Director’s choice: sei resort in Piemonte da vivere almeno una volta nella vita
Il Piemonte è una terra che non smette di sorprendere. Langhe, Roero e Monferrato compongono un mosaico di paesaggi unici, dove nascono vini leggendari e si è affinata un’arte dell’accoglienza raffinata. Con questa Director’s Choice desidero condividere con voi, lettrici e lettori, una selezione personale di resort che a mio avviso rappresentano il meglio dell’incontro tra vino, design e ospitalità.
Monvì Relais (Costigliole d’Asti, Monferrato)
Design soft, benessere autentico
Non Langhe ma Monferrato: il Monvì si trova a Costigliole d’Asti, con vista sui vigneti di proprietà e sul borgo, regalando panorami mozzafiato e tramonti indimenticabili dalla piscina. La vocazione è quella del wellness, senza mai cadere in un décor eccessivo. Camere luminose (otto più due appartamenti), piscina panoramica e una piccola area termale con idromassaggio, bagno turco e sauna. È il rifugio ideale per chi desidera rallentare senza rinunciare a un tocco di contemporaneità, tra colazioni lente e i silenzi delle colline UNESCO. A completare l’esperienza i vini di Emanuele Gambino, quarantenne di precisione quasi maniacale che ha fondato da pochi anni il proprio brand, sostenuto dalla famiglia che da generazioni commercia trattori in Piemonte. Da non perdere la sua interpretazione di Sauvignon e Nebbiolo.
Relais Le Marne – Mura Mura (Montegrosso/Costigliole d’Asti)
La “slow life” dei fondatori di Grom
Mura Mura è il progetto agricolo di Federico Grom e Guido Martinetti: vigne, orti e una cantina che racconta pulizia, rigore e un approccio comunicativo molto contemporaneo. L’ospitalità si esprime nel Relais Le Marne, un relais d’arte e sport tra Langhe e Monferrato, con percorsi dedicati anche ai ciclisti e un’estetica curata senza leziosità. È un’idea di campagna moderna: essenziale, rispettosa, personale. Da sottolineare la piscina olimpionica interna e il ristorante dell’azienda “Radici”. Le stanze sono spaziose, tecnologiche (dalle persiane al climatizzatore, fino alle luci soffuse) ma sempre con un tocco personale. Indimenticabile la “Dimora dei poeti”, composta da quattro Suite e una Deluxe. La Suite di Cesare Pavese, nella quale ho avuto la fortuna di soggiornare, conserva la sua penna e scritti originali: un’emozione pura. E da bere? Il loro Grignolino “Garibaldi”.
Dai Grésy (Langa, crinale di Monte Aribaldo)
Vivere dentro il Barbaresco
L’agriturismo Dai Grésy è la porta d’accesso “di casa” al mondo dei Marchesi di Grésy: siamo sul crinale di Monte Aribaldo, tra Barbaresco e Treiso, con camere che si affacciano sui filari e un ritmo di ospitalità che segue le stagioni della vigna. D’inverno, con le Alpi innevate e una giornata limpida, la vista che si gode da qui è tra le più suggestive delle Langhe. Bello l’esterno, ma non meno affascinante l’interno, con una spa intima al piano terra che offre sauna e spazi di relax perfetti per il viaggiatore sofisticato. A questo si aggiungono degustazioni, passeggiate e quel senso di famiglia che rende ancora più vicini e leggibili i grandi vini dei Marchesi, che stimiamo profondamente.
Cascina Galarej (Serralunga d’Alba)
La dimensione contemporanea di Fontanafredda
Nel Villaggio Narrante di Fontanafredda, Cascina Galarej è un wine resort 4★ con spa sospesa sui vigneti: camere essenziali ma ampie, in particolare la padronale al centro del primo piano della cascina, su due livelli — una delle stanze più belle in cui abbia mai soggiornato. Linee pulite, materiali di altissima qualità, piscine interna ed esterna e la possibilità di muoversi a piedi tra cantine storiche e ristorazione d’eccellenza. È la scelta perfetta per chi desidera coniugare cultura del Barolo e delle Langhe, benessere e mobilità dolce. Il villaggio offre inoltre il bosco più grande delle Langhe, una fontana scenografica, un ristorante stellato e numerose attività per ospiti interni ed esterni, soprattutto nei weekend. Ci si potrebbe restare un anno intero senza annoiarsi.
Relais Poderi Luigi Einaudi (Dogliani)
Eleganza sobria e vista sulle Alpi
Qui il tempo scorre con un passo diverso. Il Relais dei Poderi Einaudi è un indirizzo a Dogliani — forse il meno battuto di questa selezione — che unisce memoria e misura: dieci camere arredate con mobili di famiglia, una piscina panoramica a forma di bottiglia che si apre sulla corona delle Alpi e visite a una delle cantine più solide del Piemonte. L’ospitalità è meditata, classica, senza orpelli, e racconta storie di presidenti della Repubblica, di politica e di successi imprenditoriali. Ma anche di un futuro prospero, custodito dai fratelli Sardagna, padroni di casa cordiali e appassionati.
Villa Sparina Resort (Gavi)
Ospitalità completa, cucina d’autore
Tra le colline del Gavi, Villa Sparina è un wine resort compiuto: hotel, cantina e il ristorante La Gallina, selezionato da Falstaff, con cucina regionale in chiave contemporanea e una carta vini ampia e curiosa. Le antiche cantine, la terrazza e i giardini compongono un soggiorno che resta impresso nella memoria. In una zona meno battuta dal turismo rispetto alle Langhe, il resort è un toccasana, proprio come i suoi vini a base Cortese, riconoscibili per la forma iconica della bottiglia, e la Barbera di grande carattere, che meriterebbe più attenzione. Da non perdere — e seguite le galline.