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© Consorzio Suvereto Val di Cornia

Val di Cornia: la Toscana che non immagini

Toscana
Viaggio

Dalla costa all’entroterra, i nostri consigli per vivere a 360 gradi una zona fuori dalle rotte turistiche mainstream, tra mare, natura e cose buone.

C’è un lembo di Toscana non ancora battuto dal turismo di massa, incastonato nella parte più meridionale della Maremma livornese, dove l’entroterra disegna le ultime propaggini delle colline metallifere unendosi come in un abbraccio alla zona costiera, lambita da spiagge e promontori da cui osservare l'Isola d'Elba, Montecristo, l’isola del Giglio e, nelle giornate più terse, spingere lo sguardo fino alla Corsica.

La Val di Cornia è una sintesi di mare, natura, borghi sospesi nel tempo, cibo e vino di qualità. Un’enclave che silenziosamente accoglie e con altrettanta discrezione si fa conoscere, quasi a voler difendere quell’autenticità di cui spesso si spogliano i luoghi presi d’assalto dalle folle. Ma visto che l’estate è anche tempo di nuove scoperte, impostiamo il navigatore su Venturina Terme e iniziamo a viaggiare.

Le spiagge

Attraversata da lidi prevalentemente sabbiosi – molti riconosciuti Bandiere Blu anche nel 2025 - questa parte di Toscana si differenzia da altre località per l’ampia disponibilità di spiagge ad accesso libero.
Procedendo da nord a sud si inizia da San Vincenzo, in un susseguirsi di acqua azzurra e stabilimenti balneari che, poco più in giù, lasciano spazio al Parco di Rimigliano, una lunga spiaggia di dune alla quale si accede attraverso una serie di varchi immersi nella macchia mediterranea.

A una manciata di chilometri si raggiunge invece uno dei tratti di costa più suggestivi della zona: il Golfo di Baratti. Qui, la scala cromatica della sabbia vira da tonalità color marrone a sfumature più scure, spalleggiata da una pineta verdeggiante in cui ristorarsi nelle ore più calde. L’itinerario vista mare termina nel Parco Naturale della Sterpaia, un mosaico di spiagge di sabbia fine con quelle di Carbonifera e Torre Mozza che da sole valgono il viaggio.

I parchi, una risorsa da scoprire

Vivere la Val di Cornia, però, significa anche connettersi con la natura dei suoi parchi. Sul lato settentrionale del promontorio di Piombino, il Parco Archeologico di Baratti e Populonia resiste come antica testimonianza dell’insediamento della civiltà etrusca, con una necropoli posta all’ingresso del parco e, nella parte più alta, la suggestiva acropoli affacciata sul Golfo di Baratti e sull’antico borgo di Populonia.

Risalendo verso l’entroterra, il Parco archeominerario di San Silvestro invita a trascorrere qualche ora tra il Museo dell’archeologia e dei minerali, la miniera del Temperino e la rocca di San Silvestro, insediamento di minatori con oltre mille anni di storia. Qui, gli sportivi potranno divertirsi con itinerari da percorrere a piedi o mountain-bike, grazie a una rete di sentieri attrezzati lunga ben 37 km, tra boschi di querce, sughere e castagni.

Passeggiare tra i borghi

Capitolo a parte va dedicato ai paesi, incubatori di bellezze da visitare a ritmo lento lasciando l’auto dapprima a Campiglia Marittima, insediamento medievale abbarbicato sulle colline che offre ai turisti diverse soluzioni di ospitalità diffusa. Attraverso il suo reticolo di strade in salita, in un alternarsi di piazzette e botteghe, si arriva alla Rocca, il punto più panoramico da cui gettare lo sguardo lungo tutta la Valle.

Una manciata di chilometri la separano da Suvereto, capitale del gusto locale e vetrina golosa di prodotti identitari come il carciofo violetto, coltivato in questa zona da più di 50 anni. Per soddisfare la gola, prenotate un posto ai tavoli del Cacini (via del Crocifisso, 3 - tel. 0565828313), finestra sul mare che lo chef Marco Ticciati spalanca attraverso un percorso ogni giorno diverso, come pescato comanda.

In alternativa, cercate l’insegna de I’Ciocio(piazza dei Giudici, 1 - tel. 0565829947), un antico frantoio dove il patron Fabrizio Caponi porta in tavola una cucina biologica a chilometro zero, firmando un menu che segue la stagionalità attenendosi (quasi) religiosamente alla tradizione.

Dal vino all'enoturismo

Non c’è giro in Val di Cornia che tenga senza almeno una degustazione in cantina. La scelta è ampia e spazia dalle piccole aziende, dove sperimentare un’atmosfera più intima e familiare, ai nomi noti sulla scena internazionale, destinazioni ideali per scoprire il lato più sensuale del nettare di Bacco.
Pressoché tutte le aziende sono riunite sotto il cappello del Consorzio Suvereto e Val di Cornia, impegnato da anni in un percorso di valorizzazione delle tre denominazioni del territorio - Suvereto Docg, Val di Cornia Doc e Rosso della Val di Cornia – e deus ex machina di “Suber”, festival del vino che ogni anno accende il centro di Suvereto con uno spaccato sulle migliori interpretazioni dei vitigni locali.

Tra le aziende da tenere a mente Tua Rita, La Bulichella, Petra, Casadei, La Fralluca, Rènis, Petricci e del Pianta, Rigoli, La Batistina e Il Falcone.

Le Terme, una pausa a tutto relax

In vacanza, si sa, è buona regola dedicare un po’ di tempo a sé stessi, meglio ancora se muniti di costume e accappatoio.
Per farlo, segnate il nome del Calidario di Venturina Terme, che affianca a una sorgente naturale all’aperto un sofisticato thermarium in cui rilassarsi tra massaggi, getti d’acqua ed effluvi di vapore.
Per vivere un’esperienza più “wild” in sinergia con la natura, le terme de La Cerreta, in località Sassetta, accolgono gli ospiti con un percorso benessere in vasche alimentate da un’acqua che sgorga calda naturalmente, ricca di minerali e oligoelementi utili anche a fini terapeutici.


 


 

Federica Borasio
Federica Borasio
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