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© Myriams Fotos (Pixabay)

Champagne per le feste: dieci bollicine sorprendenti

Champagne
Natale
Natale 2024

Alzare i calici verso il cielo è un gesto universale, un rito che attraversa epoche e culture per augurare salute e prosperità. Farlo con lo champagne trasforma un momento ordinario in uno esclusivo, meglio ancora se con un prodotto dalla forte personalità.

Nonostante i progressi tecnologici, la nascita di una bottiglia di champagne è un lavoro ancora ampiamente manuale, fatto di savoir-faire e gesti messi a punto nell’arco di tre secoli.

Il fascino non si limita ai nomi canonici delle maison più celebri. Esistono infatti piccole cantine indipendenti, meno conosciute ma altrettanto interessanti, che producono champagne di carattere, in un accattivante quadro di variazioni stilistiche. Non serve spendere per forza un capitale, ma è fondamentale saper scegliere. Ecco a voi un’accurata selezione di dieci champagne per le festività lontana dai cliché dei soliti nomi.

PICCOLI VIGNERON, GRANDE TEMPERAMENTO

BOLIEU - L’ISTANT B 2014

Non vi aspettate un classico Blanc de blancs, qui ci troviamo a Bassuet, nella poco conosciuta Côte de Vitryats, zona assimilata alla Côte des Blancs, ma distante dalla stessa più di 60 km, direzione Sud-Est. I vigneti sono collocati nella parte collinare dove il tipico suolo gessoso si impasta con l’argilla e genera Chardonnay che stupiscono per materia, complessità ed implicita freschezza.
Da proporre a tavola con un’aragosta grigliata con burro ed erbe aromatiche.

JACQUES DEFRANCE - PRESTIGE BRUT

Nel cuore della Côte des Bar, il villaggio di Les Riceys non è solo il terroir più grande della Champagne, ma anche l’unico comune in Francia a poter produrre tre denominazioni di origine controllata. Qui la famiglia Defrance, dal 1867, vinifica le sue uve in solo acciaio, per esaltarne la fragranza. Il Prestige è composto da 80% Chardonnay e 20% Pinot nero. Regala un sorso sottile ma incisivo, floreale ed agrumato, che punta tutto sulla raffinatezza e la tonicità.
Perfetto con una tagliatella di seppia su crema di piselli.

VILMART & C - COEUR DE CUVÉE 2016

Nata nel 1890, l’azienda è alla sua quinta generazione e fa ancora uso della pressa tradizionale, il cui impiego, al giorno d’oggi, riguarda non più di un centinaio di produttori in tutta la Champagne. Questa prelibata cuvée, composta da 70% Chardonnay e 20% Pinot nero - di cui solo il “coeur” della spremitura viene utilizzato - regala un profumo burroso e balsamico con un sorso dinamico, trainato da un’effervescenza perfetta.
Da godere da solo, oppure a tutto pasto, in abbinamento ad un menù d’autore.

ERIC TAILLET - LE BOIS DE BINSON

Ci spostiamo a Baslieux-sous-Châtillon, nella Vallée de la Marne, per incontrare un vero e proprio artista del Meunier. Quarta generazione di una famiglia di vigneron, Eric sostiene che il Meunier non sia un’uva meno nobile ma, al contrario, quella che conferisce l’aspetto gourmand allo champagne. Ne è la conferma questo prodotto dalla complessità aromatica che stordisce. La carnosità del frutto è bilanciata dalle note fumé, dalla freschezza balsamica e dall’infinita scia sapida.
Da affiancare ad un ricco tacchino farcito.

Foto fornita

MAISON CLASSICHE E RICONOSCIBILITÀ

PANNIER - EGÉRIE DE PANNIER 2012

Nata nel 1899 a Dizy, la Maison Pannier oggi si trova a Château-Thiery, nel cuore della Vallée de la Marne dove dispone di antiche cave in pietra risalenti al XII secolo usate come cantine per l’affinamento. Vi proponiamo l’assaggio della Cuvée de Prestige della Maison - millesimo 2012 – con un assemblaggio delle tre uve ben amalgamato e coeso. Il sorso pare camaleontico, attacca fresco ed agrumato, con tratti vegetali, per poi rivelare la sua anima più polposa, e terminare in una gustosa scia marina.
A tavola con un succulento rombo al forno.

