Valle del Curone: il tetto della Brianza diventa Distretto del cibo
Anfiteatri naturali dove i vigneti disegnano il territorio e regalano vini eccellenti. Terreni calcarei dove nascono prodotti inattesi. Odori di formaggi e profumi di rosmarino, dimore gentilizie e cascine che rivivono, escursioni e trekking: Montevecchia, La Valletta Brianza e Olgiate Molgora (Lecco) si uniscono per valorizzare la piccola Val d’Orcia lombarda.
Una nicchia di biodiversità, in natura e a tavola, diventa “Distretto del Cibo” per offrire la rappresentazione migliore di un territorio. Come? Attraverso la valorizzazione comune dei suoi luoghi e prodotti d’eccellenza, tutti da scoprire, dai più noti a quelli inattesi. Siamo nella Valle del Curone, una piccola conca in provincia di Lecco, che si estende su tre comuni: La Valletta Brianza, Olgiate Molgora e la più nota Montevecchia. Un’area tutelata dall’omonimo Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, nato nel 1983 per preservare un territorio segnato da forte antropizzazione. Qui, da proteggere e da promuovere, c’è il tetto della Brianza, con i suoi celebrati panorami, le dolci colline, i terrazzamenti di vigneti che sembrano anfiteatri naturali, i sentieri da percorrere e le tracce di una storia importante, fatta di dimore prestigiose lasciate dall’alta borghesia milanese, storicamente innamorata di questi luoghi, ma anche di radicate tradizioni contadine e cascine che hanno ripreso vita. Oggi il Distretto è il simbolo di una comunità che vive e ama il suo territorio, lo cura, lo preserva e, al tempo stesso, guarda al futuro per farlo crescere.
Il Distretto unisce una doppia sostenibilità
La nascita recente (novembre 2024) del “Distretto del Cibo Valle del Curone” (i distretti, istituiti con legge del 2017, sono di fatto un nuovo modello di sviluppo per il mondo agroalimentare italiano, nda) dà più forza e visibilità a un’identità geografica già chiara e omogenea, ma bisognosa di un sapere condiviso e obiettivi comuni. Per i produttori è il modo migliore per farsi conoscere con più capillarità, ma anche investire promuovendo una doppia sostenibilità: ambientale-turistica per il territorio ed economica-sociale per le aziende, in gran parte a conduzione famigliare. Qui si gestiscono principalmente produzioni di vino, formaggi e spezie, ma anche attività ricettive importanti, dalle aziende agricole, alcune con vocazione sociale, alle alte proposte della ristorazione. Sono 30 le attività del Distretto: 24 aziende agricole, due aziende di trasformazione del rosmarino per cosmesi, due fattorie sociali e tre Comuni.
Vino e formaggio, le eccellenze del Curone
Se la Valle del Curone è una nicchia, il Distretto del cibo è uno prezioso scrigno al suo interno. «Siamo a destra del crinale di Montevecchia» spiega Claudia Crippa dell’Agriturismo La Costa (La Valletta Brianza) che, con Marta Galimberti della vicina azienda agricola La Bagaggera, dal 2020 ha iniziato a ragionare sull’idea del Distretto. «Qui l’ultima glaciazione ha girato intorno, le colline non sono state interessate e sono rimaste moreniche». Ne è nato un microcosmo che si distingue da tutti gli altri per caratteristiche pedoclimatiche capaci, per esempio, di dar corpo a vini eleganti, freschi e sapidi, meritevoli di premi. La Costa, Ceresé, Le Terrazze di Montevecchia, Runch e Passonino sono le principali realtà vitivinicole.
