. Anzi, in un format: un lunapark romantico per coppie adulte, un luogo dove il divertimento non è rumoroso ma intenzionale, e il benessere non è silenzio monastico ma energia condivisa. Il concept è chiarissimo (un po’ sfacciato, nel modo giusto): adults only, quaranta tra camere (con un’ottantina di dipendenti) tutte diverse, pensate come piccole scenografie private.

Specialità della casa sono atti solenni e teatrali: proposte di matrimonio, anniversari, fughe a due. Le Feste sono trattate come un set domestico di lusso: alberi di Natale in camera, la sensazione infantile e irresistibile di vivere in una fiaba.

Il risultato è un hotel che diventa, di per sé stesso, motivo di viaggio. C’è un dettaglio che spiega molto: Chalet al Foss Alp Resort ha costruito la propria fama sui social, fino a superare 1,2 milioni di follower su Instagram. Con numeri così, facile capire come sia diventato un destination hotel per una clientela internazionale.

Cosa mangiare | Tre cucine, un solo racconto

Il vertice è Il Contemporaneo, ristorante fine dining aperto anche agli esterni, con soli tre tavoli. Alla guida c’è Federico Spinella, giovane chef siciliano con formazione internazionale, che lavora su un’idea di cucina concentrata, pulita, senza sovrastrutture narrative. Spinella dà il meglio di sé quando smette di voler “dire tutto” e torna a parlare la lingua che conosce meglio: quella del Sud interiorizzato, non folcloristico. Nei piatti che richiamano la sua formazione, la cucina acquista una chiarezza rara. Lo spaghetto al pomodoro, quintessenza assoluta del Sud e banco di prova impietoso per qualsiasi cuoco, è eseguito con una sicurezza che non ammette scorciatoie: equilibrio, concentrazione, nessuna voglia di stupire. Funziona perché è pensato, non decorato.

Ma il piatto che lo racconta meglio è il riso bianco Acquerello (Tenuta Colombara) con aglio nero e spuma di Trentodoc: ricetta che sembra minimale, ma chiede precisione assoluta. Il riso è protagonista, l’aglio nero dà profondità, la spuma introduce una nota lattica e territoriale senza invadere.

Alla tavola de Il Contemporaneo
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Alla tavola de Il Contemporaneo

Accanto a questa proposta c’è Il Tipico, ristorante di memoria e rassicurazione, dove la cucina di montagna ritrova il proprio ruolo di racconto identitario. Qui non si cerca la sorpresa, ma il riconoscimento: sapori netti, ricette che parlano la lingua del luogo.

Completa l’offerta La Dolce Vita, interpretazione elegante e trasversale della cucina italiana, pensata per accompagnare soggiorni lunghi e clienti internazionali. Una cucina che fa da ponte, senza alzare la voce.

Il vero colpo di teatro sono le esperienze gastronomiche: la colazione nella funivia riadattata, oppure in un letto riscaldato in mezzo alla neve; il breakfast nell’infinity pool, la cena nella Treehouse, dove il cibo arriva caldo grazie a una mini-cabinovia giocattolo. Qui il cibo diventa gesto, attesa, racconto, memoria in costruzione.

La sala è uno dei veri punti di forza di Chalet al Foss Alp Resort. Salvatore Maggiore, maître di grande intelligenza emotiva, costruisce ogni servizio con un entusiasmo che non è mai meccanico: osserva, ascolta, si adatta. Nulla è standardizzato, tutto è pensato in relazione all’ospite. La sue è professionalità viva, che fa la differenza.

Accanto a lui, Federico Ambrosi, giovane sommelier di notevole competenza, sorprende per la libertà di pensiero e la profondità della conoscenza. La sua è una carta dei vini (soprattutto degli Champagne) mai prevedibile, architettata con intelligenza e gusto personale. Nessuna etichetta ostentata, nessuna scelta banale: qui il vino accompagna davvero la cucina e l’esperienza, con leggerezza e precisione.

Che trattamenti fare | Spa con ritmo e un massaggio per l’anima

La Mountain Spa non gioca al tempio del silenzio. È, dichiaratamente, H2O - la prima music spa delle Alpi, con dj set e musica che trasformano il relax in una forma di socialità controllata: si stacca la testa dai pensieri, non si diventa eremiti. Il percorso benessere combina interno ed esterno: infinity pool riscaldata anche d’inverno, saune, hot tubs, kneipp e la Bubble Room che si riempie di schiuma idratante. Qui il panorama (Ortles-Cevedale in vista, Presanella davanti) non è “sfondo”: è parte del trattamento.

Signature treatment: Foss Emotion. Burro fondente al karité e oli essenziali, con una costruzione olfattiva pensata per riequilibrare: verbena, neroli e melissa per la tranquillità e l’umore; mandarino rosso e agrumi per una gioia più profonda, meno euforica e più stabile. “Un massaggio per l’anima”: frase rischiosa, sì, ma qui è coerente con l’impianto. Chalet al Foss vende emozioni organizzate con metodo.

In conclusione, Chalet al Foss Alp Resort non è un hotel di montagna nel senso tradizionale. È un progetto che ha inventato ciò che mancava, assumendosi il rischio di essere riconoscibile. A giudicare da chi arriva fin quassù da tutto il mondo, quel rischio è diventato un modello.


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