Il gusto della fortuna: cibi e riti di Capodanno nel mondo
Piatti benauguranti e rituali: un viaggio gastronomico tra lenticchie, uva, dolci e piatti iconici, dove usanze e sapori invocano prosperità e abbondanza. Il significato dei cibi spalanca le porte al desiderio di un nuovo anno fortunato.
Un momento sospeso, una soglia simbolica da attraversare, una ritualità che è guardare oltre, con gioia, speranza e gusto. Il passaggio dal vecchio al nuovo anno si attraversa con tradizioni diverse – che, a ben guardare, sembrano assomigliarsi - in tutto il mondo. Spesso sono riti e gesti che parlano di cibo.
Tra il 31 dicembre e il 1° gennaio di ogni anno la convivialità diviene un modo per dialogare con il destino che si aspetta e il Capodanno diventa anche un atlante gastronomico: alle diverse latitudini, ingredienti e cibi sono metafora di altro e i sapori invocano prosperità.
Insomma, diciamolo: andiamo tutti alla ricerca del gusto della fortuna, con cibi che diventano talismani, nel desiderio di assaporare qualcosa che ci proietta in un nuovo anno carico di buona sorte e benessere. E se l’anno che se ne va non è stato dei migliori, concedersi prelibatezze è anche consolatorio. Così, tra lenticchie e brindisi carichi di bollicine, uva e caviale si corteggia l’abbondanza, si augura salute e si concede all’anno nascente un ingresso sontuoso, illuminato da un tocco - o infiniti tocchi - di lusso.
Cibi portafortuna: un linguaggio universale
Le lenticchie italiane adagiate nei piatti come piccole monete; l’uva mangiata al ritmo dei rintocchi delle campane spagnole; il pane di mais del Sud degli Stati Uniti, dorato come un lingotto. Tutto promette sogni, con i frammenti di un racconto collettivo che intreccia globalmente identità e auspici, memoria e futuro. Non esiste gerarchia tra l’umile e il sontuoso. Un cucchiaio di legumi può avere la stessa forza evocativa di un menu dorato orchestrato da uno chef stellato. Ciò che conta è l’intenzione: il gesto di affidare al cibo il compito di trasformare un semplice pasto in un rito di passaggio e il bisogno umano di credere che un ingrediente – ma anche un gesto legato al cibo - possa portare fortuna, custodire un auspicio, aprire la strada a un anno più generoso.
Lenticchie e melograni simboli di prosperità
In Italia – ma anche in Brasile e altri paesi del Sud America - la fortuna arriva a tavola sotto forma di legumi: le lenticchie, come piccole monete, sono augurio di ricchezza. Accanto, non mancano il cotechino o lo zampone, simboli di abbondanza. Le bollicine, leggere e inarrestabili, spesso li accompagnano a rappresentare l’energia vitale. Se la pasta conclusiva del Cenone vi appartiene e cucinate gli spaghetti, non spezzateli per alcun motivo; non bisognerebbe farlo mai, neppure nel resto dell’anno, ma qui la pasta intera diventa segno di un anno lungamente prospero.
Sulle tavole italiane non manca neppure il melograno, per proteggersi dai guai: inonda i piatti ma si può anche disporre a tavola; persino portarlo in dono è di buon auspicio. Del resto, il rosso è il colore da indossare a San Silvestro, tra passione e prosperità. In Grecia è caratteristica la “rottura del melograno”: chi entra in una casa il giorno di Capodanno è chiamato a spaccarlo sul pavimento; più chicchi si spargeranno, maggiore sarà la fortuna. E se rosso deve essere, allora sia, anche in Germania, con la tradizionale bevanda tedesca di Capodanno, la Feuerzangenbowle: punch caldo e scenografico preparato con vino rosso speziato e un cono di zucchero imbevuto di rum, che viene incendiato così da caramellarsi e colare lentamente nel vino.
Capodanno tra uva, mele e tradizioni secolari
Dodici chicchi d’uva, uno per ogni rintocco della mezzanotte, sono il rito semplice della Spagna. Nei 12 secondi prima del nuovo anno vanno mangiati 12 chicchi d’uva, uno per ogni secondo, ed esprimere un desiderio per ogni mese dell’anno. Insomma, una corsa al gusto della fortuna, per poi fare un brindisi con un tintinnio di bicchieri per tre volte.
