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BISOL 1542: DAL CUORE DI VALDOBBIADENE AL MONDO. INTERVISTA A MATTEO LUNELLI

Intervista
Prosecco

Bisol 1542, marchio storico che rappresenta l'eccellenza del Prosecco Superiore di Valdobbiadene, è parte del Gruppo Lunelli dal 2014.

In questi anni, il Gruppo Lunelli ha investito risorse e passione per far crescere e valorizzare la tradizione di Bisol 1542, portando l'azienda a nuovi livelli di eccellenza.
Matteo Lunelli, presidente e amministratore delegato del Gruppo Lunelli, ci parla del percorso intrapreso con Bisol 1542, della sua visione per il futuro del Prosecco e delle sfide legate alla promozione di un prodotto che, pur essendo legato a un territorio unico, ha un grande potenziale di espansione a livello globale.

Il Gruppo Lunelli è sinonimo di eccellenza nel mondo degli spumanti Metodo Classico. Dal punto di vista di Bisol 1542, quali sono i punti di forza e le principali sfide del Prosecco come prodotto, al di là del contesto territoriale?

«Con Bisol 1542, vogliamo raccontare le sfumature del Prosecco Superiore di Valdobbiadene, presentandolo come un grande vino che esprime un territorio unico. Sebbene il Prosecco abbia avuto un grande successo in termini di volume, la sfida futura è riposizionarlo verso l’alto, concentrandosi sul Prosecco Superiore DOCG. Questo vino deve essere riconosciuto come espressione di una viticoltura eroica e di un territorio che richiede grandi sforzi, ma che merita di essere valorizzato per la sua qualità.

Spesso considerato una commodity e venduto a prezzi bassi, il Prosecco non viene sempre apprezzato per il suo valore. La nostra sfida è promuovere il Prosecco Superiore come un grande vino con una forte identità territoriale. Oltre a ciò, la sostenibilità rappresenta un altro obiettivo cruciale per il futuro, non solo per il Prosecco, ma per l’intero settore vitivinicolo.

Per riposizionare il Prosecco verso l’alto, è fondamentale lavorare sull’eccellenza, sulla sostenibilità e sulla comprensione del consumatore riguardo l’identità del territorio. Solo con una maggiore attenzione alla qualità, marchi e cantine potranno davvero valorizzare le potenzialità del Prosecco Superiore».

Vigneti Bisol 1542
Foto fornita
Vigneti Bisol 1542

Una denominazione che sta riscuotendo un grande successo è sicuramente quella dell'Asolo. C’è interesse da parte di Bisol 1542 a investire in questo territorio?

«La storia di Bisol è strettamente legata a Valdobbiadene, in particolare a Santo Stefano di Valdobbiadene. Il numero 1542, che fa parte del nostro nome, testimonia un documento che attesta come la famiglia Bisol fosse storicamente proprietaria di terreni a Santo Stefano. Questo legame profondo con il nostro territorio di origine, che è principalmente Valdobbiadene, dove si trovano la maggior parte dei nostri vigneti, è una parte fondamentale della nostra identità. Tuttavia, la nostra concentrazione rimane sull'area di Valdobbiadene, e probabilmente continuerà a esserlo anche in futuro. Nel contesto del Prosecco, è essenziale promuovere l'identità del territorio, e credo che sia importante e stimolante che anche Asolo prosegua il suo cammino verso l’eccellenza, rafforzando la propria identità territoriale».

Parlando delle Rive, una tipologia presente nella produzione di Bisol 1542, come vengono percepite dai consumatori italiani e internazionali, secondo il suo punto di vista?

«A livello internazionale, il concetto di "Rive" nel Prosecco Superiore non è ancora completamente compreso, e i consumatori non sempre ne hanno familiarità. Tuttavia, per Bisol 1542, le Rive sono un tema centrale, poiché l’azienda si propone di raccontare tutte le sfumature del Prosecco Superiore di Valdobbiadene, che riflettono le caratteristiche uniche del territorio. Lavoriamo in due modi: selezionando uve da vigneti con terreni distinti, come quelli argillosi per il Crede e morenici per il Molera, e concentrandoci su singoli vigneti e zone della denominazione per esaltarne l’identità. Attualmente, lavoriamo con alcune Rive, come quelle di Campea e Guia.

Il concetto di Rive è cruciale per Bisol 1542, non solo per rafforzare la comprensione dell’area del Prosecco Superiore, storicamente la zona più vocata per la viticoltura eroica, ma anche per promuovere le sottozone che possiedono caratteristiche uniche. In sintesi, sebbene il concetto di Rive non sia ancora pienamente compreso dal consumatore, per noi è una parte strategica del riposizionamento del Prosecco Superiore e della narrazione dell’identità delle microzone da cui provengono questi grandi vini».

