Salta al contenuto

Il Lungomare Alfeo di Ortigia

Il Lungomare Alfeo di Ortigia
© Chiara Maggiore

Ortigia: l’antico gioiello della Sicilia orientale

Sicilia
Turismo
Viaggio

Ortigia porta con sé tutta l’essenza e l'orizzonte culturale del Mediterraneo e delle terre bagnate dalle sue acque cristalline. Uno scrigno prezioso dove si sono sedimentati secoli di storia e civiltà, il cui lascito vive ancora oggi in ogni edificio, monumento e angolo di strada. A Ortigia, infatti, occorre tenere gli occhi ben aperti: ciascun dettaglio dischiude un ricordo antico, un racconto sussurrato nel tempo.

Qualche siciliano forse direbbe che tutti i popoli che hanno conquistato la Sicilia ricercavano due cose soltanto: la luce del sole tutto l’anno e l’azzurro terso del mare. Le dinamiche storiche della colonizzazione delle terre del Mediterraneo sono, ovviamente, più complesse di così, e Ortigia sembra incarnarle tutte.

Quest’isoletta, collegata alla città di Siracusa attraverso due ponti, venne fondata dai greci nel 734 a.C., ma nei secoli assistette a svariate dominazioni, così come avvenne in tutto il Mediterraneo: venne conquistata dai romani, dagli arabi, dai normanni, dagli svevi e dagli angioini. Ognuno di questi popoli ha lasciato qualcosa di sé, un’impronta ben definita, donando a Ortigia un’identità multiforme, cangiante e malleabile come il tufo delle sue case.

Le tracce della presenza ellenica emergono già a partire dal tempio greco di Apollo, costruito all’entrata di Ortigia poco dopo la sua fondazione, i cui resti ben conservati danno il benvenuto ai suoi visitatori.

La piazza del duomo diventa l’emblema dei popoli che si sono succeduti nei secoli a Ortigia. Il suo pavimento bianco abbaglia riflettendo i raggi del sole, e diffondendo luce sugli edifici intorno. È qui che si impone la cattedrale di Siracusa, un vero e proprio incrocio di epoche e religioni: nacque in età ellenica come tempio dedicato alla dea Atena, più tardi fu convertita in una chiesa cristiana. Guardano alla piazza luminosa il palazzo Beneventano del Bosco, il palazzo Borgia del Casale e la chiesa di Santa Lucia alla Badia.

Lo spirito della dominazione araba, tra il IX e l’XI secolo, affiora nell’intreccio delle stradine del centro storico, fatto di cortili interni e vicoli stretti, balconi e portoni intagliati, contrasti taglienti di luci e ombre

Piazza Duomo
© Chiara Maggiore
Piazza Duomo

Il mare e altri simboli

A Ortigia il mare è una presenza costante che si intravede da qualsiasi angolo: dalle vie del centro, dalle finestre delle case, dagli spazi vuoti tra un edificio e l’altro. Un interessante punto di incontro tra la terraferma e l’acqua è il castello Maniace, edificato nel XIII secolo, come fortezza voluta da Federico II di Svevia. Il castello sorge sul lembo estremo dell’isola, affacciandosi direttamente sull’acqua. Il mare è protagonista di un altro dei simboli di Ortigia, la fonte Aretusa la cui acqua dolce proveniente dal sottosuolo incontra quella salata dello Ionio.

Secondo la leggenda greca fu creata dalla dea Artemide che trasformò in acqua dolce la ninfa Aretusa, per proteggerla dal dio Alfeo, che innamorato di lei, la perseguitava. Senza dubbio la fonte nasconde qualcosa di enigmatico: sulla terra bagnata dalle sue acque cresce spontaneamente il papiro, pianta tipica dell’Egitto. Come il papiro sia arrivato fin qui rimane ancora un mistero… Il racconto della leggenda di Aretusa ritorna nuovamente sul cammino dei visitatori di Ortigia, nelle sculture della fontana di Diana (Artemide per i greci), in piazza Archimede, costruita dallo scultore Giulio Moschetti agli inizi del Novecento.

Sull’isola di Ortigia la storia e la memoria si sovrappongono, strato dopo strato, sempre sotto il vigile sguardo del mare.

