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Non la solita Francia: 10 etichette da scoprire

Vino
Francia

Una rassegna di assaggi dalle proposte 2025 di Famille Helfrich, evitando i terroir più battuti o attraversandoli con proposte differenti.

Borgogna, Bordeaux, Champagne. Tra le regioni vinicole francesi ce ne sono alcune che esercitano un appeal indiscutibile sugli amanti del vino, con vini cult che possono considerarsi venduti ancora prima di finire in bottiglia. Se per Bordeaux l’ultimo periodo non è stato dei più positivi, alcune delle etichette della regione restano icone indiscusse, come del resto lo sono tante intramontabili referenze di Champagne. Intanto i più celebri cru di Borgogna continuano a raggiungere quotazioni da capogiro, trainando il posizionamento di tutta la regione.

Tuttavia, la Francia offre un panorama estremamente ampio da cui scegliere e, come spesso accade, anche in regioni che al momento sono meno sulla cresta dell’onda possono nascondersi delle autentiche chicche. Falstaff Italia ha curiosato per voi nel portfolio 2025 de Les Grands Chais de France, il gruppo guidato dalla famiglia Helfrich e primo esportatore di vino francese nel mondo, con Domaine di proprietà nei territori più vocati per la produzione di vini fermi e bollicine, ma anche tenute in Cile, Sudafrica e Spagna. Dalla Loira all’universo dei Crémant, senza dimenticare altri importanti terroir, ecco 10 etichette da tenere a mente per quest’anno.

Domaine François Villon e il Vouvray Sec 2023

Situato nel comune di Rochecorbon, Domaine François Villon ha vigneti sui pendii che sovrastano la Valle della Loira e produce vini nelle denominazioni Vouvray e Montlouis. Il Vouvray Sec 2023 è un vino giovane, dai profumi delicati e burrosi, tra sensazioni di pesca e litchie. Palato beverino e agrumato, perfetto per un aperitivo o a tutto pasto. Una curiosità: il nome del domaine rende omaggio a François Villon, pseudonimo di François de Montcorbier, poeta francese del XV secolo noto per la sua vita avventurosa e le sue opere letterarie.

Bourgueil, il Cabernet Franc della Loira

A metà strada tra Tours e Angers, l’AOP Bourgueil estende per 1.400 ettari i propri vigneti di Cabernet Franc, sulla riva destra della Loira. In questo contesto Saint-Nicholas-de-Bourgueil racchiude l’area a ovest della denominazione, a nord rispetto al corso del fiume e "Le Puy Bel Abord" 2023 è l’interpretazione fresca e giovanile firmata dalla Maison Sauvion, una realtà legata da secoli viticoltura di questa zona. Un vino che porta tutti gli aromi erbacei del Cabernet Franc, assieme a pepe e marasca. Sorso beverino e fruttato per soli 12,5 gradi alcol.

Château de Fesles, tre spunti di assaggio

Restiamo lungo la Loira, allo Château de Fesles, a Sud di Angers nel comune di Thouarcé. Siamo nel cuore della denominazione Bonnezeaux e ad essa sono dedicate gran parte delle vigne a Chenin Blanc della tenuta, che conta 30 ettari con piante di circa 50 anni di età. Da qui arrivano tre assaggi. Il Crémant de Loire Brut "La Chapelle", nuova referenza proveniente da terreni scistosi, offre un sorso minerale ed equilibrato tra cremosità e bolla decisa, aromi aranciati e floreali di sambuco. Un ottimo avvio di serata, a cui far seguire l’Anjou Blanc "Vieilles Vignes" Chenin Blanc 2020, per passare a un palato più morbido, sostenuto da una maturazione che lo rende insieme strutturato e gastronomico, ottimo per accompagnare tutto il pasto. In chiusura invece, un Bonnezeaux Vin Rare 2015. Vera chicca, da uve vendemmiate a mano e per il 10% botritizzate. Albicocca essiccata, zafferano e un sorso di dolcezza e vigorosa acidità.

Marcel Cabelier, un Crémant dallo Jura

Jura sì, ma attraverso le bollicine firmate Marcel Cabellier. Una maison che produce tutte le AOP del territorio da 120 ettari di terreni marno-calcarei, grazie alla collaborazione con un centinaio di famiglie di piccoli viticoltori. Il Crémant du Jura Extra Brut "60"regala ricordi di strudel di mele, squarciati da un sorso secco e una bolla inebriante, sapidità piacevole e golosa, ritorni di mela renetta.

 

Salasar, un rosé da Limoux

Fondata nel 1890, Maison Salasar si trova nell'Alta Valle dell'Aude, a Campagne-sur-Aude e annovera tra i suoi vigneti alcuni appezzamenti di collina con viti di 100 anni di età. Punto di riferimento nel mondo delle bollicine, la maison fa parte del gruppo di Famille Helfrich dal 2017. Il Crémant De Limoux AOP Brut "Carte Rose" ha naso invitante di fragolina e rabarbaro, sorso godibile, bolla ariosa e un equilibrio gradevole tra l’acidità e quel pizzico di dolcezza.

L’Alsazia di Klipfel e un Grand Cru Domaine André Lorentz

Questo vino nasce da una storia d’amore, tra Andrée Klipfel e André Lorenz, che hanno unito le loro proprietà e che oggi conducono oltre 40 ettari di vigneti in Alsazia. Il Riesling Grand Cru Kirchberg De Barr 2021 accoglie con un bouquet delicato, tra l'idrocarburo, il lime e il litchi. Palato freschissimo, salinità potente e un finale pepato, che chiama gli agrumi e le erbe officinali. Da mettere in cantina.

Un Syrah dal Domaine de La Baume

Situato nel cuore della Languedoc-Roussillon, il Domaine de La Baume ha una storia che risale al 1880, quando la famiglia Prat decide di dedicarsi alla vigna, dopo il terribile avvento della fillossera. Oggi la proprietà si estende su oltre 200 ettari e il Syrah 2023 rispecchi in pieno il clima mediterraneo in cui crescono le viti. Aromi di mora, frutti di bosco, note pepate e erbe aromatiche. Sorso sapido e succoso.

La piacevolezza di Crozes Hermitage

Quella dei Bérard è una famiglia antica, di probabile origine tedesca e con una tradizione che nei secoli si lega alle istituzioni, con esponenti dai ruoli importanti anche nella Francia di Napoleone I, ma anche al vino, prima in Borgogna e poi in nella Valle del Rodano. Il Crozes Hermitage AOP 2022 è un vino che gioca di intensità aromatiche, tra pepe, ribes nero e liquirizia, che precedono un sorso setoso, salino e scorrevole, per 12,5 gradi alcol.


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Eugenia Torelli
Caporedattrice Falstaff Italia
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