Italia del vino: export in crescita e nuove geografie del bicchiere
Il rapporto ISMEA racconta un settore in salute e in continuo mutamento: vigneti che si spostano a Nord-Est, consumi che premiano i bianchi e spumanti protagonisti anche sui mercati esteri.
Con 14 miliardi di euro di fatturato complessivo (pari al 10% dell’intero comparto agroalimentare), il vino italiano conferma la sua centralità economica. Nel 2024 la produzione ha raggiunto 44 milioni di ettolitri, segnando un recupero del 15% rispetto all’annata precedente, fortemente segnata dalle difficoltà climatiche.
Il baricentro a Nord-Est
Guardando la mappa vitata, il cuore del vigneto italiano batte sempre più tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il successo del Prosecco e del Pinot grigio ha trasformato il paesaggio e il mercato, portando il Nord-Est a guidare l’Italia del vino. Qui si concentra oggi gran parte della spinta produttiva che ha reso celebri le bollicine italiane nel mondo.
La stagione dei bianchi
Nei calici degli italiani c’è sempre più spazio per i bianchi: freschi, immediati, capaci di accompagnare sia l’aperitivo che la tavola di tutti i giorni. I rossi restano protagonisti storici, ma faticano a mantenere lo stesso ritmo. Una tendenza che riflette gusti più leggeri e un’attenzione crescente al consumo moderato e consapevole.
Export, il traino degli spumanti
Gli spumanti italiani continuano a vivere un decennio d’oro: nel 2024 la produzione ha raggiunto 7,6 milioni di ettolitri, con un’incidenza del 17% sull’intera produzione nazionale. All’estero rappresentano il motore principale della crescita, con un +12% in volume e +8,9% in valore.
Consumi interni in cerca di equilibrio
Se il consumo pro capite resta stabile a 37,8 litri l’anno, la domanda è profondamente cambiata. I consumatori italiani scelgono sempre più vini a denominazione d’origine e sono disposti a pagare qualcosa in più per la qualità, mentre i vini comuni resistono soltanto nella fascia “daily”.
Tra sfide e futuro
Dietro i successi restano le sfide: il numero delle aziende agricole continua a ridursi, e i cambiamenti climatici impongono scelte nuove, dai vigneti “eroici” di montagna fino ai progetti di ristrutturazione sostenuti dalla PAC . Ma l’Italia del vino ha dimostrato ancora una volta di saper reagire, trovando nell’identità dei suoi territori la chiave per guardare avanti.