Salta al contenuto

Se lo Champagne mette i jeans

Vino
Champagne
Moda
Milano
Degustazione

Domaine Alexandre Bonnet incontra il denim di Candiani a Milano per una degustazione esclusiva di Champagne dalla sua parcella più scoscesa.

Cosa c’entra lo Champagne con il denim? Molto, secondo la maison di Champagne Domaine Alexandre Bonnet e la firma milanese Candiani, specializzata proprio in questo specifico tessuto, che negli scorsi giorni hanno unito le forze per una degustazione di bollicine molto particolari.
Nei calici serviti presso gli spazi del Candiani Custom di Milano è arrivata La Forêt, la parcella più scoscesa della tenuta, in tre espressioni che ne raccontano il terroir, con esposizione in pieno sud, e le caratteristiche delle uve da vecchie viti di Pinot Noir.

DIVERSA IDENTITÀ, STESSA FILOSOFIA

Sebbene l’accostamento possa sembrare azzardato, le due realtà, che operano in ambiti totalmente differenti – il vino e la moda – hanno in comune più di quanto possa sembrare.
Si tratta infatti di due culture del fare, quella dello Champagne e quella del tessile, che a Les Riceys come a Robecchetto – sede storica di Candiani – si fondano su una qualità che nasce dal territorio e dal lavoro rispettoso dell’uomo. Radici solide, attenzione alla sostenibilità e una visione artigianale della qualità, per cui l’eccellenza non si ostenta, ma si coltiva. È questa l’affinità di pensiero che ha portato Domaine Alexandre Bonnet, maison simbolo della Côte des Bar a scegliere Candiani come partner per la speciale degustazione dedicata a La Forêt, parcella dalle caratteristiche a dir poco singolari.

© Domaine Alexandre Bonnet

LA FORÊT, 45°, SOLE ED ESPRESSIVITÀ

Con i suoi 45° di inclinazione, è l’appezzamento più scosceso del Domaine, esposto a sud e coltivato a Pinot Noir da oltre 50 anni.
Nell’appuntamento di degustazione “Dal cru al selvedge”, Arnaud Fabre, presidente del Domaine, ha presentato tre espressioni emblematiche del suoi Pinot Noir: La Forêt Blanc de Noirs 2020, Les Contrées Rosé de Macération 2019 e Rosé des Riceys 2021. «Questi vini sono il risultato della cura di un vigneto cinquantennale che consacra un pezzo di storia di Les Riceys – racconta Fabre – La vocazione de La Forêt ci ha messi alla prova, con i suoi 45° di inclinazione e la sua esposizione inusuale, ma è una sfida che ci ha pienamente ripagati del lavoro di questi ultimi anni».

A orientare il lavoro in cantina, un approccio, fondato sull’osservazione e sulla fedeltà al territorio, che ha condotto alla definizione di uno stile distintivo, oggi riconosciuto dalle più autorevoli voci del mondo del vino. Ne è un esempio la Place de Bordeaux, la più antica e prestigiosa selezione di fine wine al mondo, che ha scelto di includere La Forêt Blanc de Noirs 2020 tra le sue etichette d’eccellenza per l’en primeur. Un debutto che è il risultato di un percorso coerente in ogni suo passo.

© Domaine Alexandre Bonnet

Di più sull'argomento
1 / 12