Maso Martis, un laboratorio di agroecologia tra le vigne del Trentodoc
A Martignano, ai piedi del Monte Calisio, Alessandra e Maddalena Stelzer guidano la cantina di famiglia verso un futuro più sostenibile. Durante una visita tra vigneti, si respira la sensazione di trovarsi in un luogo in cui l’innovazione cresce fianco a fianco con le radici familiari.
Arrivare nel cortile di Maso Martis significa entrare in un mondo che profuma di lievito e di bosco. La tenuta, fondata nel 1990 da Antonio Stelzer e Roberta Giuriali, sorge a 450 metri di altitudine, circondata da dodici ettari di vigneto certificati biologici. È qui che oggi le sorelle Alessandra e Maddalena Stelzer hanno raccolto il testimone dei genitori, trasformando l’azienda in una delle maison più premiate del panorama spumantistico italiano.
L’impressione, già dal primo passo, è quella di un luogo vissuto: i vigneti lambiscono la casa di famiglia, i filari si distendono come una cornice naturale e il benvenuto di Alessandra è cordiale e caloroso.
La forza della famiglia
Il cuore pulsante di Maso Martis resta la famiglia. La storia è nata dall’amore tra Antonio e Roberta e continua oggi con le figlie, che hanno portato freschezza e nuove prospettive. Alessandra si occupa di comunicazione e accoglienza, Maddalena ha scelto di affondare le mani nella terra e di guidare la sperimentazione agroecologica.
Tra le sorelle si percepisce un equilibrio quasi naturale:
Siamo diverse ma complementari, aria e materia e forse è proprio questo che ci permette di portare avanti un progetto comune con entusiasmo
La sperimentazione agroecologica
Durante la passeggiata tra le vigne, emerge con forza il nuovo progetto che le sorelle Stelzer hanno avviato: un percorso triennale di viticoltura rigenerativa e agroecologia. L’obiettivo? Ridurre entro il 2027 del 50% i trattamenti fitosanitari, valorizzando gli scarti alimentari come risorsa e non come rifiuto.
Una scelta che sorprende per radicalità: tra i preparati in uso, anche un idrolizzato di pesce ricavato da scarti di aziende locali, affinato in fermentazione per mesi fino a trasformarsi in un concentrato naturale di nutrienti per la vite. «Una sorta di salsa teriyaki per la pianta», è la definizione ironica che ne dà il tecnico Mattia Brignoli che segue il progetto.
Camminando tra i filari sperimentali, non sfugge un dettaglio: le foglie appaiono più grandi e brillanti, segno di una fotosintesi più intensa. È la natura che risponde, confermando che la strada intrapresa è promettente.
Trent’anni di enologia condivisa
Nelle sale di affinamento, tra pupitre e bottiglie adagiate a riposare, l’atmosfera è ovattata. Qui da oltre trent’anni lavora Matteo Ferrari, l’enologo che dal 1994 accompagna ogni cuvée della maison. La sua filosofia racchiude unicità e riconoscibilità costante: ogni bottiglia deve raccontare il territorio, ma senza perdere la firma inconfondibile della casa.
Ferrari ricorda gli esordi pionieristici, quando puntare sul Metodo Classico in Trentino era una sfida visionaria. Oggi i successi parlano da soli: dal Rosé Extra Brut premiato come miglior rosé al mondo da Wine Searcher fino alla leggendaria Madame Martis, inserita tra i “50 Vini Rari” del Gambero Rosso.
La degustazione: un viaggio sensoriale
Il percorso in cantina si conclude nella sala degustazione, dove i calici raccontano con eleganza la filosofia della maison. Si parte con i vini fermi (Chardonnay e Müller Thurgau, quest'ultimo uvaggio tipico della Val di Cembra) per poi spostarsi sul Blanc de Blancs Brut, fresco e minerale, per passare al DosaggioZero Riserva, austero e verticale, godendosi i frutti di bosco del Rosé Extra Brut Millesimanto, fino ad arrivare alle peculiarità di casa Stelzer, Monsier Martis e Madame Martis, icone che sintetizzano potenza e grazia in un sorso profondo.
Ogni etichetta conferma la sensazione che aleggia sin dall’inizio della visita: in queste bottiglie c’è un intreccio di territorio, famiglia e ricerca.
Una visione verso il futuro
Maso Martis non si limita a celebrare i propri successi: accanto al vino, cresce l’attenzione all’enoturismo, con progetti di ampliamento della sala degustazione e nuove collaborazioni sul territorio.
La cantina propone visite guidate prenotabili online (masomartis.it), offrendo esperienze che intrecciano racconto, paesaggio e calici. Un invito a vivere il Trentodoc là dove nasce, con la promessa che dietro ogni bolla ci sia non solo tecnica, ma un’intera filosofia di vita.