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© Alessandro Fontanari

L’anima toscana che s’innamora della Sicilia

Vino
Sicilia
Masterclass

Feudo Maccari: tra le colline di Noto, il Grillo e il Nero d’Avola diventano un racconto di famiglia.

Sulle colline assolate che guardano il mare di Noto, Feudo Maccari racconta una storia d’amore tra due terre: la Toscana dei Moretti Cuseri e la Sicilia più autentica. Una tenuta di circa 250 ettari - di cui circa 40 vitati - in cui le piante di Grillo e Nero d’Avola affondano le radici in suoli calcarei e sabbiosi, accarezzati dai venti africani.

Quando la famiglia – già proprietaria di Tenuta Sette Ponti, Poggio al Lupo e Orma – approdò qui, vent’anni fa, il Grillo era quasi assente in quest’angolo sud-orientale dell’isola. Oggi, grazie al loro intuito, è diventato un simbolo di rinascita enologica per Noto, capace di unire tensione, eleganza e salinità.

Per celebrare questo percorso e condividere la propria visione enologica, Feudo Maccari ha organizzato una Masterclass esclusiva nella tenuta di Noto, coinvolgendo esperti, giornalisti e appassionati del vino. Un’occasione per raccontare da vicino l’identità dei propri vini e la loro profonda connessione con il territorio siciliano.

Una cena stellata nel cuore del Feudo

La vigilia della masterclass è stata un viaggio sensoriale affidato alle mani del bistellato Ciccio Sultano, ambasciatore della cucina siciliana contemporanea. Prima nel cortile e poi nella sala ricevimenti della tenuta, lo chef ha costruito un percorso che ha dialogato perfettamente con i vini di casa.

Dal gioco ironico del “Volevo essere fritto” alla tartelletta Sicilia, fino alla “caprese di cuore” e agli spaghetti mon amour con mitili e finocchietto selvatico, ogni piatto è diventato un omaggio alla materia prima dell’isola, esaltato dalle note minerali dei Grillo Family & Friends 2024 e Firraru 2023.

Il crescendo è arrivato con la pluma di maialino Nero dei Nebrodi, avvolta da profumi balsamici e speziati che hanno trovato eco nel Saia 2021, e si è chiuso con un (o meglio, più di un) cannolo di ricotta vaccina abbinato al Sultana 2014 Passito.

Un incontro che ha reso evidente come il dialogo tra alta cucina e terroir siciliano possa trasformarsi in un racconto di autenticità e ricerca.

Un viaggio tra 18 calici

L’indomani, sotto la guida di Cristina Mercuri, si è svolta la masterclass “La visione del Grillo e del Nero d’Avola della famiglia Moretti Cuseri”.
Diciotto annate, dieci di Grillo e otto di Nero d’Avola, hanno tracciato un percorso di evoluzione e identità.

Si è partiti dal Grillo più fresco e giovanile – Olli 2024 – per arrivare ai Family & Friends (dalla 2024 alla 2015) e infine al Firraru, cru che esprime l’anima più profonda di Noto.

Il Grillo è stato la nostra sfida perché nessuno lo aveva ancora vinificato qui. Oggi sappiamo che può affrontare il tempo con grazia e complessità, come i grandi bianchi di Borgogna.

ha spiegato Amedeo Moretti Cuseri.

La degustazione ha messo in luce l’evoluzione stilistica dell’azienda: uso sempre più fine del legno, maggiore attenzione alle tostature leggere e un approccio che punta a esaltare salinità e precisione. L’annata 2022 si è imposta per equilibrio e brillantezza, mentre la 2021 ha mostrato la forza della maturità e del calcare di Noto.

© Alessandro Fontanari
CURIOSITÀ

I vini prodotti da singoli vigneti (Firraru, Saia, Guarnaschelli, Sultana) devono il loro nome al precedente proprietario - o a un aneddoto a lui legato - di quel particolare vigneto.

Una scelta particolare del Dott. Antonio Moretti che ha voluto mantenere intatta la memoria di coloro che si sono presi cura della terra prima di lui.

Il rosso che parla siciliano

Con il Nero d’Avola, Feudo Maccari riscopre la classicità dell’isola con un linguaggio moderno. La verticale ha abbracciato Saia (2010, 2015, 2018, 2022) e le selezioni di vigna Guarnaschelli e Sultana (2022 e 2023). Due cru nati da terreni diversi: il primo, più scuro e vulcanico, regala ampiezza e calore mediterraneo; il secondo, più calcareo e in pendenza, privilegia slancio, acidità e rigore minerale.

Come ha spiegato Mercuri,

Guarnaschelli è un abbraccio, Sultana una linea retta verso il mare.

Due anime che raccontano la stessa Sicilia con timbri opposti, come due strumenti di un’unica orchestra enologica.

Sole, vino e arancini d’autore

L'esperienza si è chiusa nel cortile della tenuta, sotto un sole ottobrino generoso. Nel menu del lunch, i sapori popolari della Sicilia reinterpretati con finezza: arancini all’astice, pesce spada in crosta di pistacchi, pasta alla Norma scomposta. Un finale conviviale che ha unito produttori, esperti e amici del vino, suggellando l’incontro tra la visione toscana e l’anima siciliana della famiglia Moretti Cuseri.

Le annate in degustazione
Grillo

Olli 2024

Family & Friends 2024

Family & Friends 2023

Family & Friends 2022

Family & Friends 2021

Family & Friends 2018

Family & Friends 2015

Firraru 2023

Firraru 2022

Firraru 2021

Nero d'Avola

Saia 2022

Saia 2018

Saia 2015

Saia 2010

Vigna Guarnaschelli 2022

Vigna Guarnaschelli 2023

Vigna Sultana 2022

Vigna Sultana 2023

Nel cuore della Val di Noto si trova la cantina Feudo Maccari, pittorescamente circondata da uliveti secolari, cactus di fico d'India e agrumeti. Qui i terreni sono calcarei e i...
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Alessandro Fontanari
Alessandro Fontanari
Responsabile di redazione
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