BRUNO PAILLARD - BLANC DE BLANCS GRAND CRU 2014

Dici “Bruno Paillard” ed immediatamente identifichi un “goût de maison” dove a prevalere è la netta mineralità, che non si smentisce neanche in un’annata complicata come la 2014. Ottenuto esclusivamente dalla prima spremitura dei Grands Crus della Côte des blancs, questo Chardonnay - gustoso e raffinato - ammalia per finezza della bolla e struttura salina nella quale si innestano note agrumate, frutta gialla matura ed anice stellato. Una curiosità: come per tutti i millesimati classici della Maison, anche questa bottiglia rientra nella “Collection d’Artistes” e la pittrice Monique Tello ne interpreta l’etichetta.
Perfetto con un piatto di ravioli di baccalà mantecato.

HENRIOT - CUVÉE HEMERA 2013

Fondata nel 1808, questa Maison vanta uno stile produttivo verticale e longevo, esaltato dalla vinificazione in solo acciaio. Fatto con uve 100% Grand Cru, questo champagne è l’unico a mantenere la propria composizione invariata negli anni. Chardonnay e Pinot nero in parti uguali regalano un bouquet ricco, profondo e fruttato, con echi di marzapane, mandorla tostata e rimandi fumé. All’assaggio dominano freschezza e tensione sapida, in piena linea con la finezza dell’annata, che succede direttamente all’ultima produzione, la 2008.
Da impreziosire con tonnarelli al tartufo bianco.

DEVAUX - STENOPÉ 2013

A partire dal 1846 questa “cooperativa-boutique” della Côte des Bar si focalizza sul portare in cantina il miglior frutto possibile. I lunghi affinamenti contribuiscono a definire lo stile aziendale. Nato dalla collaborazione con Michel Chapoutier, storico viticoltore della valle del Rodano, Stenopé è uno champagne dove Chardonnay e Pinot nero compongono un vino potente e signorile, che profuma di mela e prugna mirabelle matura, con eleganti note tostate; il sorso è ampio e persistente, contrastato dalla copiosa freschezza. L’anima è gastronomica.
Ottimo sodalizio con un rollé di maiale alle erbette
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Foto fornita

RARITÁ PER LE GRANDI OCCASIONI

COLLARD-PICARD - ARCHIVES 2012 EDITION LIMITÉE

Arriviamo ad Epernay dove questa Maison nasce dall’unione di Olivier Collard e Caroline Picard, nel 1996. Il loro top di gamma, prodotto una tantum in tiratura limitata, è un eclettico millesimato che stupisce per complessità e materia. Bouquet ampio e compatto, generoso di frutto, pervaso da note marine che si ripropongono al sorso, in lunga progressione. Buonissimo, ma anche bello: il tappo non viene bloccato con la classica gabbietta, bensì con lo spago, come da tradizione ottocentesca. La box in legno, inoltre, è realizzata con le doghe in rovere delle botti.
Da provare con un piatto di spaghettoni burro e alici.

SYLVIE MOREAU - EDITION N.06 COLLECTION PRIVÉE

L’azienda, dalla storia recente, sorge nella parte settentrionale della Montagne de Reims e vede nella cura maniacale dei vigneti il suo punto di forza, che permette di raccogliere uve di estrema qualità ad uno stadio avanzato di maturazione, per vini morbidi, strutturati e complessi. La “collection privée” rappresenta una linea di ricerca dai lunghi affinamenti riservata per lo più ai ristoranti stellati francesi. Arriva in Italia in un numero limitatissimo di bottiglie per i palati più esigenti alla ricerca di bollicine di carattere. Della numero 6, prodotta in sole 1480 unità, ce ne sono alcune in giro. Fortunato chi riuscirà ad assaggiare questo champagne materico, dove, con il passare del tempo, Pinot nero e Chardonnay si fondono in una poderosa carezza, tra esplosioni di pasticceria, frutta disidratata, erbe officinali e note iodate.
L’apoteosi? Con un petto d’anatra caramellato.

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Paola Restelli
Paola Restelli
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