Fonte Aretusa
© Chiara Maggiore
Fonte Aretusa

La gastronomia: tra mercati, street food e aperitivo sul lungomare

A Ortigia i profumi e gli aromi della gastronomia locale conducono per mano i visitatori per le strade del centro, tra ristoranti, wine bar e trattorie dove poter gustare piatti tipici della cucina siciliana orientale.
Gli spaghetti alla siracusana raccontano a loro modo un pezzetto della storia della città. Sono preparati con ingredienti semplici, ma dal sapore deciso: acciughe, aglio e mollica abbrustolita, che dona al piatto una nota croccante. Secondo alcune ricostruzioni, le origini di questo piatto sono arcaiche e risalirebbero al mondo greco, ai cosiddetti “capelli d’angelo”, un’antica forma di pasta sottile considerata l'antenata degli spaghetti.

Non manca poi lo street food siciliano, che con la sua energia vivace movimenta il Mercato di Ortigia, a pochi passi dal tempio di Apollo e con il mare sullo sfondo. Qui si passeggia senza fretta, assaggiando un po’ di tutto: panini con pesce fresco, il coppo con le fritture di carne o pesce, formaggi, salumi e prodotti tipici come olive, pomodori secchi e la caponata. E naturalmente non possono mancare gli arancini, in tutte le loro varianti. Attenzione però: qui a Siracusa si chiamano al maschile — “arancini” — mentre a Palermo al femminile, “arancine”.

A Ortigia anche il dolce vuole la sua parte. C’è infatti un piccolo rituale che si svolge a tutte le ore del giorno: mangiare la granita di mandorle accompagnata dalla sua inseparabile brioche. È un’esperienza da fare così come lo fanno i siracusani: si inizia staccando il “tuppo”, la sommità della brioche, e lo si intinge nella granita. Poi si apre la brioche a metà e si continua a mangiarla immergendola nel bicchiere, insieme alla granita.

La giornata a Ortigia si chiude con una passeggiata sul Lungomare Alfeo, una strada che si affaccia sul mare e che dalla Fonte Aretusa si estende fino al Castello Maniace. Nel tardo pomeriggio, questa via si riempie di vita: tra bar e ristorantini accoglienti, ci si ferma per un aperitivo tra amici, mentre il sole pian piano tramonta sullo Ionio.

Frittura di pesce

Frittura di pesce

© Chiara Maggiore
Mercato di Ortigia

Mercato di Ortigia

© Chiara Maggiore

DOVE MANGIARE

Cortile Spirito Santo
Un cortile dall’atmosfera silenziosa e raccolta, nel centro di Ortigia. La cucina valorizza gli ingredienti siciliani, soprattutto il pesce.
Via Salomone, 21
+39 0931 181 5404

Ostaria
Piatti tipici rivisitati in chiave contemporanea, dove la carne fa da padrona. Ogni 60 giorni il menù viene aggiornato.
Via G. B. Perasso, 10/12
+39 0931 090740

Don Camillo
Ristorante storico di Ortigia, dove ogni piatto ha la sua storica e tradizione. Atmosfera raffinata ed elegante.
Via della Maestranza, 96
+39 0931 67133

Ristorante Regina Lucia
Affacciato su Piazza Duomo, è il posto ideale per una cena immersa nell’architettura barocca. Percorso gastronomico esclusivo.
Piazza Duomo, 6
+39 0931 22509


DOVE BERE

Cortile Verga
Cocktail bar nascosto in un cortile tra le vie strette di Ortigia, con ambiente ricercato e intimo.
Via Della Maestranza 33
+39 093161440

Il club
Tra i locali più frequentati di Ortigia, per una serata vivace e allegra, per aperitivi e dopocena.
Via Roma, 122
+39 334 920 1724

BOATS
Wine bar e bistrot, ottimo per un aperitivo con vini siciliani e antipasti da condividere.
Via dell'Apollonion, 5
+39 328 881 8373


DOVE DORMIRE

Grand Hotel Ortigia
Hotel storico e una delle strutture più iconiche di Ortigia, con vista sul porto e terrazza panoramica sul mare.
V.le Mazzini, 12
+39 0931 464600 

Grand Hotel Des Ètrangers
Uno degli hotel più esclusivi ed eleganti dell’isola. Con i suoi interni di lusso raffinati, si affaccia direttamente sul mare.
Via Passeggio Adorno
+ 39 0931 21543

Caportigia Boutique Hotel
Boutique hotel, dagli interni moderni e minimalisti, possiede un design contemporaneo e un’atmosfera di relax.
Viale Montedoro, 76
+39 0931 580576



Di più sull'argomento
1 / 12