Il 12 è uno dei numeri portafortuna più gettonati in tutto il mondo. A Caracas, in Venezuela, le campane della cattedrale suonano 12 volte a mezzanotte dell'anno nuovo. Nelle Filippine si mettono a tavola 12 frutti rotondi: anche in questo caso, a ricordare la forma delle monete. La tradizione dei chicchi d’uva nella notte di San Silvestro avvolge anche Napoli e l’influenza del dominio spagnolo si è diffusa in tutta Italia. In Repubblica Ceca è la mela il frutto che accompagna nel nuovo anno. Se ne taglia una a metà e la si osserva: se al centro appare una croce l'anno nuovo porterà qualche grattacapo, se mostra una stella sarà un anno positivo.
Pane, monete e dolci: rituali di fortuna nel mondo
Bussare alle porte portando pagnotte è il gesto dell'Irlanda per portare fortuna. Un rito che si ripete anche altrove, talvolta con una moneta infilata all’interno dell’impasto: chi la trova sarà fortunato. In Grecia è la vassilopita, la torta di pan dolce con arancia, preparata proprio per il primo giorno del nuovo anno, ad accogliere monete benaugurali. Il suo taglio segue un rito che si tramanda in famiglia.
Capodanno “porta guadagno” anche nel Sud degli Stati Uniti con la Hoppin’ John, preparazione di riso, piselli dall’occhio e pancetta. In alcune case, viene nascosta una moneta nella pentola: chi la trova avrà un anno particolarmente fortunato. Il piatto viene accompagnato da cavolo riccio o verza, verdi come i dollari e con il pane di mais, che richiama l’oro. E infatti, in molti paesi del Centro America il colore dell’ultimo dell’anno non è il rosso ma il giallo.
Nei Caraibi ancora meglio: qui il colore è propiziatorio ma si sceglie. Vestirsi di verde sarà d’auspicio per buoni affari, indossare il rosso offrirà un brillante futuro, il giallo porterà fortuna nel lavoro e il bianco sarà invece d’auspicio per 365 giorni in salute. Un bianco che prevale in Brasile, dove l’anno nuovo di sovente si attende sulle spiagge e il bagno a mezzanotte, con il salto di 7 onde, è un rito.
Il lusso porta bene: oro, caviale e piatti che brillano di auspici
Il lato più lussuoso del Capodanno si veste d’oro. I ristoranti propongono menu di fine anno che sembrano gioielli gastronomici: caviale, aragosta, tartufo bianco, dessert impreziositi da foglia d’oro. Il lusso è un modo per evocare abbondanza, celebrare la vita e augurarsi un anno nuovo generoso.
In Francia fois gras, ostriche e champagne accompagnano il Réveillon. Non sorprende che molte tradizioni culinarie legate al Capodanno includano ingredienti o preparazioni che richiamano il colore giallo-oro: il miele, il mais, lo zafferano, i dolci glassati, le croste lucide delle carni arrosto. L’oro è un linguaggio: un modo per dire “che l’anno sia luminoso”. Ed è il colore del brindisi globale alla fortuna, non di rado affidato a bottiglie preziose.
Asia: soba, rintocchi e piatti di rinascita e armonia
In Asia si celebrano abbondanza, rinascita e armonia. Il toshikoshi soba, “soba del passaggio dell’anno” in Giappone è un piatto di spaghetti di grano saraceno: la forma lunga dei noodles rappresenta longevità, mentre la loro fragilità ricorda la capacità di lasciar andare le difficoltà dell’anno passato. Il primo giorno dell’anno si apre con l’osechi ryōri, una collezione di piccole preparazioni, ognuna con un auspicio diverso. Alla mezzanotte del 31 dicembre nei templi buddhisti risuonano 108 rintocchi di campana.
In Corea del Sud il tteokguk, una zuppa di sottili tteok di riso, è il piatto che segna ufficialmente l’ingresso nell’anno nuovo. Mangiarlo significa “invecchiare di un anno” e acquisire saggezza. E a qualsiasi latitudine, non dimenticavi: il vischio vale anche a inizio anno e un bacio ha sempre il suo gusto.