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Un rooftop tra storia e fine dining: a Roma Enrico Bartolini apre QUID

Fine Dining
Roma
Notizie sui ristoranti

Il nuovo progetto di Allianz Italia trasforma la terrazza di Palazzo Marignoli in un indirizzo di alta ristorazione dove gastronomia, design e percorso museale si intrecciano in un’unica esperienza.

Nel centro storico di Roma prende forma QUID – Unique Italian Dining, una nuova terrazza dedicata all’alta cucina affacciata su Piazza San Silvestro. Il progetto, promosso da Allianz Italia, verrà inaugurato il 5 maggio e punta a ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama gastronomico cittadino, con una proposta che unisce cucina, arte e lifestyle.

Le firme dietro il progetto

Dietro QUID c’è una collaborazione già rodata: quella tra Allianz e il team di Enrico Bartolini, lo chef stellato più premiato d’Italia, affiancato qui dallo chef colombiano Juan Camilo Quintero. Una sinergia che oggi si traduce in un nuovo capitolo romano, dove tecnica e visione internazionale trovano un terreno fertile.

Juan Camilo Quintero ed Enrico Bartolini
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Juan Camilo Quintero ed Enrico Bartolini

All’interno di un palazzo storico

La scena è quella del rinnovato Palazzo Marignoli, edificio storico trasformato in hub contemporaneo. Il ristorante si sviluppa tra spazi interni e un ampio rooftop panoramico con vista sulla città, affiancato da percorso museale “verticale” che attraversa i sei piani del palazzo e accompagna l’esperienza gastronomica con installazioni artistiche.

In dialogo con la tradizione

Il progetto di fine dining si muove su un equilibrio calibrato: da un lato il rispetto per la tradizione locale, dall’altro un linguaggio attuale, aperto a contaminazioni. La cucina dello chef Quintero costruisce un racconto che tiene insieme ricerca e immediatezza, con un approccio essenziale che punta a sottrarre più che ad aggiungere, lasciando spazio alla materia prima.

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Un menu in tre atti

La proposta gastronomica si distingue per una struttura chiara e dinamica. Niente rigidità: si può scegliere tra percorsi degustazione, opzioni stagionali o piatti à la carte. La carta è organizzata in tre atti: antipasti creativi e diretti, primi piatti identitari tra paste, risi e zuppe, secondi essenziali, eseguiti con precisione.

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A completare, un menu che segue il ritmo delle stagioni – con pesce protagonista d’estate e carne in autunno – e una chiusura affidata a dessert di pasticceria espressa. I formaggi, invece, abbandonano il carrello classico per trasformarsi in preparazioni più contemporanee.

 

Il risultato è un’esperienza fluida, dove ogni elemento – dal piatto al contesto – contribuisce a definire un racconto gastronomico riconoscibile.



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