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© Cantina Terlano

Un viaggio nel Tempo con Terlaner

Vino
Alto Adige
Vino bianco

Nella suggestiva cornice dello Château Lascombes a Margaux, la Cantina Terlano ha recentemente organizzato una straordinaria degustazione verticale di vini bianchi. A una selezionata cerchia di critici provenienti da Francia, Regno Unito e Italia, i produttori altoatesini hanno presentato una collezione di etichette storiche, risalente fino agli anni '50.

«È incredibile!» ha confessato un giornalista parigino al termine della degustazione. «Partecipo spesso a degustazioni verticali, ma quasi sempre di vini rossi. Non avevo mai assistito a una verticale di vini bianchi — e certamente non con una profondità simile.» In effetti, degustare vini bianchi in verticale, soprattutto su un arco di diversi decenni, è una rarità assoluta.

Su invito di Axel Heinz, ex direttore generale di Ornellaia in Toscana e, da luglio 2023, alla guida dello Château Lascombes, classificato come Deuxième Cru, il responsabile commerciale Klaus Gasser e l’enologo Rudi Kofler si sono recati a Bordeaux. Nel loro bagaglio hanno portato 12 vini straordinari: Terlaner Nova Domus Riserva delle annate 2021, 2013, 2003 e 1998; Terlaner Rarity 2008, 1991 e 1979; Terlaner delle annate 1966 e 1955 e, infine, come gran finale, Terlaner Primo Grande Cuvée 2013, 2019 e 2021. Il Terlaner è una cuvée tipica della zona, composta da Pinot Bianco, Chardonnay e una piccola percentuale di Sauvignon Blanc. 

© Cantina Terlano

L’apertura della degustazione è stata affidata a un flight di quattro annate di Nova Domus Riserva, in cui hanno brillato in particolare la 2021 e la 1998. L’enologo Rudi Kofler ha raccontato che, al momento del debutto, l’annata 1998 era considerata quasi invendibile per la sua spiccata acidità. Oggi, a oltre 25 anni di distanza, questo vino sorprende per la sua straordinaria freschezza e tensione.

La degustazione è proseguita con i vini della collezione Rarity, che subiscono un primo affinamento in grandi botti di legno, per poi riposare almeno un decennio in serbatoi orizzontali di acciaio. La 2008 si è presentata in condizioni eccellenti, ma è stato il Rarity 1979 – la prima annata di questa serie, lanciata nei primi anni ’90 – a dimostrare un’impressione durata.

A catturare l’attenzione, infine, sono stati due vini provenienti dall’archivio storico della cantina. Il Terlaner 1966 si è confermato un vero monumento enologico: profuma di pasta di olive, camomilla e arancia, mentre al palato si distingue per la sua vibrante presenza. Più evoluto, invece, il Terlaner 1955, che rivela note di olio di lino, funghi e mandorle salate, evocando le caratteristiche di un Marsala secco. Considerando i suoi quasi 70 anni, il vino ha offerto una performance sorprendente

La degustazione si è conclusa con una trilogia di Terlaner Primo Grande Cuvée, un vino che rappresenta l'ambizione di Terlano di dimostrare come i suoli e il clima unici dell'Alto Adige possano dare vita a un vino bianco di livello internazionale, oltre a garantire una straordinaria capacità di invecchiamento.

Dopo oltre dieci anni di esperienza — la prima annata di Terlaner Primo risale al 2011 — si può dire con certezza che il progetto ha raggiunto pienamente i suoi obiettivi, confermando la vocazione del territorio per l’eccellenza enologica.

In degustazione, le annate 2019 e 2021 hanno brillato particolarmente, confermando ancora una volta i 100 punti assegnati da Falstaff. 


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Othmar Kiem
Othmar Kiem
Direttore Falstaff Italia
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