Cantina Tramin presenta Epokale 17: l'etichetta che sussurra al Gewürztraminer
L’azienda di Termeno in Alto Adige svela l’annata 2017 del Gewürztraminer Spätlese, vertice qualitativo della varietà e del suo potenziale evolutivo. Un’etichetta con 97 punti Falstaff nella nuova Guida Vini 2026.
Difficilmente in Italia si trovano due persone con una passione per il Gewürztraminer superiore a quella di Willi Stürz e di Wolfgang Klotz, rispettivamente direttore tecnico e direttore commerciale della Cantina Tramin in Alto Adige. In particolar modo, l’enologo Willi Stürz, ormai conosce del Gewürztraminer ogni aspetto, ogni dettaglio, ogni sfaccettatura, riuscendo a interpretarlo annata dopo annata.
Tutte le possibili letture di questo vitigno, e non solo, prendono forma, in cantina, nelle diverse etichette firmate da Cantina Tramin, la cooperativa di Termeno che riunisce circa 300 conferitori per un patrimonio vitato di circa 270 ettari. Da anni qui si persegue un progetto enologico incentrato sull’eccellenza dei grandi bianchi di montagna e la prima piena affermazione arriva appunto con il Gewürztraminer, tanto da valere alla cantina il riconoscimento di “Casa del Gewürztraminer”.
Negli ultimi anni il focus si è esteso anche allo Chardonnay, vitigno che in alta quota sta mostrando un potenziale straordinario. Questo percorso prende avvio con Stoan (prima annata 2005) e culmina nella nascita di Troy (prima annata 2015), Chardonnay Riserva di matrice alpina proveniente da vecchie vigne in quota. Alla collezione si aggiungono interpretazioni alpine di altri vitigni poliedrici: Unterebner esprime la finezza del Pinot Grigio d’altura; Maglen valorizza il Pinot Nero da parcelle storiche vocate; Urban propone una lettura contemporanea del Lagrein da vecchie vigne.
Ma ormai è il Gewürztraminer che l’enologo Willi Stürz porta ai massimi livelli internazionali, in particolare nelle versioni secche. Icona di questo approccio è Epokale, maturato sette anni nella miniera di Ridanna. Altro simbolo della cantina è Nussbaumer. Completano il quadro le vendemmie tardive, tra cui spicca Terminum Gewürztraminer, proveniente da un vigneto naturalmente riparato che favorisce lo sviluppo della botrytis nobile.
EPOKALE 17
C’è sempre, in ogni cantina, un’etichetta che diviene più rappresentativa di altre. Nel caso di Tramin sul primo gradino del podio, troviamo senza dubbio Epokale. La prospettiva di evoluzione superiore ai vent’anni, l’invecchiamento in miniera, la produzione ridottissima (2.150 bottiglie) e la distribuzione mirata ne spiegano la sua dimensione di “vino culto”, ricercato dai collezionisti.
Pochi giorni fa a Firenze è stata presentata l’annata 2017 a Borgo San Jacopo, il ristorante fine dining di altissimo profilo dello chef Claudio Mengoni, parte della Lungarno Collection della famiglia Ferragamo.
Willi Stürz ci ha raccontato le caratteristiche più importanti di Epokale 17. «L’annata si è distinta per rese contenute e per una raccolta avvenuta a ottobre inoltrato, leggermente più tardiva rispetto agli anni precedenti, così da cogliere grappoli in lieve surmaturazione. Dal 2015 abbiamo scelto di tornare a uno stile più abboccato e intenso, perché una maggiore concentrazione, e il suo equilibrio con l’acidità, consente di esprimere al meglio il vitigno in termini di ampiezza e finezza aromatica, struttura, armonia complessiva e straordinaria capacità evolutiva»
I numeri sono chiari: 66 g/l di zuccheri residui e pH 3,7. Un residuo così elevato necessita tuttavia di un tempo più lungo per trovare la propria armonia in bottiglia. Per questo la permanenza in miniera è stata estesa da sei a sette anni. Epokale 2017 è rimasto infatti a maturare nella miniera di Ridanna Monteneve (Bolzano), a circa 2.000 metri di quota, in condizioni stabili di buio, umidità e temperatura.
Interessante scoprire come ciò che per Cantina Tramin era ormai un convincimento empirico, maturato attraverso decenni di osservazioni e sperimentazioni sull’evoluzione aromatica del Gewürztraminer, trova oggi riscontro scientifico nello studio condotto da un team della Fondazione Edmund Mach, coordinato dal professor Fulvio Mattivi. La ricerca ha approfondito la composizione chimica dell’uva Gewürztraminer e i meccanismi di trasformazione aromatica nel tempo, in particolare il ruolo dei monoterpeni, responsabili di note di rosa, noce moscata, mango, litchi ed erbe essiccate. Molte di queste molecole si liberano gradualmente negli anni, attraverso processi chimici ed enzimatici lenti, aumentando complessità e profondità del vino. È questa peculiarità che rende il Gewürztraminer uno dei rari bianchi non solo in grado di resistere al tempo, ma di accrescersi qualitativamente con l’invecchiamento.
Da segnalare, infine, il vino dolce Epokale Spätlese Gewürztraminer Südtirol DOC annata 2017 della Cantina Tramin, valutato per la Guida Vini 2026 Falstaff da Othmar Kiem e Simon Staffler con 97 punti.