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Lunga vita alla Durella

Vino
Veneto

Una gemma enologica ancora poco conosciuta è custodita nel cuore del Veneto. Si chiama Durello, spumante che nasce da un vitigno antico e severo, figlio del territorio vulcanico dei Monti Lessini. La sua spiccata acidità è virtù rara, oggi più che mai, e caratterizza vini inconfondibili, dal sorso agile ed austero.

Tra Verona e Vicenza si estende la Lessinia, un altopiano dove la biodiversità regna sovrana. Qui le vigne convivono con boschi, pascoli e malghe, in uno scenario che restituisce un Veneto arcaico e lussureggiante. Misteriosi manieri medievali, antichi avamposti militari ormai silenti, ville patrizie immerse nella quiete: il paesaggio rurale di questa terra si dispiega come un affresco senza tempo, in cui la natura ancora intatta si intreccia con la storia agreste dei pochi abitanti della zona.

Il suolo, di origine vulcanica, ne costituisce il tratto distintivo: basalti e tufi ricchi di ferro e magnesio offrono nutrimento alla vite e regalano al vino una spiccata impronta minerale. Questo genere di terreno, grazie alla sua porosità, trattiene calore e umidità, rilasciandola gradualmente, quando le radici delle piante ne hanno bisogno. Ricco di nutrienti, richiede minori interventi esterni, a favore di una viticoltura più sostenibile.

Forza antica del vitigno

La Durella è un vitigno antico e rude, contraddistinto da un'acidità vigorosa. Per lungo tempo considerata ostica, quasi indomita, ha conosciuto una seconda vita grazie all’intuizione di alcuni produttori visionari, capaci di leggere le nuove tendenze di mercato. Non è un caso che la chiamino Durella: “dura” lo è davvero, con quella buccia coriacea e quella freschezza implacabile.
Ma è proprio questa durezza che si trasforma in firma identitaria. Chi già vent’anni fa conosceva questo vino, oggi si stupisce della sua evoluzione: da prodotto aggressivo e spigoloso a spumante raffinato, vitale e longevo. Nel calice spicca l’eco del territorio di origine: severo, essenziale, autentico. L’abbinamento gastronomico per eccellenza è quello con il Baccalà alla Vicentina, ma anche un tagliere di formaggio Monte Veronese DOP, sopressa di Brenton e pan biscotto, accompagnano egregiamente la bevuta.

Durezza che incanta

La naturale acidità della Durella la rende perfetta per la spumantizzazione. La sua anima briosa è duplice: quando parliamo di Lessini Durello ci riferiamo al fragrante metodo Martinotti, ottenuto dalla rifermentazione in autoclave, con Monti Lessini, invece, entriamo nel raffinato contesto del Metodo Classico, con rifermentazione in bottiglia e permanenza minima sui lieviti di 24 mesi, 36 per la menzione Riserva.

I profumi di questi spumanti evocano fiori bianchi e agrumi croccanti, con un costante sottofondo minerale che rimanda al territorio di origine. Al palato scatta immediatamente una salivazione copiosa; alla vibrante acidità segue un retrogusto leggermente amarognolo, che sfuma in una sapidità rocciosa. L’allungo - agile ed incalzante - non lascia dubbi sul carattere dell’uva.

Graffiante ed originale, il Durello è autentico per sua natura, simile solo a sé stesso.
Ne è un esempio lampante il Metodo Classico Amedeo Monti Lessini Doc Riserva, dell’azienda Ca’ Rugate, che sferza il palato con la sua affilata freschezza agrumata, e, grazie alla lunga sosta in bottiglia, regala sottili intrecci di cedro, gelatina di zenzero, grafite e melissa essiccata. Un pas dosé vinificato in solo acciaio per rispettare l’identità dell’uva, teso, vigoroso e al contempo signorile che l’azienda propone anche - in un numero limitato di bottiglie - in versione maturata 120 mesi sui lieviti. Chi ha la fortuna di assaggiare Amedeo Évolution resta sbalordito dalla mirabolante longevità che il Durello è in grado di regalare.

Altra declinazione da non perdere è quella di Montezovo. Il Metodo Classico Lessini Durello millesimo 2020 è nitido e palpitante: selce, bergamotto e salvia fanno da sfondo ad un sorso salino e dinamico, dalla sottile e caratterizzante scia fumé.

Il coraggio di essere diversa

Il Lessini Durello è un vino che non imita nessuno, ma che rivendica con orgoglio la propria unicità. È la voce di un paesaggio che conserva intatta la sua matrice, di cui ricalca fatalmente schiettezza e ruvidità. Non vuole piacere a tutti, parla una lingua propria che affonda le radici nei basalti e gode dei privilegi dell’altitudine dei Monti Lessini.

Un Metodo Classico da vitigno autoctono che

... può giocare qualsiasi campionato se esaltato nelle sue caratteristiche distintive - sostiene Michele Tessari, patron di Ca’Rugate - uno spumante con una nicchia di valore di cui si deve scrivere la storia attraverso la valorizzazione del profilo identitario, il sostegno all’economia e alla bellezza del territorio e la rigorosità del disciplinare di produzione

Avrei potuto spumantizzare il mio Pinot nero - racconta Diego Cottini, proprietario di Montezovo - ma la qualità e l’originalità della Durella valgono davvero la pena di essere scoperte, sperimentate ed esaltate.

Non resta che conoscerlo, dunque, questo vino puntuto, magari degustandolo proprio là dove nasce, in quel lembo appartato di Veneto che ruba il cuore di chi lo scopre.


 

Paola Restelli
Paola Restelli
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