Tenuta Sant'Antonio a Vinitaly: nuovi vini e un volto nuovo
Dalla Valpolicella Orientale arrivano a Verona un nuovo Amarone, il restyling di due etichette storiche e la linea Dea by Scaia: la cantina dei fratelli Castagnedi porta a Vinitaly 2025 una proposta che guarda al futuro senza perdere il filo con il territorio.
Nella gamma di Tenuta Sant'Antonio c'era uno spazio vuoto tra due Amarone già affermati — il Campo dei Gigli e l'Antonio Castagnedi — e la cantina ha deciso di riempirlo. Il nuovo Amarone della Valpolicella si posiziona esattamente lì, nella fascia alta, con una proposta che punta su profondità ed eleganza senza rinunciare a un'identità territoriale precisa. A distinguerlo visivamente anche una bottiglia serigrafata, scelta non solo estetica ma quasi dichiarazione d'intenti: questo vino vuole essere riconoscibile.
Nanfré e La Bandina cambiano pelle — e non solo
Il restyling di La Bandina Valpolicella Superiore e del Nanfré Valpolicella non è un semplice aggiornamento grafico. Nel caso del Nanfré, cambia anche il vino: l'evoluzione stilistica spinge verso una bevibilità più immediata, una lettura del Valpolicella meno strutturata e più quotidiana. Un segnale che molte cantine stanno mandando al mercato in questo momento, e che a Colognola ai Colli hanno scelto di rendere esplicito.
Dea by Scaia: quando il brand si sdoppia
La novità più interessante sul piano strategico è probabilmente Dea by Scaia, nuova linea che nasce all'interno dell'universo Scaia ma con un'identità visiva autonoma, pensata per un pubblico più giovane e internazionale. Debutta con due etichette:
- Dea by Scaia Bianco — Garganega e Chardonnay
- Dea by Scaia Rosso — Corvina
L'operazione ricorda un movimento che si vede sempre più spesso nel settore: usare un brand consolidato come garanzia di qualità, ma costruire attorno a esso un linguaggio nuovo per non cannibalizzare il posizionamento esistente.