Il Prosecco è spesso il primo vino a penetrare i nuovi mercati quando si parla d’Italia. Quali sono le aree strategiche per Bisol 1542? E verso quali sta puntando la sua espansione?

«Il mercato strategico per Bisol è sicuramente quello degli Stati Uniti, un mercato storico che comprende diverse realtà con caratteristiche uniche, come New York, California, Florida, Texas, Nevada e altri stati come Illinois e Washington. Negli Stati Uniti, Bisol ha trovato opportunità interessanti, come a Las Vegas, dove il nostro Prosecco è presente nei migliori casinò e ristoranti.

Oltre agli Stati Uniti, un altro mercato promettente è il Messico, grazie alla sua affinità con il Prosecco, che si adatta bene ai climi caldi e alle occasioni di svago. Tuttavia, la sfida principale riguarda i mercati europei storici come Inghilterra e Germania, dove il Prosecco ha sofferto una concorrenza basata principalmente sui prezzi, rischiando di svalutare la qualità. In questi paesi, il riposizionamento verso l’alto del Prosecco è cruciale per valorizzare la viticoltura eroica e il territorio.

Altri mercati europei strategici per Bisol includono la Svizzera, un paese piccolo, ma con un forte mercato per i prodotti di alta gamma, e l’Asia, in particolare il Giappone, dove l’attenzione alla qualità è molto alta. In futuro, paesi come Corea del Sud e Thailandia potrebbero offrire ulteriori opportunità, sebbene la Cina potrebbe essere un mercato più difficile da penetrare a causa delle diverse tradizioni culturali riguardo ai vini sparkling.

Il Medio Oriente, in particolare gli Emirati Arabi Uniti, rappresenta un mercato in crescita grazie alla crescente offerta gastronomica e turistica di alto livello. Anche l’Arabia Saudita potrebbe diventare interessante, soprattutto se le attuali aperture verso l’alcol dovessero continuare.

Infine, Bisol sta esplorando nuove innovazioni come un Prosecco Superiore con una bassa gradazione alcolica, destinato a nuovi consumatori, in particolare i giovani, che cercano freschezza e leggerezza».

Sono trascorsi dieci anni dall’acquisizione da parte del gruppo Lunelli di Bisol 1542. Quali erano le ambizioni iniziali e quali sono gli obiettivi raggiunti e quelli che vorreste perseguire per il futuro?

«Il nostro percorso con Bisol è stato entusiasmante. Il gruppo Lunelli ha acquisito Bisol per rappresentare l’eccellenza del bere italiano. Il Prosecco è una delle icone del vino italiano, e volevamo fare di Bisol il marchio di riferimento per il Prosecco Superiore di Valdobbiadene, evidenziando la diversità delle bollicine italiane. Se Ferrari rappresenta l’eccellenza del metodo classico con il Trento DOC, Bisol vuole essere l’eccellenza del metodo Charmat e del Prosecco Superiore di Valdobbiadene. DOCG.

In questi dieci anni, abbiamo investito significativamente per valorizzare la tradizione di Bisol 1542, migliorando cantina, vigneti e team. Abbiamo rinnovato completamente le strutture di vinificazione per garantire una maggiore precisione e rispetto per l’identità delle singole zone. Oggi, la nostra cantina è all’avanguardia e ci consente di produrre con una qualità sempre crescente, come confermano i riconoscimenti ottenuti da importanti opinion leader del settore, tra cui Falstaff, con numerosi premi.

Il nostro gruppo punta sempre all’eccellenza e ha investito tanto per raggiungere questo obiettivo. I risultati degli ultimi dieci anni sono il frutto di investimenti in vigneti e cantina, ma anche di una squadra sempre più forte, coordinato da Stefano Ferrante e supportato dal giovane enologo Zilli e dal responsabile della cantina Leonida Fedrigo. Con questo gruppo talentuoso, siamo pronti a continuare a raccontare l’eccellenza del Prosecco Superiore di Valdobbiadene».

Cantina Cru
© Mattia Mionetto
Cantina Cru

Una parola che definisce Bisol 1542.

«È difficile trovare una sola parola. Se parlo di territori, menziono sempre “Valdobbiadene” e “Venezia”, perché Bisol nasce a Valdobbiadene e racconta lo stile di vita veneziano. Mi viene poi in mente "cosmopolita", per la capacità del Prosecco di essere, pur essendo l’espressione di un territorio, estremamente versatile e capace di conquistare il mondo. Questa è una delle sue grandi caratteristiche. Un’altra parola è sicuramente "autenticità": un vino deve raccontare il suo territorio, e Bisol 1542 è autenticamente l’espressione del territorio di Valdobbiadene».

 


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Irene Forni
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