Prati magri e il ritorno del rosmarino
Qui ci sono i prati magri, ambienti seminaturali di elevato valore naturalistico, con terreni fortemente calcarei, perfetti per la filiera delle erbe aromatiche e per colture come quella del rosmarino che, da queste parti, inaspettatamente, ha un profumo che conduce a ben altre latitudini. Si tratta di una produzione storica, a lungo abbandonata, oggi cultivar recuperata dal 2010, non per il mercato del fresco ma per la cosmesi, con la nascita di due realtà, “Prati Magri e “Acqua di Montevecchia”. “La Costa” dal 2016 ha iniziato anche una piccola produzione di Gin al Rosmarino di Montevecchia.
Il Formaggino di Montevecchia verso un disciplinare
Tra i “frutti” principali di questa terra ci sono anche i formaggi, vaccini e caprini. Quelli di Montevecchia (noti come “furmagitt”) sono il prodotto che a oggi conosce già una maggiore notorietà. Latteeterra, Bagaggera, Vertaggera, Ceresé, Casati i produttori. Tra gli obiettivi del Distretto c’è anche la definizione del disciplinare di produzione del formaggino di Montevecchia, che permetterà la realizzazione di un prodotto univoco per caratteristiche produttive ed organolettiche. Alla filiera lattiero-casearia si aggiungono, in modo minore, carne avicola, pane, confetture e conserve di ortaggi e miele. In questa parte di territorio è forte la presenza di robinia, che genera una particolare purezza del miele d’acacia. Si producono anche salumi, pur in misura minore rispetto ai formaggi. “La Bagaggera” ha un allevamento allo stato brado di maiali, ma la produzione è a uso esclusivo dell’attività agrituristica. Qui sono le capre le padrone di casa, in un saliscendi dei terreni che è loro habitat naturale e per la docilità dell’animale che si presta, ad esempio, ad esperienze ludico-ricettive.
Curone tra ristorazione, ricettività e giovani idee
Ai prodotti, nel Distretto si uniscono i servizi della ristorazione (Galbusera Nera, Galbusera Bianca, La Ratta e La Bagaggera), la ricettività degli alloggi, la presenza di ambienti di pregio, come le tante dimore storiche (Sommi Picenardi su tutte) e la possibilità di trekking, anche con animali da soma (Asineria del Pez).
«Con il distretto vogliamo ripartire dal valore della nostra terra» sottolinea Crippa «stiamo lavorando per la creazione di un logo, a breve attiveremo un’app dedicata e sarà disponibile una cartina cartacea. C’è interesse per questi luoghi, ma spesso si fatica a fruirne: vogliamo fare in modo che l’esperienza di questa terra sia più semplificata e al tempo stesso attenta e rispettosa». Tra i progetti di breve periodo anche l’apertura di un Infopoint, dove gli utenti potranno conoscere il territorio, i percorsi naturalistici ed enogastronomici: debutterà all’Enoteca di Montevecchia, con l’idea di arrivare nel tempo a un luogo autonomo.
Valore aggiunto del Distretto è la presenza di numerosi giovani nella conduzione delle aziende, indice di un importante ricambio generazionale e di una nuova attenzione al mondo agricolo, che prende forma anche attraverso la fierezza di un’appartenenza e la determinazione capace di portare all’odierna nascita del Distretto.
Via Galbusera Nera 2 - La Valletta Brianza (LC)
Via Galbusera Bianca 2 - La Valletta Brianza (LC),
Via Bagaggera 25 – La Valletta Brianza (LC)
Cascina Ghisalba – Via Alta Collina 12 bis - Montevecchia (LC)
Via Curone 7 - La Valletta Brianza (LC)
Azienda agricola vitivinicola - Via Curone, 15 – La Valletta Brianza (LC)
Via Alta Collina 14, Montevecchia (LC)
Via Passone, località Ronco Alto - Montevecchia (LC)
Via del Ceresé 13 – Montevecchia (LC)
Largo Gaetana Agnesi, Montevecchia (LC)
Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone
Località Butto 1 – Montevecchia (LC)
Viale Sommi Picenardi 8 – Olgiate Molgora (LC)
via Butto 1 - Montevecchia (LC)